Inizia su un tablet e finisce sul muro altissimo di un edificio questa surreale partita interattiva che unisce calcio e Space Invaders. In realtà il tutto è un accuratissimo lavoro di mapping 3D, che sfrutta uno dei titoli più celebri della storia dei videogames per mostrare le potenzialità di Scott Ashton e del suo studio “Quintessential Productions“.
Lo staff della sede inglese ha reclutato niente meno che alcuni giocatori del Chelsea Football Club (servivano effettivamente piedi abili con i tiri di precisione) e ha integrato il gioco con una serie di animazioni che sfruttano sia i noti alieni in versione pixel, sia la struttura del palazzo su cui vengono proiettate le immagini. Buona visione.
Quelli dello staff di Punga mi hanno invitato a dirigere questo spot per Fox Retro concedendomi assoluta libertà e la loro squadra di stelle come Maud Beckers, Juan Casal, Franco Vecchi, Ago Carrera, Santiago Solaidez, Ceson Pelizer e il mio animatore preferito Leo Campasso oltre al genio di Daniele Carmosino per la sonorizzazione. Spero vi piaccia.
Commenta così Gabriel Fermanelli, l’opportunità di lavorare a questo video promo per il canale italiano. Tanti titoli del passato, che il brillante regista ha interpretato secondo lo stile della grafica che caratterizzava i vecchi computer a 8-bit. Risultato eccellente per quaranta secondi divertentissimi che uniscono televisione e videogames. Dopo il salto, il video dello storyboard animato.
Continua a leggere: Il video promo a 8-bit di Gabriel Fermanelli per Fox Retro

Official Classics nasce dalle menti di Mark Zador and Attila Horvath, due graphic designers ungheresi appassionati di tipografia ed elementi geometrici, forme e vettoriali: due geek che passano il loro tempo tra riviste, computer e videogames.
Dopo una serie di lavori per varie società, decidono di mettersi in proprio, creando uno spazio dove vendere i loro file .EPS. Realizzano un sito curatissimo e lo disseminano di lavori di ottima fattura. Validi aiuti per tutti i professionisti e gli amanti del graphic design.
In occasione del primo anniversario di Official Classics, dopo aver mantenuto un ritmo di 100 nuovi file ogni due mesi, i due raggiungono quota 1000 vettoriali disponibili e decidono di venderli in offerta. Potete acquistarli tutti (con tanto di font in omaggio) per soli 99 euro. Considerando la qualità e la scelta intelligente delle immagini a disposizione, è un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

Pong è stato il primo videogioco a larga diffusione della storia. Nato nel 1966, commercializzato per la prima volta nel 1971 e portato nelle case l’anno successivo dalla Magnavox con il nome di Odyssey (poi in versione digitale dalla Atari nel 1975), era un simulatore di ping pong (da qui, ovviamente il nome). Due manopole per controllare i movimenti, grafica spartana e rudimentali effetti sonori.
L’antenato dei moderni videogames, torna ora in versione street. Sportpong altro non è infatti che il classico Pong proiettato su qualsiasi superficie, all’interno della quale i giocatori possono comandare le ‘racchette’, collegate ai piedi interattivamente.
E’ prevista una modalità multiplayer e numerosi scenari di gioco. A metà strada tra l’interaction design e l’installazione, Sportpong è un lavoro che esplora in maniera intelligente (e decisamente divertente) l’estetica e le risorse di ciò che, decenni prima di noi, ha rivelato un nuovo modo di intendere l’elettronica. L’effetto è notevole e suggestivo, come potete vedere nel video dopo il salto.

Dal Magnavox Odyssey alla Wii in 145 mosse. E’ (già) retrofuturismo? Probabilmente sì. Nel design di queste macchine per l’intrattenimento domestico che ormai hanno più di trent’anni, si legge anche lo sforzo dell’epoca di immaginare linee e funzionalità che avrebbero potuto avverarsi e durare nel tempo.
Consollection è un sito tedesco (tradotto in inglese) che ripercorre con ottime immagini e poche, incisive parole, la storia delle console fino ai più recenti modelli. Le foto sono di Patrick Molnar mentre la collezione appartiene a Phil Penninger.
C’è anche un -bellissimo- libro, curato sempre da Molnar, di cui potete ammirare un’anteprima qui. Di seguito invece, una gallery con alcune delle console più famose e vendute al mondo.
Il designer newyorkese Marcus Tremonto continua a stupirci con i suoi giochi di illusione ottica. La sua nuova collezione di lampade viene presentata in questi giorni al London Design Festival e ancora una volta si tratta di elementi che mettono alla prova la percezione di chi li guarda.
Realizzati con materiali innovativi, i nuovi modelli giocano in particolare a farsi sottilissimi, quasi bidimensionali: Looplight ad esempio è una lampada a sospensione ottenuta da un foglio elettronico luminescente piegato un due, mentre Pixel Bulb è un lume da parete privo di spessore, che sembra un’opera di pixel-art.
La più inquietante poi è Shadow Bulb, la silhouette di una lampadina totalmente nera ma retroilluminata: non una lampada, ma il suo negativo, la sua assenza. Probabilmente poco funzionale, ma di sicuro effetto, soprattutto al buio.
Via | Yatzer.com

L’ingresso dei computer a 8 bit nelle case, è stata probabilmente una delle più grandi rivoluzioni culturali e mediatiche degli ultimi trent’anni. Iniziata con esasperante lentezza (i prezzi erano proibitivi, fino all’avvento di mamma Commodore), l’informatizzazione ha generato anche da subito un’estetica forte e riconoscibile.
I packaging dei videogames, sono stati caratterizzati da un design grafico sempre più evoluto. Attento al consumatore medio e alla sua età, ma anche (soprattutto nei primi anni) all’immaginario futuristico da guerra fredda: lo spazio, le ‘guerre stellari’, così come il misto di essenzialità e spettacolarizzazione tipico del decennio.
Su Art of the Arcade trovate una meticolosa selezione di pubblicità, logo di software houses, scansioni di manuali degli anni tra i tardi ‘70 e i primi ‘80: l’epoca d’oro di Atari e Activision. Un bignami dal passato, utilissimo per apprezzare le innovazioni del presente.

Per tutta l’estate, fino al 20 Settembre l’Urbis Exhibition Center di Manchester dedica ai videogiochi un’ampia retrospettiva, Videogame Nation, costruita su un filo conduttore di taglio storico, per percorrere l’evoluzione dei giochi da consolle, dai tempi dei programmatori solitari che li creavano chiusi nelle loro stanzette, fino agli affari multimilionari della Nintendo e ai virtual game giocati in rete.
La mostra promette un alto grado di interattività, con giochi famosi come Grand Theft Auto, star virtuali come Lara Croft, e perle mai dimenticate come Donkey Kong o Sensible World of Soccer, giocabili negli spazi della mostra. La spettacolarità è garantita dagli allestimenti, un’area buia dove giocare gli Arcade, un finto stadio con tanto di seggiole e erba finta per i giochi di calcio.
Al visitatore più esigente è offerto un corredo critico, con informazioni di taglio sociologico e anche medico e psicologico sull’influenza dei videogames sulle generazioni più giovani, l’impatto culturale sugli altri media, e anche sui risvolti più negativi, legati alle dipendenze create dai giochi e ai soggetti violenti di alcuni di essi.
Via | Negativegamer.com

Myrica Bergqvist è un personaggio particolare: nata a Uppsala, in Svezia, ha però studiato design a Roma. Dice di sé d’esser cresciuta in una casa piena di design svedese: Carl Malmsten, Alvar Aalto e Josef Frank. E d’aver coniugato poi il suo gusto nordico alla classicità decadente dell’architettura romana.
Dichiara anche, nel suo profilo, che lo stile di vita italiano, la Dolce Vita, hanno influenzato il suo gusto estetico, l’amore per quel tocco glamour e lussuoso nel quotidiano, accompagnato però sempre da una buona dose di humour. Non so se siano glam, ma sicuramente portano con loro una buona dose di umorismo, le sue nuove creazioni, le testiere da letto ispirate ai videogames.
Si chiamano SuperMario e sembrano delle montagne di pixel bidimensionali. Sono realizzate in acrilico tagliato al laser, come tutti gli altri prodotti di Myrica Bergqvist, e declinate in quattro colori: bianco, nero, rosso e giallo. La distribuzione è un’esclusiva dello shop online Pid.se
In questo caso le immagini parlano da sole. A Madrid, in piena Plaza de Castilla è stato installato un albero di Natale ispirato a Pac-man, il vecchio Arcade.
Composto da una struttura piramidale su cui si muovono animazioni composte da led colorati, l’albero è stato reso più natalizio con piccole variazioni sull’estetica originale, alberelli e stelline. Chi immaginava che i nostri cugini iberici fossero così geek…
Via | Clipset.net