
FWA (l’acronimo di Favorite Website Awards) premia e segnala una quantità di siti web, promuovendone (o bocciando) la riuscita in termini di creatività, accessibilità, innovazione e design. I lavori prescelti sono -ovviamente- più o meno opinabili, anche in base al gusto personale, nonostante questo, FWA rimane un ottimo luogo per scoprire qualche nuovo graphic designer.
Gli utenti sono chiamati a votare ogni anno quello che è, secondo il proprio insindacabile (?) giudizio, il sito migliore. I Website of the Year Awards si sono conclusi con la vittoria di We Choose The Moon: una versione on line della missione dell’Apollo 11 sulla luna a quarant’anni dalla riuscita.
Creato dalla The Martin Agency e dai Domani Studios, è stato scelto da lista di 12 lavori, uno per ciascun mese, disponibile qui. Tutti progetti che -come è facile immaginare- puntano moltissimo sull’interattività e sull’integrazione ottimale di contributi video e audio. Come fa lo stesso vincitore, inserendo anche dell’affascinante materiale d’archivio.

Dopo una serie di proposte non troppo convincenti e molto legate alla presenza di elementi culturali resi astratti dall’intervento del graphic design, è tempo di innovazione anche per il logo della manifestazione sportiva per eccellenza.
L’occasione sono le Olimpiadi Invernali del 2014 che si terranno a Sochi, in Russia. Gli artefici sono la Interbrand, in collaborazione con lo stesso Consiglio per la Comunicazione di Sochi. Per la prima volta in assoluto, compare nell’icona simbolo di tutte le gare, l’indirizzo web dell’evento. Anzi: proprio lo stesso indirizzo (che contiene ovviamente anche la sigla della nazione) diventa il logo stesso attraverso uno studio accurato sui caratteri.
Cosa dire? Se da una parte l’effetto di immediatezza cercato e proposto è stato ottenuto, così come la possibilità di declinare graficamente un elemento così semplice e di unire l’indispensabile richiamo all’informazione in rete, dall’altra l’uso così smaccato di un font e la sua omogeneità fanno forse perdere un po’ del fascino e dell’appeal di uno dei temi che tradizionalmente ha ispirato tantissimi designer. Cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti, dopo la gallery tratta dal Flickr ufficiale.
Ecco a voi una gallery particolarmente riuscita di pagine “coming soon”, specifica tipologia di splash page caricata prima del lancio ufficiale di un sito web. Senz’altro un elemento importante per il successo del progetto, a cui si deve la percezione di una prima identità di marca, proprio nel momento cruciale del lancio dei rumors e del consolidamento delle prime aspettative da parte degli utenti.
Tra le immagini che vi proponiamo possiamo osservare diversi approcci: c’è chi, ad esempio, lancia fin dalla splash la nuova immagine coordinata, spessissimo confezionata in maniera impeccabile, e chi, ma sono pochi, preferisce una presentazione neutra ma non per questo non accattivante. Oltre alla grafica, poi, è anche il copy che ha un ruolo di prim’ordine: se da una parte deve fare capire in maniera inequivocabile e veloce la missione del sito, dall’altra non può rinunciare ad emanare un po’ di sano “cool factor”.
Insomma, ci sembra di poter dire che la fase “coming soon” o “under construction” del web 1.0 sia davvero volta al termine. Meno male. Da segnalare anche l’impoortanza crescente del collegamento con i social network, utilizzati per informare costantemente sugli sviluppi del progetto e creare anticipatamente un bacino di utenza.
Via | Smashing Magazine
Le migliori pagine “coming soon” dal web



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Il 2007 è passato e ora è tempo di classifiche. Anche Yahoo!Italia ne ha stilata una relativa a “Le rivelazioni del web 2007”, un concorso che mette in luce i siti nati e scoperti nel corso dell’anno passato. Il concorso è stato suddiviso in tematiche e una di queste è proprio la sezione design.
Vincitore per la giuria tecnica è stato il sito Ultrafragola, mentre gli altri finalisti sono stati Architettura e Design, DesignBuzz, TeChNO GirL e Youngdesigner.it.
Ora la parola passa al pubblico che è libero di dare la propria preferenza. Essendo alcuni di noi direttamente coinvolti nella realizzazione di uno dei siti selezionati non vi daremo dei consigli su chi votare, ma vi segnaliamo solamente la possibilità di poterlo fare…

Quando abbiamo la possibilità di parlare di web design made in Italy lo facciamo sempre volentieri, e dato che questo sito è presente in molte galleries internazionali lo facciamo con ancora più piacere. Si tratta di Siena Online, sito-risorsa per la bella città toscana. Indiscutibilmente accattivante il layout antichizzato (guardate lo sfondo delle colline a fondo pagina e ditemi se non sembrano quelle de il Gladiatore) e in generale la scelta dei colori. Un bel lavoro, non da considerare come un portalone ricco di contenuti, ma come un “sito di prima accoglienza” che attira il visitatore e poi lo reindirizza verso altre risorse.
P.s: dopo una breve ricerca in rete confermo che quelle non sembrano ma sono le colline de il Gladiatore
Via Cssmania
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Per i fan degli awards annuncio che è disponibile l’elenco dei 100 finalisti per i Pixel Awards di quest’ anno (quello dei vincitori sarà pubblicato invece a Novembre).
E’ un’iniziativa che merita di essere segnalata se non altro per la grande quantità di categorie in gara: si va dal best agency winner al fashion winner, geek winner, student winner e così via. I lavori finalisti sono di buon livello, e di alcuni dei quali abbiamo già avuto occasione di parlare.
Via Designflood

Ok la Nuova Zelanda non è propriamente dietro l’angolo, ma è lì che si svolgerà Webstock 08, una cinque giorni massiccia sul mondo del web.
A dire il vero ho voluto citare di proposito l’iniziativa per un titolo che ritengo di merito: per abbattere il dislivello economico tra i partecipanti l’organizzazione ha deciso di offrire accesso gratuito a tutti gli studenti, le persone disabili, i membri di associazioni no profit o esponenti di gruppi che non sono abbastanza rappresentati nel web. E si scusano perfino di non poter pagare il viaggio o l’albergo, questo esempio sarebbe proprio bello che qualcuno da noi lo raccogliesse!
Se però avete intenzione di andarvi a prendere un caffè in New Zealand e tornare (11-15 febbraio 2008) , sappiate che si promettono 9 workshop pratici, 19 “kick ass speakers”, e una tonnellata di tavoli su web design, sviluppo, user experience, web standards, community innovation e altro.
(Via Stylegala)

Proviamo per un attimo a immaginarci consulenti di immagine per…una parrocchia. Impresa ardua e delicata, che ci vedrebbe probabilmente optare per un tipo di comunicazione assai sobrio, impersonale, con quasi sicuro rifugio nel rassicurante accostamento di bianco, nero, grigio, un rosso vinaccia e al massimo qualche azzardo dorato. Ma in America, dove la religione cattolica si dirama nelle forme più svariate, il problema pare non porsi.
Da qualche anno infatti nelle web galleries più up to date non manca mai il sito di qualche chiesa battista o presbiteriana, sito spesso fichissimo, coloratissimo, o comunque moderno e ben fatto (che non è poco). Ho quindi girellato in cerca di buoni lavori da mostrarvi, e ho trovato robine come questo Generation Church, che sembra il sito di una rock band (non per niente hanno sede a Seattle).
Poi ho deciso di esagerare con I am Marked, lavoro in flash ineccepibile e stiloso per la Watermark Church di Grand Haven. Proseguiamo con la comunità di Stonebriar, più classico ma sempre di grande fattura, il semplice ma elegante Memorial Baptista Church, e il minimale e attualissimo Kaleo Church da San Diego. Insomma citando Belushi: siamo designer in missione per conto di Dio!

Per chi non lo conoscesse ancora, Il concorso è nato come iniziativa spontanea e autofinanziata di un piccolo gruppo di volontari a Bardi, un piccolo paese della Val Ceno nell’appennino parmense, una zona naturalisticamente di alto pregio ma afflitta da una costante implosione demografica.
Patrocinato da grandi nomi istituzionali (Ministeri, provincie e addirittura il Principato di Monaco) e tecnici (IBM, Telecom, Cisco..) il Bardi Web Award non è mai decollato come premio (diciamo che non ci si strappa i capelli per vincerlo), ma ha sempre contribuito alla promozione del web in Italia grazie a conferenze e workshops affiancate al premio vero e proprio, cosa dal mio punto di vista molto più importante che dare una coppa a qualcuno.
In bocca al lupo a tutti quelli che decideranno di partecipare al premio.