La band elettronica berlinese Modeselektor lancia il secondo singolo dal suo più recente album Monkeytown e lo fa con un videoclip ideato e realizzato dal collettivo canadese Dent De Cuir: niente motion graphics questa volta, ma un sofisticato gioco di post-produzione tutto incentrato su cornici e finestre.
Frame digitali e non, sono utilizzati per mettere in scena il rapporto conflittuale tra le due terribili scimmie gemelle, in un contrasto continuo tra l’artigianalità degli oggetti di scena e la tecnologicità delle cornici in cui sono inseriti.
A voler trovare un difetto si potrebbe dire che, rispetto ad un ben più famoso video, The Wilderness Downtown degli Arcade Fire, che pure utilizzava un gioco di cornici realizzato in Html5, Evil Twin è ancora un videoclip tradizionale, privo della spettacolare e del tutto innovativa interattività che ha caratterizzato e ha reso celebre l’altro.
Troll Slayer from Jullien Brothers on Vimeo.
Un brano elettronico 8-bit e un videoclip che ricorda i vecchi videogiochi stile Dragonlance: Troll Slayer, del musicista francese Niwouinwouin, catapulta in un mondo nostalgico, sia che la nostalgia venga indirizzata verso un medioevo dai toni fantasy, sia che si torni indietro solo di qualche decennio ai computer della nostra infanzia.
Il videoclip, realizzato dallo stesso musicista insieme a suo fratello come Jullien Brothers, è un’animazione divisa per quadri, lo stile che varia di frame in frame, da un gotico colorato come quello delle vetrate di certe cattedrali, a disegni più grafici, silhouette e grandi caratteri da fanzine in ciclostile.
Attenzione però: i quadri di questa quest dai toni drammatici, sono in realtà poster appesi sulle pareti di una stanzetta ripresa dal vero, in quello che appare come un lungo piano sequenza con camera a mano. Il trucco c’è, ma l’effetto rimane.
The Shrine / An Argument from Sean Pecknold on Vimeo.
L’apparato visivo che accompagna la folk band americana dei Fleet Foxes è un mondo coerente, popolato di personaggi mitologici e paesaggi sterminati, sospesi nel tempo. L’uomo dietro all’intero lavoro si chiama Sean Pecknold, fratello del leader della band Robin, che, con il suo studio Grandchildren, ha curato tutti i videoclip della band e anche le proiezioni del loro attuale tour.
Anche l’ultimo epico e lunghissimo videoclip, pubblicato solo pochi giorni fa, dal titolo The Shrine / An Argument, è firmato da Sean Pecknold e dal suo team, tra cui spicca, per lo splendido lavoro sul disegno dei personaggi, l’illustratrice Stacey Rozich.
Sebbene l’animazione sia realizzata apparentemente con tecniche molto classiche, lo stile è davvero sofisticato e il risultato finale è davvero d’impatto. Come suggeriscono gli stessi autori, per diventar pazzi, guardatelo in HD, a schermo pieno, con il volume al massimo. Risultato garantito.
Hudson - Against The Grain from Dropbear on Vimeo.
La forma più famosa di stop motion è sicuramente quella che in termini tecnici viene definita claymotion, che prevede la complessa realizzazione di personaggi in plastilina, come quelli, ad esempio della splendida e popolare serie Wallace & Gromit.
Ultimamente poi sta prendendo piede una forma più semplice di stop motion che utilizza la carta come materiale principale, per animazioni cut-out al confile tra le due e le tre dimensioni. Ma in realtà è possibile creare bellissime animazioni a passo uno con qualsiasi cosa che sia a disposizione degli animatori, per ricreare mondi fantastici a partire da oggetti quotidiani.
Come per esempio le matite colorate utilizzate dal film maker Dropbear (aka Jonathan Chong) per realizzare il videoclip Hudson della band Against The Grain: un caleidoscopio in cui i colori segnano il ritmo e formano figure che ci riportano immediatamente ai ricordi d’infanzia.
Amon Tobin - Calculate from JimJam Graphics on Vimeo.
Il primo incontro tra le forme e i linguaggi dell’infografica e il videoclip risale probabilmente al pluripremiato Remind Me, firmato da Ludovic Houplan & Hervé de Crécy per i Royksopp nel lontano 2002. Sfrutta la stessa combinazione anche il video di Calculate, realizzato con il nome JamVee, da JimJam Graphics e XYZee Design, aka Kid Vector.
In questo caso però diagrammi e torte sono utilizzate indipendentemente dal contenuto e dalla mole di dati che potrebbero portare, per diventare esclusivamente elementi ritmici, che visualizzano in maniera ipnotica i suoni minimali ed elettronici del brano.
Calculate è stato realizzato nell’ambito del progetto Amon Tobin Fan Video Project: le clip collezionate faranno parte di un DVD in cui i brani del musicista e produttore anglo-brasiliano trovano un compendio visivo eterogeneo e interessante. Tutti i video sottoposti sono stati raccolti in un canale tutto da esplorare su Vimeo.
Secret Island – Monophon – Videoclip from daniel schmid on Vimeo.
Secret Island è il videoclip realizzato da Daniel Schmid e Cedric Neuhaus per il nuovo singolo della giovane band Monophon, “la risposta svizzera agli MGMT“. Si tratta di un’animazione 3d, realizzata con Cinema 4D Studio e assemblata con After Effects.
Visivamente è una sorta di carillon in continuo mutamento, una giostra che gira e non è mai uguale a se stessa. L’isola del titolo è in realtà un isolato di strada, con tanto di canali delle fognature e zolla di terra sottostante, su cui si avvicendano panorami tra il reale e il surreale.
Un uomo, con un copricapo di piume da nativo americano, attraversa il paesaggio correndo in circolo, ma attraversando luoghi sempre nuovi, a volte onirici e metafisici, a volte appartenenti a realtà piuttosto squallide che si aprono, o cadono dall’alto con movimenti pop-up. Solo alla fine, tornerà nel luogo da cui è partito, a dimostrazione della reale (e simbolica) circolarità del suo viaggio.
Bullseye iPad App Teaser from Moonbot Studios on Vimeo.
The Polyphonic Spree è una indie band americana di difficile definizione, le cui colorate sperimentazioni corali non si limitano solamente ai suoni e alle melodie. Il loro ritorno sulle scene, il nuovo singolo edito dalla loro nuova etichetta Good Records, è accompagnato ora da un videoclip di nuova generazione prodotto da Moonbot Studios.
Interattivo e progettato per essere navigato attraverso i touchscreen di iPad e iPhone, il video di BullsEye è in realtà un’applicazione, di cui qui vedete un trailer, che coniuga la ricerca sulle nuove forme di fruizione e di reattività, con una struttura tradizionale narrativa basata su un personaggio finzionale, attorno a cui si muove un mondo luminoso e astratto che dà corpo alla musica e anima alla tecnologia.
BUCK 65 “Superstars Don’t Love” from Travis Hopkins on Vimeo.
Il designer e animatore Travis Hopkins ha realizzato per il country rapper canadese Buck 65 un videoclip che, quasi come in un karaoke, mette in scena tutte le parole che compongono il testo sincopato del brano. Per farlo ha scelto una chiave grafica non del tutto nuova ma utilizzata in maniera interessante.
Il pezzo, “Superstars Don’t Love”, è infatti illustrata da una serie di cartelli animati che prendono in prestito lettering e layout da famosi titoli di testa di film hollywoodiani, per una carrellata in technicolor dal ritmo irresistibile: l’occhio è costretto a seguire il susseguirsi di parole e mentre una prima visione lo spinge a seguire il senso del discorso, le successive servono a cogliere tutti i divertenti dettagli disseminati nelle sequenze.
Via | Itsnicethat
TV On The Radio ‘Second Song’ from Agile Films on Vimeo.
L’animatore inglese Michael Please, neolaureato al Royal College of Art di Londra, ha avuto proprio questo weekend una menzione speciale all’Annecy International Animation Film Festival 2011 per il corto The Eagleman Stag, lavoro di fine corso, che già qualche mese fa era stato premiato con un BAFTA.
Destinato a una carriera promettente Please ha firmato recentemente anche il videoclip del brano Second Song della band newyorkese TV On The Radio, un visionario mix di immagini e tecniche in cui si alternano set differenti, caratterizzati anche da stili grafici e di ripresa eterogenei.
Le ambientazioni cambiano per sottolineare passaggi musicali, gli scenari sono giustapposti come passaggi dimensionali: da universi geometrici a territori lunari poligonali, a macchie di colore bidimensionali in cui si muovono personaggi mitologici e figure ancestrali, il tutto concorre a ricreare un’atmosfera solenne e magica, sospesa tra ordine e caos, tra rigore delle forme ed esplosione del colore.
Bubble from Elliot Dear on Vimeo.
Avete mai guardato dentro una pozzanghera, o in uno specchio d’acqua pensando che il riflesso che state fissando sia in realtà un altro mondo con leggi di gravità differenti dalle nostre? Su questa suggestione si basa il poetico videoclip firmato dall’animatore inglese Elliot Dear dello studio Blinkink per il brano Bubbles degli scozzesi King Creosote & Jon Hopkins.
Come potete vedere dando un’occhiata al making of, il video è stato realizzato riprendendo con movimenti circolari dei modelli a cui sono stati applicati filtri e aggiunte animazioni per un risultato finale in cui i mondi si capovolgono, le prospettive sono distorte, le profondità rese quasi palpabili.