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Tutti gli articoli con tag young designers

Diego e Salvador, gli specchi ispirati agli attrezzi da lavoro di Jennifer Rabatel

pubblicato da Giulia Zappa

Diego e Salvador, gli specchi di Jennifer Rabatel ispirati agli oggetti da lavoro

Presentati all’ultima edizione di Maison&Objet, questi divertenti specchi progettati dalla giovane Jennifer Rabatel sono ispirati ad oggetti di uso comune che non mancano mai in qualsiasi corner di bricolage o ambiente in ristrutturazione: una vasta famiglia di spatole. Che Jennifer ha rivisto preservando, a modo suo, la funzionalità: da muro o da appoggio, questi complementi si adattano con versatilità agli spazi a disposizione, regalandoci un inaspettato tocco di humor domestico. Disponibile anche in versione tascabile, la linea è stata prodotta dalla Edition Sous Etiquette.

Via | Muuuz

Diego e Salvador, gli specchi di Jennifer Rabatel ispirati agli oggetti da lavoro

Diego e Salvador, gli specchi di Jennifer Rabatel ispirati agli oggetti da lavoroDiego e Salvador, gli specchi di Jennifer Rabatel ispirati agli oggetti da lavoroDiego e Salvador, gli specchi di Jennifer Rabatel ispirati agli oggetti da lavoroDiego e Salvador, gli specchi di Jennifer Rabatel ispirati agli oggetti da lavoro

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7.11 €/kg, la sedia di Alexander Xanthakis si paga al peso

pubblicato da Giulia Zappa

7,11xkg, la sedia che si vende al peso di Alexander Xanthakis

Far pagare il suo nuovo progetto di design un tanto al chilo. Idea buffa e un po’ pretestuosa, quella del designer Alexander Xanthakis, che ha appena rilasciato la sua nuova sedia dal nome inequivocabile di 7.11 €/kg.

Il prototipo, presto in produzione, è caratterizzato dall’impiego di cinque tubi di acciaio sagomato che, montati l’uno sull’altro, offrono resistenza e stabilità potenziate con un impiego minimo di materiale. Una struttura semplice, facile da produrre e relativamente poco costosa, il cui prezzo al pubblico dovrebbe aggirarsi sugli 80€ (79,99€ per la precisione, divertitevi a fare le divisioni per scoprire il peso!).

Via | Muuuz

7,11xkg, la sedia che si vende al peso di Alexander Xanthakis

7,11xkg, la sedia che si vende al peso di Alexander Xanthakis7,11xkg, la sedia che si vende al peso di Alexander Xanthakis7,11xkg, la sedia che si vende al peso di Alexander Xanthakis7,11xkg, la sedia che si vende al peso di Alexander Xanthakis

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Autarchy, da Forma Fantasma i prodotti sostenibili ai tempi dell'embargo

pubblicato da Giulia Zappa

Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma

Produrre beni durevoli, sostenibili e calibrati sui bisogni di una comunità. Questo lo spirito, decisamente al passo coi tempi, con cui il duo di Forma Fantasma ha inaugurato il progetto Autarchy allo scorso Salone del Mobile.

L’idea nasce così: in un ipotetico scenario di embargo autoinflitto, una comunità produce da sola e con le proprie risorse gli oggetti di cui ha bisogno. Nascono così delle ciotole per il consumo dei cibi: prodotte da una miscela di farina e scarti agricoli, i piatti testimoniano come dal basso e con pochi materiali di partenza è possibile ottenere un prodotto bello e sostenibile. Sempre in questo spirito, sono ripensate le classiche scope di saggina, riprogettate per ottimizzarne l’usabilità.

Impeccabile, come abbiamo già avuto modo di dire, la composizione formale della loro istallazione, una celebrazione della semplicità che di semplice ha solo l’apparenza, e che incarna piuttosto uno stile decisamente “rurale patinato”. Nella gallery, anche alcune immagini che mostrano il making of della collezione.

Autarchy, l’installazione di Forma Fantasma al Salone del Mobile 2010

Autarchy, l'installazione di Forma FantasmaAutarchy, l'installazione di Forma FantasmaAutarchy, l'installazione di Forma Fantasma

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Postfossil, al Satellite nuovi prodotti per l'era post petrolio

pubblicato da Giulia Zappa

La collezione di postfossil al Salone Satellite 2010

Reduci dal premio che Wallpaper ha recentemente conferito alla collezione Double Face, i designer svizzeri di Postfossil, sempre alle prese con i prodotti per un’era finalmente libera dal predominio del petrolio, si presentano al Salone Satellite con una nuova collezione di arredi.

Molti i progetti in anteprima, tra cui due sedute, una libreria componibile, due tavolini e due complementi per la tavola, tutti rigorosamente realizzati in materiale sostenibile e relativamente “povero” come legno e vetro. Scommettiamo che si tratta del loro ultimo anno di presenza al Satellite?

Via | Medesignmag

La collezione di Postfossil al Salone Satellite 2010

La collezione di postfossil al Salone Satellite 2010La collezione di postfossil al Salone Satellite 2010La collezione di postfossil al Salone Satellite 2010

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La Nube Chair di Esteban+Moreno

pubblicato da Giulia Zappa

La Nube Chair di Esteban   Moreno

Un segno esilissimo dà vita a Nube chair, la nuova seduta progettata dai giovani designer spagnoli dello studio Esteban + Moreno.

Realizzata in tubolare d’acciaio e maglia metalica, la poltrona sposa lo stile minimalista pur senza rinunciare ad una sua grazia leggera e sensuale. Forse un po’ esagerato dire che ci ricorda un incrocio tra Bertoia e Pierre Paulin?

Via | Trendhunter

La Nube Chair di Esteban Moreno
La Nube Chair di Esteban   MorenoLa Nube Chair di Esteban   MorenoLa Nube Chair di Esteban   Moreno

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La R°60 del giovane designer coreano Stonen Water

pubblicato da Giulia Zappa

r60 stonen water

E’ appena entrato nella “graduate directory” di Wallpaper e già si parla di lui come di una piccola promessa del design asiatico. Questo, almeno, stando alla segnalazioe di Luxury Culture, che segnala lo studio Stonen Water, aka il giovane designer coreano Jaebeom Jeong, come un talento da tenere d’occhio nel futuro prossimo.

La sua R°60 mette insieme in un’unica struttura sei sedie, cinque realizzate in tondino d’acciaio e policarbonato e una in ferro verniciato a polvere. La struttura, aerea e iconica, è al momento allo stadio di prototipo. Un investimento, come sostiene Luxury Culture? Beh, non sarebbe certo la prima volta che un progetto universitario si trasforma in costosissima limited edition… (pensate a Maarten Baas)…

Via | Luxury Culture

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Design After School, in mostra la creatività dei giovani designer

pubblicato da Giulia Zappa

Design After School a Roma

Parliamo di design e creatività giovanile in Europa. C’è ancora una specifica progettuale che distingue le singole tradizioni nazionali? Oppure si è già affermata un’identità europea? E ancora, quali le coordinate del design under 35 contemporaneo?

Domande, queste, a cui prova a dare una risposta Design After School, esposizione allestita a Roma nell’ambito della settimana capitolina del design. La mostra ricostruisce, senza pretesa di esaustività, una panoramica della creatività del vecchio continente sotto il profilo della progettazione di prodotto, della grafica, dell’infodesign, per arrivare a territori limitrofi ma in crescita come ad esempio il green design.

Tra i progetti in mostra, ci sono piaciuti quelli in grado di valorizzare anche i materiali meno nobili dando vita a prodotti caratterizzati da forma iconica e semplicità d’uso. Rinunciando a vocazioni da atelier, e preferendo piuttosto una messa in produzione realistica e a basso costo.

Nelle immagini, Tamago di Merci Design, Hyper desk di Valentina Folli, HplusM di André Gouveia, Medusa di Sam Sannia, Elica di Brian Sironi, Sliced Lampd di Studio Mango.

Design After School a Roma

Design After School a RomaDesign After School a RomaDesign After School a Roma

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Save Food from the Fridge, quando il design fa a meno del frigorifero

pubblicato da Giulia Zappa

Save Food from the Fridge

Save Food from the Fridge, progetto di laurea di Jihyun Ryou alla Eindhoven Design Academy, rimette in discussione i nostri presupposti sulla conservazione dei cibi in frigorifero. Basandosi su comprovate teorie scientifiche (peraltro non dissimili dai vecchi saperi popolari), Ryou ha disegnato alcuni prototipi sperimentali di dispense a parete da affiancare ai pensili in cucina.

La riprogettazione ha messo in pratica accorgimenti diversi per ciascuna tipologia alimentare. Le patate, ad esempio, non germogliano se riposte vicino alle mele, che rilasciano gas etilene. Le carote, invece, resistono più a lungo se posizionate in verticale. Peperoni, zucchine e melanzane si conservano meglio su un vassoio collocato sopra due dita d’acqua. Ancora l’acqua, poi, può essere usata per testare la freschezza di un uovo: quello deposto da poco, infatti, affonda e rimane in posizione orizzontale.

Tutte possibilità che ci permettono di coadiuvare due risultati: cibi più sani insieme ad un minore dispendio di energia, quella risparmiata rispetto alla conservazione in frigo. A patto di disporre di una cucina più che spaziosa e con grandi pareti libere.

Via | Mocoloco

Save Food from the Fridge
Save Food from the FridgeSave Food from the FridgeSave Food from the Fridge

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Active Furniture, i mobili contro la vita sedentaria

pubblicato da Giulia Zappa

active-furniture

Contro la vita sedentaria, i giovani designer spagnoli Virginia Pol, Ferran Lajara e Cristina Guardiola hanno progettato una serie di prototipi ironici e provocatori che mirano a sollecitare il movimento fisico da parte degli utenti. I tre oggetti della collezione, una lampada, una scrivania e un appendiabiti, raggiungono una piena funzionalità solo nell’interazione tra oggetto e utente.

La lampada, ad esempio, illumina soltanto quanto viene sorretta con una mano e tenuta verticalmente. I cassetti della scrivania, invece, sono ubicati dalla parte opposta rispetto alla seduta, imponendo a chi voglia aprirlo di alzarsi e fare il giro. Per usare l’appendiabiti, invece, è necessaria una bella arrampicata a parete.

Via | Cool Hunting

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Pit-stop Café, il packaging per il caffè take away

pubblicato da Giulia Zappa

packaging caffè

Come portare il caffè caldo ai propri colleghi in ufficio senza rischiare un’ustione di terzo grado? L’idea è venuta a uno studente di Montreal, Homer Mendoza, che ha progettato un prototipo in grado di combinare efficacemente semplicità e funzionalità. Realizzato interamente in cartone riciclato, Pit-stop Cafè si presta all’utilizzo pubblicitario e promozionale di tutti i lati a vista della confezione.

La soluzione sembra certamente più adatta alla cultura americana del caffè, meno abituata al consumo al bar e maggiormente incline all’uso del packaging usa e getta. Con un certo sprezzo, ahimé, per le tazzine in ceramica.

Via | DesignTactics

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