
Jamie Brightmore è l’autore di una singolare infografica realizzata interamente in HTML5, vale a dire un modo molto efficace e accattivante dal punto di vista estetico per raffigurare dati di vario tipo usando il nuovo linguaggio proposto dal W3C.
La pagina web espone vari dati sull’utilizzo della “creatura” di Brightmore, Dribbble, una sorta di social network-showcase per web designer e lo fa con uno strumento che si dimostra molto adatto a questo fine, aggiungendo interattività e animazioni ai vari grafici proposti. La palette di colori utilizzata non può che farvi impazzire.
Continua a leggere: Un'infografica interattiva in HTML5 dal creative designer Jamie Brightmore

Il giovane web designer Eirik Backer ha progettato e realizzato il sito del Fjos Festivalen, rassegna che si svolge nei pressi di Trondheim, in Norvegia. Un lavoro che può sembrare incompleto, scarno ma non lo è affatto.
Il “piatto forte” del design è ovviamente lo sfondo, senza il quale tutto il layout soffrirebbe di un “finto minimalismo” insipido e senza carattere. Lo sfondo è fisso ed è costituito da una fotografia con effetto polarizzato con sovrapposto il logo del festival. Totale assenza di animazioni, il focus è sulla tipografia dei contenuti presentati e anche il menu sembra abbozzato ma non lo è affatto.
Backer ha saputo creare un gioiellino dal nulla, da avere assolutamente tra le fonti d’ispirazione per il proprio web design.
Jacob O’Neal presenta la nuova versione del suo portfolio con un’interfaccia insolita, animata interamente con jQuery che si occupa delle varie sezioni a scomparsa. L’azione da parte del visitatore inizialmente non è molto chiara dato che ogni singolo elemento della pagina “reagisce” anche solo al passaggio del mouse ma in effetti diventa fluida e usabile in pochi secondi.
Giallo e bianco su sfondo nero dominano il sito con l’unica eccezione fatta dopo aver cliccato sul nome del webdesigner o sulle voci del menu in alto che improvvisamente fanno comparire le info, riferimento a Twitter e altri social, un piccolo form per i contatti, con testo nero su sfondo giallo. Per fortuna questa scelta estetica non disintegra la retina del visitatore grazie a un buon lavoro sulla dimensione del testo e sul contrasto complessivo.
Un one-page site del web designer californiano.
Continua a leggere: L'one-page portfolio del web designer Jacob O'Neal
Dietro lo pseudonimo di kidd81 si nasconde il quasi-trentenne «creative designer» Paul Jamie Kidd, di Grimsby, Lincolnshire (UK). Il suo web portfolio rispecchia forse nel migliore dei modi la propria personalità e il suo estro, che ha saputo trasmettere sia dal punto di vista grafico che tecnico.
La principale caratteristica del sito è quella di avere numerosi elementi riposizionabili dall’utente con un semplice drag and drop (jQuery, of course). Mascotte, animaletti vari, testi (anche singole parole) sono pronti per essere spostati a piacimento anche se al refresh della pagina tutto tornerà come prima. I colori sono decisamente vivaci e tutte le sezioni hanno un paragrafo introduttivo che toglie ogni dubbio riguardo il designer che ha le idee ben chiare.

Julius Mattsson è un giovane web e graphic designer svedese che per “presentarsi” e sognare una succosa assunzione presso qualche studio prestigioso ha voluto lanciare una nuova, fiammante versione del suo portfolio.
Le doti da “graphic” non mancano come si può notare, il look dell’intero sito simula una sorta di avviso “Wanted” in stile Far-West e ciò vale anche per le sezioni interne come il blog (immancabile), il profilo, i lavori effettuati e la pagina di contatto (e non è la prima volta che noto un form impostato in quel modo, abbastanza originale).
Il ragazzo pecca di qualche imperfezione o elemento poco consono come l’header vettoriale dall’effetto strappato ma il resto è ben realizzato, come il menu dal gradevole rollover e la gestione dei contenuti che vengono ben richiamati, anche in homepage. Pochi clienti illustri, ancora molti esperimenti “di studio” ma Mattsson promette bene ed è da tener d’occhio.

Restyling per uno dei web designer più apprezzati al mondo, un personaggio che sta dietro il curatissimo layout di AskMen.com (FOX) e non solo. Armada Creative ha un look aggressivo, si viene accolti da testi molto grandi e un’illustrazione che rimanda alle forze armate USA nella Seconda Guerra Mondiale.
Continuando lo scrolling in basso si trovano numerosissime informazioni riguardo il professionista, dettagli sulle sue skills e viene riportato fedelmente il suo profilo su Facebook. Steve Ladanyi applica il look “guerrafondaio” anche ad altre sezioni del sito che cambiano colori ma non il look & feel. Da non perdere la mappa con la location della sua attività in Canada.

Tap tap tap a dispetto del nome abbastanza curioso è un sito web che vende applicazioni per iPhone a prezzi sicuramente abbordabili e il progetto ha tra le fila dei web designer un certo Wolfgang Bartelme, professionista austriaco apprezzato in tutto il mondo.
Per rendere il servizio ancora più accattivante hanno deciso di attuare un sistema di navigazione decisamente atipico, partendo dalle sembianze del menu di un ristorante giapponese. Cliccando su ogni vivanda/applicazione si ha un gradevole effetto creato in javascript che offre al navigatore i dettagli e la possibilità di un acquisto online.
Quest’interfaccia è stata programmata esclusivamente per la homepage dato che il blog e la pagina di presentazione sono “tradizionali” seppur integrate nel layout a prova di iPhone. Un “succulento” esempio di come si possa arricchire un sito web senza spaventare l’utente fornendogli qualcosa di già visto nella vita di tutti i giorni ovvero un menù.

Dawghouse Design Studio è il web portfolio di Jan, giovane ingegnere informatico dal notevole talento nel campo della grafica. Per la settima versione ha adottato un look che ho definito “scarabocchiato” a partire dal logo fino ai titoli.
Come da copione lo scarabocchio richiama l’immagine del quaderno e tale binomio (forse banale?) è rispettato anche nei blocchi laterali, che forse peccano in leggibilità a causa del font scelto ma è un aspetto del tutto trascurabile se si esamina il menu.
Il portfolio, o «visual playground and testing ground» come viene definito da Jan, rispecchia la confusione che deriva dalla creatività. La grafica è pesante ma gli spazi sono ben studiati, così come le varie gallery di lavori. E non perdetevi assolutamente il form di contatto!

Uno dei restyling più acclamati del 2008 è stato sicuramente quello di Komodo Media, blog/portfolio di Rogie King, web designer del Montana (USA) che ha saputo distinguersi in modo eccellente dalla concorrenza con scelte tecniche e stilistiche originali.
Ha saputo dare un continuum al tema grafico che sa di foresta equatoriale con un look più da “isola perduta”: oltre ai vari riferimenti come animali selvatici, isolotti vicini e fiaccole indigene il vero elemento predominante è la vegetazione. Un sapiente uso di jQuery ci fa “comparire” vari elementi del layout come se sbucassero da essa, tra l’altro regolabile grazie a un simpatico slider chiamato foliage-o-meter.
Continua a leggere: Komodo Media si distingue nella "giungla" del web design

Paul Kadysz è il giovane freelance dietro il meraviglioso design di FreebiesDock, raccolta di risorse gratuite per web designer. Votato tra i migliori 10 del 2008 dagli utenti di CSS Mania, ha un layout originale e dai colori vivaci.
Un header di altezza inusuale sovrasta i contenuti, dotati di un bordo dagli angoli arrotondati che ricorda lo stile “Web 2.0″. Il footer ha lo stesso sfondo dell’header e raccoglie le informazioni extra utili al visitatore.
Una grafica per nulla leggera ma studiata egregiamente con elementi di spicco come alcuni bottoni “importanti” oppure la tazza di caffé che incentiva alle donazioni. Grande lavoro anche sulla tipografia, che rende il tutto compatto ma ben separato. Assolutamente da avere tra i segnalibri.