
Per il lancio della serie “Nike Free Run + 2 City”, l’agenzia di comunicazione YesYesNo specializzata in progetti votati all’interattività, è stata invitata a sviluppare un software che permettesse ai corridori di creare dipinti dinamici utilizzando i dati ricavati dal GPS collegato alle loro scarpe. Durante un seminario di due giorni presso la sede dell’azienda, ai partecipanti è stato chiesto di registrare i loro tracciati che poi sono stati trasformati in immagini in base alla velocità e lo stile con cui ogni persona ha effettuato la corsa.
Il tutto - grazie alla collaborazione con il laboratorio di innovazione della Nike - è diventato poi una stampa ad alta risoluzione su una scatola per le scarpe fabbricata su misura, con un’incisione al laser del nome del corridore, la distanza percorsa e il tragitto. Non è dato sapere se il noto brand rilascerà mai una versione del software, che è stato sviluppato a partire da openFrameworks con l’aiuto dello staff di DualForces.







Chi l’ha detto che le installazioni devono per forza essere seriosi studi che lasciano il pubblico interdetto o, nel migliore dei casi, assorto in profonde riflessioni sul rapporto uomo-macchina-territorio? Non vogliamo certo screditare lavori più ragionati e legati a premesse che molto spesso producono un’esperienza importante nello spettatore (ci mancherebbe!).
Eppure sarà che oggi è venerdì e la settimana volge al termine, sarà che il brano che fa da colonna sonora a questo video (”Under My Skin” di Gin Wigmore) è uno di quei pezzi soul che conquistano, sarà che ogni tanto è bello vedere facce sorridenti grazie all’arte e al design, vogliamo proporvi “Night Lights”, l’installazione del collettivo YesYesNo.
Lo studio, con sede a Londra, New York e Amsterdam ha realizzato questo spettacolo di luci e ombre proiettando il tutto sull’ Auckland Ferry Building: il palazzo da cui partono i traghetti nella città della Nuova Zelanda. Tre le diverse tipologie di interazione. Una tramite il movimento del corpo sui due palchi, una muovendo la mano sul tavolo luminoso e l’ultima tracciando le onde dei cellulari in movimento.
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