
Dopo il concorso dedicato alla 214, ecco un’altra iniziativa che rivisita l’immagine dei pezzi storici del marchio Thonet.
Lo spunto nasce questa volta dal lavoro del designer messicano Emiliano Godoy, che ha rielaborato le illustrazioni che compongono l’edizione del 1904 del catalogo dello storico marchio di sedie.
Il risultato ? Una sorta di détournement che vuole essere, nelle intenzioni del designer, una ribellione a scoppio ritardato verso la prima grande filiera industriale della storia del design. Colpevole di eliminare la componente artigianale del processo produttivo, che Godoy ironicamente reinserisce con una procedura al contrario, volta a cancellare pezzi di sedia piuttosto che ad aggiungere manifatture e componenti.
Via | Designboom
Continua a leggere: Depleted Thonet, i poster rivisitati di Emiliano Godoy

Creative Review è uno dei magazine più noti e longevi nell’ambito del design. Praticamente una piccola ‘bibbia’ per chi si occupa di cultura e comunicazione visuale, sempre con un occhio attentissimo a tutte le nuove tendenze e ai nomi più in vista tanto da meritarsi a pieno titolo l’altisonante auto-definizione: “The best in visual communication”.
Nato nel 1980 a Londra, Creative Review celebra quest’anno il suo trentennale con un numero speciale e una cover davvero molto bella. Affidata al talento di Rachel Thomas designer e direttrice artistica, è un set che descrive al meglio l’intento principale di Creative Review: raccontare, analizzare e dibattere il ruolo e il lavoro dei creativi. Quale ambito più adatto di uno studio?
Per giunta, Rachel Thomas ha scelto proprio il suo stesso ambiente di lavoro, allestito a dovere, e ha incaricato il fotografo Marcel Christ di ritrarre il risultato. Sul blog del sito invece, lo staff della rivista ha deciso di pubblicare alcuni scatti dal backstage. Un modo in più per dimostrare l’interesse per il processo creativo e dare ai lettori la misura del lavoro e della passione che sono dietro a un successo trentennale. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: Creative Review: il backstage della cover del trentennale
Tre video di altrettanti artisti della motion graphic. Designer o ’semplici’ creativi che utilizzano le immagini in movimento per comunicare e tentare di definire il ruolo dell’animazione. Partiamo con il lavoro di Lucas Zanotto, animatore berlinese. Carta e fili per creare un set di marionette che cambia nel momento stesso in cui i personaggi interagiscono con il materiale che li compone.
“Paperkrieg” è una sorta di cortometraggio in cui Makaio Tisu racconta un gioco da bambini. Quello dello sfidarsi a colpi di parole e esagerazioni rilanciate di continuo. Poetico e realizzato ottimamente, è un connubio in equilibrio tra filmato, animazione e origami.
59 Productions è uno studio specializzato in design per performance live, installazioni e visual. Utilizzano le tecnologie più avanzate con lo scopo di ottenere un coinvolgimento assoluto dello spettatore in ogni spettacolo e si sono occupati in più occasioni anche del mondo dei video musicali e dei cortometraggi.
Il lavoro svolto per il tour di Jonsi, leader dei Sigur Ros di cui sta per uscire un album dal titolo “Go”, è una sfida che procede a metà strada tra cinema, arte installazioni, performance teatrale e -ovviamente- la valorizzazione della musica sul palco.
Effetto ottenuto con eccezionale cura del dettaglio e attenzione alle atmosfere che caratterizzano tutta la componente visuale della musica di Jonsi Bergisson. Tra render delle scenografie, stage design attraverso lo studio dei giochi di luce e animazioni ricavate dalle -bellissime- illustrazioni e dall’artwork di Alex Somers, questo video backstage ci ricorda cosa può accadere quando artisti e designer di altissimo livello lavorano insieme.
Continua a leggere: Jonsi: lo stage design della 59 Productions
Lo avranno detto anche a voi, almeno una volta. “Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”. Proverbio odioso come solo i proverbi e il loro -buon- senso a buon mercato sanno essere. Eppure in questa animazione di Johnny Kelly, realizzata nel 2007 come prova per il diploma al Royal College of Art, qualche verità c’è.
Più di qualcuna, a dire il vero. Perché Kelly, talentuoso designer, animatore e visual artist di cui via abbiamo già parlato, ha ispezionato con cura e autocritica i peggiori momenti di impasse che si trova a fronteggiare spesso qualsiasi creativo.
Il video è molto ben costruito dal punto di vista strettamente grafico e delle animazioni: il rincorrersi e generarsi degli elementi provoca una sensazione vicinissima a quella che ci trascina spesso da un micro-evento all’altro quando la voglia o le buone idee scarseggiano e cerchiamo un pretesto qualsiasi per allontanarci dai nostri compiti quotidiani o dalle consegne che dobbiamo portare a termine.

Mi sono imbattuto in Jan Kruse, fondatore insieme a Malte Kaune di The Human Empire, grazie alla tripla cover dei nuovi album dei København Store, band piacentina dedita al post-rock in versione elettronica.
Il lavoro (ottimo) svolto per il gruppo mi ha ricordato qualcosa, sempre in ambito musicale e ho realizzato (dannate sinapsi) di aver già visto all’opera il duo su alcune uscite per la celeberrima Morr Music. Partiti dalla pubblicità e la moda, integrato e rafforzato il brand con l’apertura di due negozi ad Amburgo, quelli di The Human Empire sono arrivati a consolidare stile e qualità in pochissimo tempo.
Sito e visual agency, propongono da ormai sette anni una serie di prodotti (principalmente poster, t-shirt e abbigliamento in generale) in cui uniscono illustrazione e graphic design senza -apparente- soluzione di continuità. Con un’attitudine creativa piuttosto disinvolta e un uso del colore misurato e proprio di chi ha una grossa esperienza in ambito di stampa. Per curiosità e per conoscere magari qualche band nuova, andate a sbirciare l’impressionante lista di artisti del mondo dell’indie con cui hanno lavorato.

“Sbalorditivi”. Questo post potrebbe limitarsi a un simile, unico commento e lasciarvi subito a cliccare sui player che trovate dopo il salto. Stiamo parlando di visual, immagini che vengono proiettate durante live set e spettacoli vari e questo è -probabilmente- quanto di meglio potrete trovare in circolazione.
I graphic designer (ma il termine, lo capirete da voi, è riduttivo) in questione sono quelli di NAKeD Compagnie: un team francese (di Parigi, per la precisione) che da anni sforna delle opere di motion graphic che non è esagerato definire capolavori. Ovviamente, nel loro incredibile curriculum, non c’è solo la musica e tanto meno solo il video.
Quelli di NAKeD hanno realizzato packaging per Endemol e TF1, così come vario materiale promozionale in diversi formati. E’ sui palchi delle star più importanti e degli spettacoli più prestigiosi però che scatenano il loro talento e la loro fantasia. Dalle installazioni per la performance di Rihanna ai NRJ Music Awards di quest’anno, fino alle animazioni per uno show di Mika del 2008. Abbiamo già detto troppo, fidatevi. Lasciamo parlare le immagini.

Se la capacità di utilizzare il colore è una delle competenze che contraddistingue un designer, che sia un grafico o un progettista, questo schema sulla teoria del colore dovrebbe proprio essere l’ABC, la base condivisa, il sapere pratico alla base della sua esperienza.
Color Theory Quick Reference Sheet, secondo i suoi creatori, la coppia canadese che ha fondato lo studio grafico Paper Leaf, può essere utile per spiegare una scelta a un cliente, per fare un esempio, o da tenere sott’occhio come promemoria. Oppure potete semplicemente tenerlo sullo sfondo del vostro desktop perché è un bell’esempio di infografica. In caso, scaricatelo da qui, troverete anche la versione in pdf o eps per modificarlo a vostro piacimento.
Via | Pop+Shorty
Continua a leggere: Teorie del colore: uno schema da tenere sott'occhio
L’agenzia KesselsKramer ha commissionato a Johnny Kelly e Jethro Haynes dei titoli di testa per “Het Klokhuis”, il più longevo show per ragazzi della televisione olandese. La trasmissione parla di scienza: è una specie di guida pratica approfondita applicata tanto all’estinzione dei dinosauri quanto al funzionamento dell’iPod.
L’idea del geniale duo di animatori e visual artist è stata di includere una tecnologia molto avanzata all’interno di uno stile di animazione tradizionalissimo come la stop-motion. Per realizzare gli oggetti sono stati utilizzati software di modellazione in 3D e progetti di stampa (sempre riportati successivamente in tre dimensioni) che poi hanno aiutato a creare le ambientazioni.
Il risultato è sbalorditivo, tanto più che, insieme alla modellazione e alla tecnica di animazione, c’è un lavoro artigianale per perfezionare i dettagli degli oggetti. Un lavoro che potete ammirare in due parti. La prima, all’inizio del post con i titoli di testa. La seconda, dopo il salto, con i titoli di coda e una gallery della lavorazione.
Foto | via
Continua a leggere: Johnny Kelly e Jethro Haynes: il 3D applicato alla stop-motion
Quante canzoni ha scritto Ringo Starr? John Lennon era davvero più famoso di Gesù? Che legame c’è tra I’m the Warlus e Glass Onion? Charting The Beatles è un progetto aperto e collaborativo iniziato dal graphic designer Michael Deal per trasformare in infografica ogni tipo di informazione sul quartetto di Liverpool.
Molte sono le soluzioni grafiche interessanti, Michael Deal sceglie un equilibrio visivamente efficace tra rigore delle forme e colori pop e, data l’adorazione che il web ha tuttora per i FabFour, non c’è da dubitare sul successo che avrà l’iniziativa, a cui per ora è stata dedicata una pool su Flickr.
Via | Brainpickings.org
Continua a leggere: I Beatles e l'infografica secondo Michael Deal