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Tutti gli articoli con tag young designer

Surfer Sofa, le poltrone (o divano?) di Pudelskern Space Agency

pubblicato da Giulia Zappa

Surfer Sofa by Pudelskern Space Agency

Eccovi un nuovo progetto di Pudelskern Spage Agency, lo studio austriaco che deve la sua recente notorietà alle lampade in lana Woozily e Feeler e di cui vi avevamo anticipato l’interessante partecipazione all’ultimo Salone Satellite.

Tra i nuovi pezzi presentati al Salone, anche le sedute di questo Surfer Sofa, una sorta di lounge chair/chaise longue modulare i cui tre pezzi, caratterizzati dalle differenti altezze dello schienale, possono essere affiancati tra di loro o combinati alla ricerca della personale esigenza di comfort.

Gli usi possibili? Quelli di Pudelskern hanno le idee chiare: giocare alla playstation, sorseggiare un drink in una galleria, guardare l’ultimo video su youtube o prendere comodamente il sole in giardino. Le sedute sono rivestite in lana.

Via | Muuz

Surfer Sofa by Pudelskern Space Agency
Surfer Sofa by Pudelskern Space AgencySurfer Sofa by Pudelskern Space AgencySurfer Sofa by Pudelskern Space Agency

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Salone del Mobile, il design olandese di Made in Arnhem

pubblicato da Giulia Zappa

Made in Arnehm

E’ un po’ presto per dire come saranno i prodotti. Nel frattempo, però, non possiamo negare che questi visual hanno il loro fascino e fanno ben promettere sulla riuscita di Made in Arnhem, uno showcase di lavori dei giovani designer della città di Arnhem, in Olanda.

L’esposizione, negli spazi di via Arrighi 16 in zona Lambrate, è allestita grazie alla collaborazione di università, industria e realtà del commercio (rispettivamente, ArtEZ Institute of the Arts, Weltevree e il concept store Coming Soon), insieme in un’ottica di distretto per promuovere le giovani eccellenze locali. All’interno dello spazio, anche un pop-up store che venderà i lavori dei giovani laureati.

Via | Abitare

Made in Arnehm

Made in ArnehmMade in ArnehmMade in Arnehm

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Pudelskern, design austriaco con ironia

pubblicato da Giulia Zappa

pudelskern

Dopo il buon riscontro incassato lo scorso anno con le lampade tricottate Feeler, Woozily e Granny, pubblicate su tutte le riviste di styling, gli austriaci di Pudelskern tornano al Salone con una nuova linea di prodotti nuovamente ispirati alla cultura tirolese.

La collezione, che sarà esposta al Salone Satellite (stand B17), comprende un cassettone (nell’immagine), un armadio, una sedia e un tappeto. Confermati i presupposti che contraddistinguono i progetti dello studio: attenzione ai materiali locali, lavorazione artigianale e riferimenti ironici agli stilemi locali, come per la carta con i classici motivi rossi qui usata per rivestire piedi e cassetti.

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Game of Trust, l'attaccapanni di Yiannis Ghikas

pubblicato da Giulia Zappa

L'attaccapanni Game of Trust

L’unione fa la forza. Game of Trust è l’attaccapanni progettato dal giovane designer greco Yiannis Ghikas, già vincitore del Red Dot Award 2009 con Monarchy.

Tre bastoni con estremità ad Y si incastrano reciprocamente garantendo stabilità e offrendo una buona capacità per giacche e cappotti. Ancora in fase di prototipo, Game of Trust prevede per il momento diverse opzioni cromatiche, inclusa la versione minimal in legno naturale.

Via | Lushlee

L’attaccapanni Game of Trust

L'attaccapanni Game of TrustL'attaccapanni Game of TrustL'attaccapanni Game of Trust

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Konnex, la libreria componibile di Florian Gross

pubblicato da Giulia Zappa

konnex-floriaan-gross

Konnex è una libreria da assemblare a partire da una base di tre cubi in scala. Modulare, si può espandere a piacimento personalizzandone anche la composizione, in modo da poter collocare volumi di grandezza diversa, dai cataloghi ai tascabili. Progettato dal giovane designer tedesco Florian Gross, il prototipo è stato presentato per la prima volta alla fiera Ambiente di Francoforte nella sezione Talent.

Via | Contemporist

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Julien Renault, minimalismo DIY

pubblicato da Giulia Zappa

I lavori di Julien Renault

“Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette”, diceva una vecchia canzone di De Gregori. E i primi risultati, in questo caso, sembrano confermare il pronostico: presenze a Design Miami, Hyères, e anche lavori riconosciuti da aziende del calibro di Camper.

Nel frattempo, invece di montarsi la testa, il designer belga Julien Renault non ha smesso di fotografarsi i prototipi nel garage del padre. L’estetica è un po’ minimal, oltre che DIY, ma ci piace così e si intona incredibilmente bene allo stile dei suoi progetti.

Tra cui, in particolare, i Table Top Mirrors che vedete nella foto sopra: la superficie specchiata non è montata su vetro ma su acciaio, e crea un volume piegando e collegando insieme due forme diverse. Non proprio una consolle per il trucco, dunque, ma una tipologia inedita capace di riflettere (sul)l’ambiente circostante.

Via | Griijs

I lavori di Julien Renault

I lavori di Julien RenaultI lavori di Julien RenaultI lavori di Julien Renault

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Designerblog intervista Alberto Caiola

pubblicato da Bullberry



Conosciamo meglio oggi Alberto Caiola, designer che ha preso parte all’evento Young Designer Home.

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Alberto Caiola: Mi sono laureato al Politecnico di Milano nel 2005 in industrial design, e subito dopo ho iniziato a collaborare con lo studio Cibic&partners di Milano.
Entrato in contatto con Fabrica, il centro di ricerca e sviluppo di Benetton, dove lavoravano amici, rimasi incantato da questo scenario anticonvenzionale e capii in un attimo che avevo bisogno di un laboratorio dove potermi muovere liberamente. Dopo un’attenta ricerca e su consiglio del principale collaboratore dello studio, il buon Tommaso, decisi poco dopo di trasferirmi in Olanda per seguire il master in conceptual design presso la Design Academy Eindhoven.
Qui compresi l’importanza del gruppo che come insieme di persone altamente motivate crea quel giusto mix di genuina tensione-competizione assolutamente costruttiva e indispensabile alla ricerca e alla sperimentazione.
In più la mescolanza di persone provenienti da tutto il mondo con background culturali e scolastici assolutamente insoliti simboleggia l’anima di questo luogo.
Tornai in Italia e lavorai per un periodo presso Antonio Iraci & Partners nel retail e nella progettazione di interni per poi collaborare con il Centro di ricerca Cibicworkshop a Vicenza.
In questo momento sono concentrato nella realizzazione di allestimenti e prodotti per le aziende oltre che a produzioni sperimentali più limitate che fanno riferimento ad altri circuiti.

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Alberto Caiola: Molti..
Achille Castiglioni è stato una rivelazione ancora prima dell’università quando gaurdavo lezioni di design su Rai Educational.
Ugo Gregoretti conduceva il programma e raccontava il lavoro di questi grandi maestri; ne ho avuto subito una grande fascinazione.
Tra questi ancora Ettore Sottsass, per la sua poetica e il suo coraggio e Aldo Cibic, nel cui studio ho avuto la fortuna di trovarmi finita l’università. Qui ho imparato un po’ a vivere oltre ad essere estremamente determinato.

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

Alberto Caiola: All’inizio nasce tutto da una ricerca libera. Parto da degli indizi, dei concetti, colleziono immagini e memorie, ragiono per collegamenti di idee, poi inizio a schizzare. “Look at things with unusual eyes”, è una frase storica che ritengo particolarmente significativa; è da questo principio che nascono idee dagli esiti imprevisti che se finalizzate possono poi tradursi in progetti interessanti.

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Marie Antoinette Pop di Sam Baron per Casamania

pubblicato da Bullberry



Marie Antoinette Pop è il nome della collezione di complementi d’arredo che il designer Sam Baron ha progettato per l’azienda Casamania.
Il designer francese è uno dei dieci talenti selezionati per partecipare alla selezione del designer dell’anno, premiazione che “Now! Design à Vivre” organizza ogni anno.

Il designer dell’anno 2010 sarà premiato da Philippe Stark, assieme ad una giuria di esperti, incluso Chantal Hamaide (Direttore editoriale della rivista Intramuros), tra 10 talenti rappresentativi del design del futuro.

Una bella soddisfazione dunque, sia per il designer che per Casamania, azienda dinamica e lungimirante che ci ha visto giusto investendo su un giovane talento davvero promettente.
Speriamo che anche altre aziende italiane traggano ispirazione dalla sua esperienza e inizino veramente ad investire di più sui giovani…

Inoltre, Sam Baron sarà presente con i suoi prodotti presso lo stand di Casamania Pavilion 7 Stand D20 in occasione di Maison&Objet che si tiene a Parigi dal 22 al 26 Gennaio 2010.

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Designerblog intervista Giulia Boccafogli

pubblicato da Bullberry



Giulia Boccafogli è un architetto e jewel designer che ha presentato le sue originali creazioni a Young Designer Home.
Abbiamo rivolto anche a lei qualche domanda per conoscerla meglio, ecco di seguito le risposte che ci ha dato:

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Giulia Boccafogli
: sono un architetto di 30 anni, laureata a Firenze nel 2006. Dal 2007 svolgo regolarmente la mia attività professionale come libero professionista e parallelamente porto avanti la mia più grande passione legata al design e alla realizzazione di gioielli contemporanei, passione che mi “perseguita” da quando avevo 19 anni e che da qualche anno è diventata un vero e proprio lavoro. Le mie due occupazioni si contaminano a vicenda e traggono spunti l’una dall’altra, completandosi, anche “sentimentalmente” parlando ho bisogno di entrambe le cose. Obiettivi futuri? Difficile rispondere. L’idea sarebbe quella di lavorare sempre di più al progetto, anche rispetto alla mia linea di bijoux e quindi mi piacerebbe molto un giorno poter lavorare anche per delle aziende come designer. Un modo ulteriore per mettersi alla prova e crescere. Ma dello sfogo artigianale ho visceralmente bisogno. Le mani non sanno star ferme!

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Giulia Boccafogli: Di punti di riferimento fissi non ne ho. Credo che per un buon progettista sia sempre molto importante misurarsi con le problematiche e le realtà specifiche perché questo consente sempre di avere un rapporto di criticità con il prodotto. Mi piace pensare che i punti di riferimento debbano essere sempre cercati ad hoc e che possano per questo cambiare ed evolversi. Questo fa si che non ci siano limiti o paletti precostituiti. Una sana curiosità è comunque un ottimo punto di partenza. Un mio mito personale nell’architettura è Renzo Piano, nella moda, sarò banale, ma Coco Chanel li batte tutti.

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

Giulia Boccafogli: Volendo dare una risposta razionale direi che vado per fasi. Trovo l’idea di partenza, l’ispirazione: può essere una suggestione puramente immateriale, la ricerca di una forma o di una sensazione, come la “sospensione” di alcune strutture di orecchini e collane, o un problema da risolvere (un modo preciso di risolvere una connessione…) o un materiale che stuzzica la mia fantasia in modo particolare (…per esempio le gomme e i linoleum per interni nella mia linea Minimal Chic, un particolare bottone…) o delle semplici immagini suggestive (un viaggio, un accostamento cromatico…). A quel punto da domande e risposte nascono i primi bozzetti. Poi nasce il prototipo, con tutte le ricerche e le sperimentazioni che ne conseguono; di volta in volta questo si perfeziona e si modifica e alla fine si arriva il risultato ottimizzato…difficilmente mi fermo soddisfatta perché poi trovo sempre il modo di evolvere l’oggetto. Ad ogni modo generalmente la prima fase è molto lenta, discontinua, una serie di appunti e schizzi disordinati, poi di solito arriva il momento giusto per sviluppare le idee e quindi ho imparato ad aspettare, a meno che non ci siano delle incombenze, ovvio.

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Designerblog intervista Imegadito

pubblicato da Bullberry



Protagonista dell’intervista di oggi è Imegadito, eclettico studio di Venezia formato dai due designer Zeljko e Gianmaria, che espone i suoi giocosi progetti in questi giorni a Vicenza, in occasione di Young Designer Home.

1) Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Imegadito: Zeljko si è laureato in scultura presso l’accademia di belle arti di Venezia e Gianmaria ha studiato allo IUAV. Sarà questo il motivo per il quale i nostri prodotti sono una via di mezzo fra l’arte e design.
Oltre al nostro lavoro di designer, la cosa che ci interessa molto è di dare il nostro contributo alla cultura Veneziana e aprire le prospettive ai giovani creativi di questa città. Con il progetto I Love Tourism Shop, un negozio presso la galleria San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa, stiamo cercando di dare visibilità al design emergente e scoprire la faccia alternativa di Venezia, che esiste, ma purtroppo negli ultimi anni è stata travolta dal commercio rivolto esclusivamente al turismo di massa. Questa cosa ha demoralizzato i giovani e i cittadini in generale. ILT è un compromesso fra turismo e bisogni della città, cioè fra passante e abitante.

2) Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?

Imegadito: Non ci siamo mai concentrati su un tipo di prodotto nello specifico e le nostre cose variano dai vestiti alla grafica. Soprattutto per i bisogni di ILT e la ricerca di giovani designer emergenti da presentare nello shop e in mostra nelle 4WINDOWS, seguiamo diversi campi del design. La lista sarebbe lunghissima, nominare qualcuno e dimenticare magari qualcun altro ci farebbe sentire in colpa…

3) Come nascono i vostri progetti e da dove prendete l’ispirazione per dar vita alle vostre creazioni?

Imegadito: Ogni prodotto nasce dai nostri bisogni e dalle soluzioni che cerchiamo per la nostra casa. In questo modo speriamo che il prodotto che proponiamo sia una soluzione anche per qualcun altro.

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