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Tutti gli articoli con tag writing

Di nuovo Banksy, questa volta cita IKEA

pubblicato da Cut-tv

Di nuovo Banksy, questa volta cita IKEA

Eccoci ancora a parlare di Banksy per mostrarvi questo graffito che è stato attribuito a lui. Si tratta di uno stencil comparso nei giorni scorsi a Croydon, un sobborgo di Londra, proprio nelle vicinanze di uno store Ikea. Nonostante il nome della multinazionale svedese sia anagrammato, il suo logo è riprodotto con inequivocabile fedeltà.

La vittima del sarcasmo non è però tanto Ikea quanto lo sprovveduto ragazzetto rivoltoso che per scrivere i suoi pensieri di protesta ha bisogno del “kit del bravo punk”, un graffito pronto da montare, con tanto di istruzioni incomprensibili.

Via | Freshngood.com

Di nuovo Banksy, questa volta cita IKEA
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I graffiti di Banksy nel nuovo video di Thom Yorke

pubblicato da Cut-tv

Il musicista inglese Thom Yorke, leader dei Radiohead per il suo nuovo lavoro solista ha deciso di collaborare con il videomaker Raymond Salvatore Harmon per la realizzazione di un video che accompagnasse l’uscita del singolo ‘The Hollow Earth’.

Il video è un loop della durata di 4 minuti e 10 secondi in cui, sulle immagini velocizzate di una folla davanti a quella che sembra una vetrina, scorrono immagini “subliminali”, che non sono altro se non i più famosi graffiti del writer inglese Banksy, davanti ai quali potreste anche cadere in uno stato di trance.

Via | NME.com

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Never Use White Type on a Black Background: And 50 Other Ridiculous Design Rules

pubblicato da Cut-tv

Never Use White Type on a Black Background: And 50 Other Ridiculous Design Rules

Never Use White Type on a Black Background: And 50 Other Ridiculous Design Rules sembra essere una di quelle letture inevitabili se si appartiene, a qualsiasi titolo, al mondo del design. Anneloes Van Gaalen ha raccolto 50 regole che, assunte a modelli di vita o biasimate definitivamente come stupidaggini, hanno fatto e fanno discutere.

Dal famigerato “less is more” al più classico dei classici “Form Follows Function” il libro elenca i grandi diktat della creatività e naturalmente tutti i motivi per disattenderli. Come fa, ironicamente l’autrice, di cui avevamo già segnalato una bella guida di Amsterdam, che già dalla copertina rompe diverse regole, dal carattere bianco su sfondo nero al titolo troppo lungo.

Un segnale per il lettore: non prendere questo libro troppo sul serio, e naturalmente non prendere mai sul serio nessuna regola. Sul sito Ridiculous Design Rules potete votare la vostra preferita e partecipare al dibattito, mentre sul sito dell’autrice trovate una preview completa e in alta risoluzione del libro: ecco un’altra regola (dell’editoria) infranta impunemente.

Via | Design.nl

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Banksy Versus Bristol Museum

pubblicato da Cut-tv

Il Bristol Museum ha inaugurato da pochi giorni una personale dedicata ala celebre writer e street artista inglese Banksy. Provocatorio e poetico, attento osservatore delle dinamiche sociali, divertente e sottile al tempo stesso, Banksy può essere considerato a tutti gli effetti uno dei più influenti artisti della nostra epoca.

Se per questa estate progettate un tour britannico, non mancate di fare tappa a Bristol, per una mostra che si preannuncia un evento della stagione: stencil, tele e installazioni mecatroniche si interfacciano con la classica collezione del museo, pezzi provocatori hanno sostituito le opere d’arte della collezione permanente, in un gioco spiazzante che l’artista ama particolarmente, già oggetto di alcune incursioni nei musei inglesi.

Il visitatore è immediatamente avvisato: un monolite di WC portatili campeggia all’ingresso, un furgoncino dei gelati sbruciacchiato ha sostituito il banco delle informazioni: un gioco di rimandi ironico e sofisticato, ma per niente incomprensibile e snob, che testimonia dell’intelligenza di chi ha curato la mostra. Ah, l’entrata è gratis…

Via | Fabrikproject.com

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Scrawl, l'handwriting entra nel guiness

pubblicato da Giulia Zappa

scrawl-apexart

In un’epoca di sovrabbondanza digitale, l’ultima moda sembra virare senza indecisioni verso il fascino intramontabile dell’hand writing. Nella più classica delle accezioni, con carta e penna che identificano in maniera inequivocabile una soggettività impossibile da replicare. Anticipando il trend, la celebre galleria Apexart ha ospitato nei suoi spazi la raccolta di biglietti, appunti e promemoria di Harley Spiller, collezionista recentemente entrato nel guiness dei primati con i suoi 10.000 fogli di carta. Una vasta casistica di tipografia personalizzata, dagli anni ‘80 fino ai nostri giorni.

Via | Urban

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Sulle orme di Monsieur Chat

pubblicato da Marco Sgrunt Mattioli

chat

In Italia non ci capita di incontrarlo, ma per le strade di Parigi (ma anche New York o Vienna) pare che i cittadini abbiano ormai familiarizzato con Monsieur Chat, un misterioso gatto giallo che “tagga” i muri metropolitani, e che ora è diventato persino oggetto di merchandising. L’autore del gattone è un artista underground: Thoma Vuille, che negli ultimi dieci anni è arrivato addirittura ad arrampicarsi sui tetti pur di diffondere la sua icona felina. Nessuno conosceva la sua identità fino a quando la polizia non lo ha colto in flagrante intento a taggare l’ennesimo palazzo.

A testimonianza della diffusione worldwide di questo simbolo ecco addirittura una mappa mondiale che traccia le sue apparizioni, o un (ma ce ne sono diversi) gruppo apposito su Flickr.

La memoria ora mi tradisce e non ricordo più il nome dell’autrice, ma qualcosa di simile accadeva a Bologna una ventina d’anni fa: sui muri non c’era un gattone ma un onnipresente pappagallo o canarino, ve lo ricordate?

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Tagged in motion: graffiti virtuali

pubblicato da Marco Sgrunt Mattioli

I writers devono convivere con la carenza di spazi, la polizia, i pericoli del mestiere insomma. Daim ha trovato un modo per ovviare al problema usando un mix tra street art, computer graphic e realtà virtuale 3d. Attraverso l’uso di tre telecamere e del motion capturing, Daim riesce a identificare digitalmente la sua pozione nello spazio, e a dipingere l’ambiente circostante tramite una bomboletta/periferica bluetooth.

Il risultato viene visto dall’artista in tempo reale grazie a speciali video-occhiali collegati al sistema, e quindi può spruzzare colore a piacimento regolando colori, intensità, forza del getto. Certo si parla di next gen della street art, e dobbiamo considerare questa tecnica come installazione artistica dato che viene meno il fine principale del writing: quello di taggare le città in modo da diffondere il proprio nome e messaggio. Ma l’esperimento è sicuramente molto interessante, e potrebbe aprire nuove ispirazioni per un possibile tagging 2.0.

Via Nextwall

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Urban Soldierz: writers alla riscossa!

pubblicato da Marco Sgrunt Mattioli

urban soldierz

Poi dite che non vi vizio! Sito “da paura” per Urban Soldierz, massiccio collettivo di writers spagnoli, tutto rigorosamente in Flash. Atmosfera da guerriglia urbana, beats hip hop e ovviamente tanti graffiti. Più che un website sembra l’interfaccia di un videogame militare, corrosa e arrugginita al punto giusto, decisamente di ottimo livello. Connessioni lente state alla larga, qui i kb si sprecano.

Via The Best Designs

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Fanze di writing italiane: Impatto Nitro

pubblicato da Francesco

Ecco qui il primo dell’ultima serie di post dall’esposizione Minameis, dedicata al writing milanese alla Triennale Bovisa. Come bonus per il web, ripubblichiamo alcune storiche fanzine hip hop dei primi anni ‘90. Come avrete l’ardore di vedere voi stessi nei file pdf, è tutta roba pre-Internet e in buona parte pre-Photoshop: quasi nessuno lo aveva a disposizione, credo sia tutta roba fatta con forbici, colla e fotocopiatrice. Per quanto possibile cercherò di segnare quel che mi ricordo, in ogni caso potete sempre dire la vostra nei commenti, come al solito.

Impatto Nitro è stata credo la prima fanza a Milano, creata dai TDK tra la Martesana e via Pontano. Primo numero datato 1992, secondo numero con copertina a colori, poi piu’ nulla. Probabilmente distribuita in un massimo di cento copie, è stata la molla che ha generato poi Trap. Ripubblicate con espressa autorizzazione del John Travolta nostrano, Renato Rendopoli, scaricate il numero 1 e il numero 2.

C’è anche da vedere Hip hop don’t stop, datata estate 1992 e con qualche origine svizzera: io non ricordo piu’ assolutamente chi ci fosse dietro.

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T come STYLES

pubblicato da Francesco


Prosegue con una T, la pubblicazione del materiale di Minameis, esposizione sul writing a Milano che inaugura settimana prossima negli spazi della Triennale Bovisa. La letterona (cliccate per la versione piu’ grande, un buon A3) è parte della gigantografia che accoglie i visitatori all’entrata. Nei prossimi giorni completeremo la parola con le altre lettere mosaico, che compongono una storia del tagging milanese.

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