
Se la capacità di utilizzare il colore è una delle competenze che contraddistingue un designer, che sia un grafico o un progettista, questo schema sulla teoria del colore dovrebbe proprio essere l’ABC, la base condivisa, il sapere pratico alla base della sua esperienza.
Color Theory Quick Reference Sheet, secondo i suoi creatori, la coppia canadese che ha fondato lo studio grafico Paper Leaf, può essere utile per spiegare una scelta a un cliente, per fare un esempio, o da tenere sott’occhio come promemoria. Oppure potete semplicemente tenerlo sullo sfondo del vostro desktop perché è un bell’esempio di infografica. In caso, scaricatelo da qui, troverete anche la versione in pdf o eps per modificarlo a vostro piacimento.
Via | Pop+Shorty
L’agenzia KesselsKramer ha commissionato a Johnny Kelly e Jethro Haynes dei titoli di testa per “Het Klokhuis”, il più longevo show per ragazzi della televisione olandese. La trasmissione parla di scienza: è una specie di guida pratica approfondita applicata tanto all’estinzione dei dinosauri quanto al funzionamento dell’iPod.
L’idea del geniale duo di animatori e visual artist è stata di includere una tecnologia molto avanzata all’interno di uno stile di animazione tradizionalissimo come la stop-motion. Per realizzare gli oggetti sono stati utilizzati software di modellazione in 3D e progetti di stampa (sempre riportati successivamente in tre dimensioni) che poi hanno aiutato a creare le ambientazioni.
Il risultato è sbalorditivo, tanto più che, insieme alla modellazione e alla tecnica di animazione, c’è un lavoro artigianale per perfezionare i dettagli degli oggetti. Un lavoro che potete ammirare in due parti. La prima, all’inizio del post con i titoli di testa. La seconda, dopo il salto, con i titoli di coda e una gallery della lavorazione.
Foto | via
Continua a leggere: Johnny Kelly e Jethro Haynes: il 3D applicato alla stop-motion
Quante canzoni ha scritto Ringo Starr? John Lennon era davvero più famoso di Gesù? Che legame c’è tra I’m the Warlus e Glass Onion? Charting The Beatles è un progetto aperto e collaborativo iniziato dal graphic designer Michael Deal per trasformare in infografica ogni tipo di informazione sul quartetto di Liverpool.
Molte sono le soluzioni grafiche interessanti, Michael Deal sceglie un equilibrio visivamente efficace tra rigore delle forme e colori pop e, data l’adorazione che il web ha tuttora per i FabFour, non c’è da dubitare sul successo che avrà l’iniziativa, a cui per ora è stata dedicata una pool su Flickr.
Via | Brainpickings.org

Quella di tracciare grafici è un’arte. Chiedetelo ai fiumi di dipendenti e manager che quando vedono partire una slide di Power Point si comportano come le scimmie della sequenza iniziale di “2001″ davanti al monolito. C’è -fortunatamente- chi riesce a prendere statistiche, percentuali e diagrammi con ironia (la mia preferita, è questa) e chi ne trae ispirazione per delle illustrazioni.
Tobias Lunchbreath (il cognome è troppo bello per essere vero, ma noi vogliamo credergli lo stesso) ha un account su Flickr in cui pubblica la sua personalissima visione dei grafici. Non solo li rappresenta spesso con elementi inusuali, ma inventa risultati immaginari che poi visualizza sotto forma di illustrazione dissacrante.
Al di là della -notevole- capacità di far sorridere, Tobias è un artista e designer di tutto rispetto, dotato di un uso efficacissimo del colore, che sa bene come catturare l’attenzione e muoversi abilmente tra fumetto e illustrazione classica. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
Continua a leggere: I grafici illustrati di Tobias Lunchbreath
Information Graphics. ne vediamo moltissima, ogni giorno, sui quotidiani, nei telegiornali, sui magazine patinati. Non stupisce quindi se illustratori e designer prendono in prestito spesso elementi appartenenti ai meccanismi dell’informazione per farne forme estetiche.
È il caso del video che vedete qui sopra di Frank Chimero, che denuncia l’affollamento delle carceri americane, o delle illustrazioni nella gallery: il diagramma di flusso Are You Happy? di Alex Koplin e David Meiklejohn, la trend pie di Christoph Niemann per il suo blog sul NYTimes, pieno di grafici che illustrano azioni e considerazioni quotidiane.
E ancora, il testo di All You Need is Love dei Beatles è trasformato da Danny Garcia di Love All This in un diagramma, mentre Jez Burrows ha riempito di grafici che illustrano notizie vere un poster per la promozione del festival musicale scozzese Instal. Infine lo studio Lunchbreath vanta un’intera gallery di infotoons, sottilmente ironici.
Vi siete mai chiesti chi inventa i sistemi operativi che vediamo sugli schermi dei computer presenti nelle scene di alcuni film? Certo, ci sono orde di mele e di finestre nella maggior parte delle produzioni cinematografiche, ma quando si tratta di fantascienza o di strumentazione iper-tecnologica, capita di imbattersi in GUI (Graphical User Interface) davvero mirabolanti.
Mark Coleran è un visual designer che si occupa prevalentemente di motion graphic e effetti visuali. Nello showreel prima del post, trovate un montaggio di tutti i film per cui ha ideato le più avveniristiche interfacce. In certi casi è divertente scovare le ispirazioni, in altri è palese l’invenzione basata su tutta la tradizione del design legato ai vari mondi della fantascienza.
A Coleran (che sta lavorando attualmente per la Gridiron, software-house canadese che sviluppa l’ottimo Flow) chiederei una cosa. Perché mai nei film nessuno usa mai un mouse e siamo costretti a vedere spesso pellicole ambientate nel futuro in cui ancora si digita sulla tastiera? Lui dovrebbe sapermi rispondere.
Seguo Keigo Oyamada, in arte Cornelius (sì: come lo scimpanzè de “Il Pianeta delle Scimmie”), dai tempi in cui ha fondato la storica Trattoria Records, importante etichetta nipponica degli anni ‘90. Il suo è stato un percorso incredibile. Da chitarrista in una pop-band di ragazzini a genietto dell’elettronica più onnivora fino al recente connubio tra installazioni e sound design.
Sempre attentissimo al valore del suono e all’immagine (dopo il salto, guardatevi lo spettacolare video di “Drops”, uno dei suoi successi), Cornelius ha raggiunto ultimamente una sorta di equilibrio nel suo approccio alla creatività. Mondi sintetici, molto colorati, sonorizzati con pochissime note che sembrano perdersi nello spazio dei suoi lavori.
Quello che vi proponiamo è il suo ultimo video, realizzato per il lancio di una nuova linea di elettrodomestici neri della Panasonic (la Night Color Series). Perfetto nel mood e rigoroso nel montaggio, crea un contrasto interessante tra le caratteristiche del prodotto e le visioni multicolore dell’artista. Dopo il salto, invece, il video di “Drop”.
Continua a leggere: Cornelius per Panasonic: il sound-design colorato
Riflessioni su forma e funzione, su grafica e informazione, su dati e visual: è la missione di David McCandless che da tempo racconta sul suo blog Information is Beautiful idee classiche o innovative, sicuramente riuscite, per rappresentare visivamente dati e info, per informare a colpo d’occhio.
Oggi la sua testimonianza è raccolta in un libro. Si intitola The Visual Miscellaneum ed è un excursus su esempi mirabili di information graphics, statistiche, soluzioni creative illuminanti, che danno immediatezza visiva a informazioni difficili da veicolare altrimenti.
Via | Brainpickings.org
Un po’ macchina per vj, un po’ video game avanzato, Tagtool è un sistema assemblato per far collaborare disegnatori e animatori in tempo reale. Un disegno viene realizzato sul tablet, gestito attraverso un mixer video e un software (il Nodekit, open source) e un gamepad che gestisce e permette di manovrare le animazioni.
Semplicissimo da usare, può essere anche costruito seguendo le guide fai-da-te sul sito. Ovviamente chiunque apporti migliorie o variazioni, è invitato a condividerle con gli altri utenti. Nonostante la facilità d’uso e l’aspetto artigianale, Tagtool è il punto di forza di moltissime performance anche di alto livello.
Coordinato dalla OMA International, il progetto è stato ultimamente utilizzato durante il festival IlluminatingYork, per “Wall of light”: una serie di installazioni che hanno coperto i muri con le opere di alcuni artisti visuali.
Nosaj Thing Visual Show Compilation Test Shoot from Adam Guzman on Vimeo.
I creativi Adam Guzman e Julia Tsao lavorano in diversi campi espressivi, uno dei quali li vede protagonisti di esperimenti visuali davvero molto curiosi.
Uno dei loro progetti è stato frutto di una collaborazione con un musicista chiamato Nosaj Thing, del quale hanno realizzato questo video per testare i loro studi per le live performance da eseguire durante il tour di questo artista.
I risultati sono davvero molto suggestivi e di forte impatto visivo, se volete vedere il risultato di questo test nelle performance del
musicista, vi consiglio questi due video.
Via | today and tomorrow