
Banksy scatenato. L’avevamo lasciato al Sundance (ma lui ci sarà stato? ) per la presentazione del suo primo film, ed eccolo adesso a Londra all’inaugurazione della sua sala cinematografica.
Evidentemente, il mood della settima arte deve aver proprio contagiato lo street artist inglese. Con una grande risposta da parte del suo seguito, visto che nel caso di The Lambeth Place, questo il nome del cinema, i biglietti sono già sold out. Allestito in un tunnel sotterraneo nella stazione di Waterloo, l’auditorium ha 150 posti ed ha ovviamente in programma, fino al 4 marzo, Exit Through The Gift Shop.
L’ambiente, letteralmente underground, è allestito in maniera spartana: le uniche facilities previste sono una macchina per popcorn e dei bagni chimici. Attenzione! All’ingresso controlli random per scovare bombolette e videocamere. Giusto per chiarire che la location non è pensata, almeno nelle intenzioni, come un nuovo paradiso dei writer.
Via | Cakehead Loves Evil

Pioniere dei graffiti, artista concettuale e figura di spicco di tutta la cultura underground newyorkese, Stephen Powers, conosciuto con il nome ESPO (acronimo per Exterior Surface Painting Outreach) ha sempre puntato contemporaneamente tanto sulla spettacolarità quanto sul significato delle sue opere.
San Valentino è appena passato e -chi lo ha festeggiato- si sarà prodigato in regali più o meno originali, lettere d’amore ispirate. Niente potrà competere però con questo grandioso progetto realizzato da Powers utilizzando 1200 bombolette spray, più di 2400 litri di vernice e chiamando in aiuto 20 dei migliori ‘graffitari’ statunitensi.
Il risultato sono 50 pareti nella città di Filadelfia, dipinte con messaggi d’amore. A Love Letter For You è un’impresa titanica e bellissima, la cui resa è contraddistinta dalla classe e dallo stile incredibili di ESPO, che quando si tratta di catturare lo sguardo di chi alza gli occhi al cielo, ha pochissimi rivali. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: "A love letter for you" di Stephen Powers (aka ESPO)

Perfetto per prendere appunti, disegnare o scarabocchiare e, contemporaneamente, darvi un tono. Giocando sull’ambivalenza della parola notebook, il designer Tiancheng Luo ha ideato questo blocco a forma di laptop.
Chiaramente ispirato ai portatili di casa Apple, l’aspetto è assolutamente realistico. I fogli sono sufficientemente grandi per buttar giù qualsiasi idea e le cover sono disponibili in diversi colori (bianco, rosso e nero).
Nessun bisogno di batterie né periferiche. Certo non sarà l’iPad, ma è comunque una maniera divertente -e leggera- di portarsi in giro uno sketchbook. Se proprio sentite la nostalgia del vostro computer, potete sempre riprodurre voi stessi il suono di avvio quando lo aprite.

Di tutti i personaggi inventati dagli street artisti, di tutti i character, di tutti gli alter-ego scelti dai writer, il mio preferito senza dubbio è l’enorme pesciolone dal sorriso sardonico che campeggia sui muri di molte nostre città fin dal 1999, disegnato dallo spagnolo Pez.
Vagamente somigliante allo squalo Jabber Jaw disegnto da Hanna&Barbera, Happy Fish, grazie a una collaborazione tra Pez e il brand francese Nukod, è diventato un vinyl toy da collezione, prodotto in un’edizione limitatissima di sole 450 copie.
Via | Collect3d.com

Eccoci ancora a parlare di Banksy per mostrarvi questo graffito che è stato attribuito a lui. Si tratta di uno stencil comparso nei giorni scorsi a Croydon, un sobborgo di Londra, proprio nelle vicinanze di uno store Ikea. Nonostante il nome della multinazionale svedese sia anagrammato, il suo logo è riprodotto con inequivocabile fedeltà.
La vittima del sarcasmo non è però tanto Ikea quanto lo sprovveduto ragazzetto rivoltoso che per scrivere i suoi pensieri di protesta ha bisogno del “kit del bravo punk”, un graffito pronto da montare, con tanto di istruzioni incomprensibili.
Via | Freshngood.com
Il musicista inglese Thom Yorke, leader dei Radiohead per il suo nuovo lavoro solista ha deciso di collaborare con il videomaker Raymond Salvatore Harmon per la realizzazione di un video che accompagnasse l’uscita del singolo ‘The Hollow Earth’.
Il video è un loop della durata di 4 minuti e 10 secondi in cui, sulle immagini velocizzate di una folla davanti a quella che sembra una vetrina, scorrono immagini “subliminali”, che non sono altro se non i più famosi graffiti del writer inglese Banksy, davanti ai quali potreste anche cadere in uno stato di trance.
Via | NME.com
Avere una stanza, magari il proprio studio creativo, decorata con le opere di questo artista sarebbe un sogno. Ovbal Y Sego è un giovane e talentuoso artista-writer di Mexico City, in Messico, il quale crea dei grandi e scenografici murales sia in luoghi all’aperto sia in posti e locali al chiuso.
Il colore vivace e luminoso e le decorazioni a tema astratto sono i suoi punti forti, con delle presenze più o meno costanti di pseudo mostri-insetti colorati che coronano molte sue opere. I lavori che più mi hanno colpito sono quelli eseguiti su commissione in interni di luoghi pubblici, come ad esempio quello in un locale inserito in un complesso commerciale dove fanno matrimoni e feste varie.
Questo artista ha un blog personale, uno spazio su MySpace ed infine uno su Flickr, dove potete vedere tutto quello che ha fatto fin ora. Qui di seguito nella galleria inserisco alcuni suoi lavori tra i più rappresentativi.
Via | fabrik project
Il Bristol Museum ha inaugurato da pochi giorni una personale dedicata ala celebre writer e street artista inglese Banksy. Provocatorio e poetico, attento osservatore delle dinamiche sociali, divertente e sottile al tempo stesso, Banksy può essere considerato a tutti gli effetti uno dei più influenti artisti della nostra epoca.
Se per questa estate progettate un tour britannico, non mancate di fare tappa a Bristol, per una mostra che si preannuncia un evento della stagione: stencil, tele e installazioni mecatroniche si interfacciano con la classica collezione del museo, pezzi provocatori hanno sostituito le opere d’arte della collezione permanente, in un gioco spiazzante che l’artista ama particolarmente, già oggetto di alcune incursioni nei musei inglesi.
Il visitatore è immediatamente avvisato: un monolite di WC portatili campeggia all’ingresso, un furgoncino dei gelati sbruciacchiato ha sostituito il banco delle informazioni: un gioco di rimandi ironico e sofisticato, ma per niente incomprensibile e snob, che testimonia dell’intelligenza di chi ha curato la mostra. Ah, l’entrata è gratis…
Via | Fabrikproject.com

La città di Santa Ana deve proprio essere invasa dai graffiti, se ci tiene tanto a contrastare i giovani writers, o taggers. Ha infatti lanciato una campagna di comunicazione per aiutare i genitori a smascherare i propri figli “graffitari”, molto simile a quelle che da noi fornivano un aiuto per riconoscere segnali di tossicodipendenza nei teenagers.
Certo che viene da sorridere, secondo la guida se nostro figlio esce di casa con: felpa con cappuccio per nascondere il volto, bombolette spray, stencils nello zainetto, guanti protettivi, pantaloni con tasconi che ospitano pennarelli, allora è un tagger! E lo stesso vale se lo scopriamo intento a passare tutto il suo tempo a disegnare la sua firma su libri, tavoli e diari, o se consulta per ore siti sul tagging.
Mi viene da immaginare genitori non proprio simili a Sherlock Holmes per capacità deduttive se hanno bisogno di una guida per scovare simili indizi. Qualcosa mi dice quindi che questa guida non cambierà molto le cose.
Via | NotCot