Tears Off è una carta da parati autoadesiva ideata dal collettivo Znak di Riga in collaborazione con l’artista olandese Aldo Kroese e lo Studio Hausen di Berlino. A metà strada tra una bobina di carta e degli stikers da parete, Tears Off è composta da pannelli pretagliati con un motivo a gocce.
Una volta applicata la carta da parati alla parete, si può decidere quali gocce tenere e quali tirare via, creando un gioco optical di pieni e vuoti. I pannelli sono disponibili in undici colori differenti e, come suggeriscono i designer di Znak, è possibile lasciare un disegno sulla parete che emergerà solo a tratti tra le linee di Tears Off.
Via | Dornob.com
Alla base di ogni produzione del collettivo svizzero Postfossil c’è una riflessione su un utilizzo consapevole dei materiali. Nei loro progetti non viene mai utilizzato alcun materiale plastico e ogni oggetto realizzato è un invito a ripensare il nostro comportamento in una prospettiva più responsabile nei confronti dell’ambiente.
Recentemente Postfossil ha vinto il prestigioso Wallpaper* Design Award con la collezione Doubleface disegnata da Florian Hauswirth. Si tratta di due complementi d’arredo, una ciotola e un vaso da fiori realizzati in ceramica bianca e legno di ciliegio.
Entrambi sono composti da due elementi, simmetricamente rovesciati: la base della ciotola è in legno e può essere utilizzata all’occorrenza come tagliere, mentre il vaso (dal collo stretto a bottiglia, per contenere un singolo fiore) ha la parte alta in legno e la base in ceramica che può essere staccata per cambiare l’acqua senza dover spostare i fiori.
Il Wallpaper* Design Award va alla collezione Doubleface degli svizzeri Postfossil

Si definisce una “boutique wallpaper design firm”, una firma che produce, tra New York e Los Angeles, carta da parati disegnate e serigrafate a mano con procedimenti eco-sostenibili. Si chiama Cavern Wallpaper e quest’anno annuncia la nascita della Artis Edition, una nuova linea disegnata da artisti e pattern designer.
I motivi creati per questa collezione dalla newyorkese Julia Zeigler-Haynes hanno la peculiarità di essere stati assemblati come dei collages, creati con carte dai decori differenti. Un espediente che inganna la vista e rende tridimensionale il disegno, spingendo chi la guarda a toccarla per verificare la propria impressione.
Via | Designspongeonline.com

Con il Brit Insurance, il London Design Museum premia ogni anno i migliori designer internazionali che si sono distinti nelle categorie arredamento, prodotto, grafica, interactive, trasporto, moda e architettura. In attesa della proclamazione dei vincitori, prevista per il 4 marzo, possiamo dare un’occhiata alle shortlist complete, tra cui troviamo, per la categoria arredamento, anche due prodotti di cui abbiamo già parlato nel corso del 2009, come la Carbon Fiber Chair di Shigeru Ban e la Pallet Chair di Studio Mama.
Concorso che vai, opinabilità che trovi, sempre nel rispetto legittimo delle opinioni altrui, magari diverse dalle nostre. Ma la selezione si può dire rappresentativa delle migliori produzioni dello scorso anno? E il Made in Italy non ne esce un po’ troppo sacrificato? Senza scadere in un’ottica di difesa italica ad oltranza - il buon design non è e non è mai stato un’esclusiva italiana!!!-, non vi sembra però che oltre la Manica (classifica di Wallpaper conferma) siano un po’ troppo severi con le nostre produzioni di eccellenza?
Via | Abitare
Ian Bilbey è un illustratore inglese rappresentato da una delle agenzie più quotate al mondo la CIA, Central Illustration Agency. Il suo stile colorato e cartoonistico gli è valso collaborazioni importanti, dal Guardian a Wallpaper ma soprattutto un lungo sodalizio con lo stilista Paul Smith.
Nei suoi disegni spesso prevale l’elemento floreale: pattern fioriti sempre in bilico tra geometria e ispirazione folk, che però spesso si piegano ad un senso dell’umorismo prettamente britannico in accostamenti spiazzanti e sopra le righe.
Via | Printpattern
Le carte da parati della designer inglese Louise Body si distinguono per gli eleganti motivi fioriti, eccentrici ma non sgargianti, lievi ma non leziosi, in cui rami costellati di boccioli si intrecciano e ospitano uccellini graziosi.
La collezione più interessante è senza dubbio Plant Life, divisa in due set: veri e propri pannelli che riproducono un angolo all’aria aperta, murales di 2,5 x 1 m con vasi, piante fiori e anche qui volatili in libertà, da utilizzare da soli o ripetuti, per dare un accento ad un angolo in particolare, magari in una veranda.
Via | Re-nest.com

La parola “ofuro” potrebbe non dirvi niente. Beh, diciamo che, per noi occidentali, il concetto non è proprio scontato: sono i giapponesi, infatti, a chiamare ofuro il bagno caldissimo che si fa nelle vasche di legno hinoki, alias il cipresso giapponese.
Un’esperienza sinestetica e appagante (immagino), non fosse altro per il fatto di immergersi in una vasca di legno, una soluzione che già da tempo diverse aziende di sanitari hanno tentato di mettere a punto per i priopri cataloghi.
Tra queste c’è anche Rapsel, che ha commissionato a Matteo Thun la progettazione di una vasca ofuro. La versione di Thun è realizzata interamente in larice (compreso il tappo!), trattato con finitura naturale in modo da esaltare la bellezza delle venature del legno. La forma, volutamente minimale, ricorda la forza iconica di una tinozza. Rapsel Ofuro ha vinto il riconoscimento “Best Bath” del Design Awards 2010 di Wallpaper.
Via | Trendir
Ecco una cosa che gli addetti ai lavori aspettano con ansia. Stiamo parlando delle classifiche che il magazine inglese di design e lifestyle Wallpaper ha appena pubblicato a proposito dei migliori progetti realizzati nel 2009. Certo, si sa, ogni graduatoria ha in sé qualcosa di opinabile, ma rimane a prescindere un parametro di riferimento, soprattutto se il giudizio è stato emesso da una giuria autorevole, composta, come in questo caso, da esponenti di primo piano dell’architettura e della cultura (da Steven Holl a Pedro Almodovar a Carsten Holler).
Questa residenza, premiata come migliore residenza privata dell’anno, prende il nome dalla città del Brasile dove è stata costruita, Paraty, ed è stata progettata dallo studio Marcio Kogan Architects. La struttura, su due livelli, gioca con l’impatto di grandi superfici vetrate, in pieno stile modernista. Una scelta che ci pare azzeccata, a giudicare dalla bellezza tropicale della baia su cui la residenza si affaccia. Da sogno la piscina con vista su palme e oceano.
Continua a leggere: La Paraty House miglior residenza privata 2009
Quest’anno la moda ci suggerisce il ritorno dei motivi pied-de-poule, le zampe di gallina in bianco e nero che hanno caratterizzato tante giacche e tanti tailleur fin dagli anni ‘50. Portereste questa tendenza dentro i vostri appartamenti?
Il designer tedesco Lars Contzen ha disegnato un pattern per carta da parati che sembra realizzato a punto croce, compresa la linea orizzontale che riporta il testo “My Home is My Castle” che dà il titolo all’intera collezione di parati. L’impressione è che una stanza ne possa acquistare in calore e arricchirsi di suggestioni retrò.
Via | Freshlyblended
In tempi di carta riciclata, di soluzioni ecologiche per l’archiviazione dei documenti, non trovate che la carta da parati sia davvero un lusso? Ma se carta da parati deve essere, che allora sia un lusso davvero, preziosa, ricca, barocca, ai limiti della decadenza.
Come per esempio Skulls del brand inglese Beware the Moon, una carta iridescente con piccoli teschi di veluto in rilievo. L’inchiostro della base è trattato con sostanze iridescenti e tecniche olografiche in modo da cambiare colore a seconde dela rifrazione del colore. Magica, o macabra, a seconda dei punti di vista.
Via | Wallpapercollective.com