LE TRAVAILLEUR from Château-vacant on Vimeo.
Quant’è dura andare a lavorare. Ce lo racconta questo video dal titolo Le Travailleur, la storia di un uomo invisibile che la mattina si alza e raggiunge la catena di montaggio nell’azienda dove è impiegato.
L’animazione, realizzata in stop motion, è firmata Château-Vacant, trio creativo francese (Yannick Calvez, Lémuel Malicoutis, Baptiste Alchourroun) che per questo lavoro si è già aggiudicato il primo premio al festival di animazione di Strasurgo nel 2008 e una nomination al festival berlinese Illustrative nel 2009.
Quanto alla tecnica, tutti gli elementi animati, dalle persone (dei manichini in legno) agli oggetti, non sono stati realizzati in miniatura ma a grandezza naturale. Grande la resa compositiva e il senso ritmico del rapporto tra il protagonista e le cose che entrano a far parte, anche in senso letterale, del suo mondo.
Via | We find wildness
Fortunatamente ci sono le immagini. E i video. Perché altrimenti alcune delle cose che ci colpiscono e vogliamo segnalarvi, difficilmente riusciremmo a spiegarle solo scrivendone. Questa è una di quelle circostanze: “Euphorie” è un progetto che tende a far mancare le parole, piuttosto che ad aggiungerne.
Prodotte dallo studio 1024 Architecture di Parigi, insieme ad Arcadi, “Euphorie” sono una serie di installazioni che uniscono suono e luce ad opera di François Wunschel e Fernando Favier, musicisti e designers.
Fin qui tutto bene. Descrivere queste installazioni è un’impresa. Ci sono dei tubi attraversati da led che talvolta sottolineano lo spazio che li racchiude, altre invece vengono utilizzati per crearne di nuovi, all’interno del luogo dove avviene l’esposizione. Sempre più difficile.
Continua a leggere: I mondi di luce di François Wunschel e Fernando Favier per 1024 Architecture
Mancano ancora due anni perché Helsinki diventi la capitale del design, ma gli studenti della Aalto University hanno già iniziato a proporre progetti affinché la città possa accogliere al meglio visitatori e appassionati.
Uno di quelli che sono già stati presentati è questo “Urban Play”, ennesima variante sul tema delle pensiline ad opera di Anna Wallendahl, Anna Törrönen, Yung-Lung Chang, Barbara Franz e Mikko Juntunenche. ‘Stavolta si cerca di rendere l’attesa più divertente e piacevole ai più piccoli (con relativo sollievo dei genitori).
Se l’amministrazione approverà “Urban Play”, le fermate degli autobus e dei tram di Helsinki verranno attrezzate con dei giochi che permetteranno ai bambini di interagire con esse. Si va da una panca con la tastiera di un piano alle superfici su cui è possibile disegnare, fino a una mini parete per arrampicata, con appigli colorati ad altezza sicura (e pavimento imbottito). Molto bello anche il video promozionale che trovate a inizio post. Dopo il salto invece, alcune immagini del concept (via).
How to feed the world ? from Denis van Waerebeke on Vimeo.
I video che raccontano attraverso soluzioni di infografica realtà complesse e meccanismi sociali evoluti sono parte di una tendenza ormai ben radicata, che ha avuto il suo primo caso eccellente con The Crisis of credit visualized, un utilizzo intensivo durante la campagna presidenziale americana e vari esempi in bilico tra intrattenimento ed educazione.
Proprio a quest’ultimo ambito appartiene How To Feed The World, realizzato dal francese Denis van Waerbeke, per la mostra “Bon appétit” all’interno della Cité des sciences et de l’industrie di Parigi. Il video, brillante e inventivo nelle soluzioni visive utilizzate, sa raccontare anche ai più piccoli, con toni leggeri e una narrazione ritmata, i problemi relativi all’alimentazione (o alla mancanza di essa) nel mondo.
Via | Motionographer.com
Sbalorditivo lavoro di Patrick Jean in collaborazione con i francesi di One More Production che immagina un’invasione aliena a colpi di retrogaming.
Effetti visivi e un montaggio accuratissimo riescono a rendere il tutto talmente credibile da risultare quasi inquietante. New York assalita dai cattivi di Space Invaders, sbucati fuori da un vecchio televisore. Le stazioni della metropolitana inghiottite come pillole di Pac Man.
Palazzi che perdono piani ogni volta che i giganteschi blocchi di Tetris completano una linea, ma soprattutto l’effetto pixel -appunto- che accompagna ogni oggetto reale che viene distrutto. Divertitevi a scovare tutti i videogame citati. E non perdetevi assolutamente i titoli di coda.
Il prossimo 26 aprile inizia l’edizione 2010 di Icograda: una delle manifestazioni internazionali più importanti dedicate al design. Quest’anno la sede prescelta è Vancouver in Canada e, come sempre, la settimana di incontri, mostre, dibattiti e conferenze servirà a tentare di fare il punto sullo stato del Design e delle sue applicazioni.
Il titolo ’stavolta è “Design Currency”: la valuta del design. Quanto ‘vale’ il design, inteso come elemento di scambio culturale, economico, sociale? Come influenza i nostri valori, la nostra identità e la maniera di guardare al mondo?
Interpretando tutti questi interrogativi, la Rethink Communications, prestigiosa agenzia creativa di Toronto, ha realizzato un promo per la manifestazione. Un video molto semplice dal fortissimo impatto simbolico. Una macchina conta-soldi, fa scorrere una serie di fogli illustrati. La successione rapida costruisce l’animazione e ci ricorda che anche l’approccio al lato più economico può essere attuato in maniera trasversale.

Molte delle cose migliori nell’ambito del graphic design accadono quando diversi linguaggi riescono a trovare un mix azzardato ma suggestivo. Se poi la combinazione è tra medesimi linguaggi su piattaforme distanti nel tempo, lo straniamento produce -spesso- una variante decisamente accattivante.
E’ la chiave di successo della pixel art e, più nello specifico, di tutto il retrogaming: una combinazione micidiale di nostalgia, recente modernariato e nuovi utilizzi grazie alle innovazioni. Superbrothers, pixel artist di Toronto ha fatto centro proprio sfruttando queste intelligenti ’scorciatoie’.
Realizzando un gioco per iPhone/iPod Touch modellato sullo stile dei vecchi arcade a otto bit. Sword and Sworcery racchiude tutti gli stilemi di quegli anni, pieni di maghi e castelli (Dungeons & Dragons era ancora in voga) e sprite colorati. Atmosfera perfettamente ricreata grazie al lavoro con il musicista Jim Guthrie.
Continua a leggere: Dal retrogaming all'iPhone: “Sword and Sworcery”

“Forse non tutti sanno che…” la @ era già in uso presso i mercanti veneziani nel 1500: un segno grafico che rappresentava l’anfora, (allora unità di peso e capacità). Nata come unione stilizzata delle lettere “a” e “d” che andavano a formare la parola latina ad (cioè “verso”). Furono i popoli anglofoni a modificare poi il suo significato da ad a at, e quindi da ‘verso’ a ‘presso’.
Tutto più o meno immutato fino a quando, nel 1971, l’ingegnere informatico americano Ray Tomlinson elaborò un programma che permetteva alle università americane collegate tra loro tramite la rete Arpanet di potersi scambiare messaggi scritti. usando poi il simbolo @ come separazione tra il nome del destinatario e il server.
Un simbolo che dimostra come arte, architettura, tecnologia e design possono intraprendere percorsi non convenzionali e ritrovarsi riuniti in qualcosa che attraversa il tempo e i codici in una funzionalità unificante. Lo hanno capito e sintetizzato molto bene quelli del MoMa, il Museum of Modern Art, che hanno deciso di acquistare la @, introducendola nella loro collezione.

I più saranno grati a James Frost per il divertentissimo video di “This Too Shall Pass” degli Ok Go, realizzato in collaborazione con la band e quelli di Syyn Labs. Oppure per le recenti e stilosissime immagini che accompagnano “Lay There & Hate Me” di Ben Harper e i Relentless. Quando non si dedica alla musica, il regista sperimenta nuove forme legate all’animazione.
Ci aveva già sbalordito con “House of cards”: un lavoro ai confini con la computer grafica per i Radiohead, qui siamo invece davanti a un commercial per il gruppo IBM in cui tutto il suo talento visionario è al servizio della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione.
Frost, in forze alla californiana Zoofilm, sfodera 32 secondi di render che si compongono fluttuando nello spazio, incredibili giochi di luce e morphing continui. Una lezione di animazione e creatività. Dopo il salto, vi proponiamo lo spot e i video citati nel post.

I ‘cugini’ di Gamesblog, ovviamente, ne stanno già parlando da tempo. Eppure qualche parola sul nuovo controller di Sony previsto per la fine dell’anno, che andrà a fare concorrenza diretta al Nintendo WiiMote, vogliamo spenderla anche noi.
Innanzi tutto perché quello presentato alla Game Developers Conference di San Francisco è un oggetto dal design davvero valido. Altissima ergonomia, perfettamente integrata con le linee e i toni della console e l’ormai caratteristica ’sfera’ posizionata in cima che cambia colore a secondo dell’esperienza di gioco.
Ci incuriosiscono anche i possibili sviluppi nel campo dell’interaction design. Se finora il WiiMote non è stato sfruttato a sufficienza, diversamente potrebbe accadere per il PlayStation Move che include nella confezione anche una telecamera per catturare non solo i movimenti impressi con braccia e mani, ma anche quelli del busto. Dopo il salto, due puntate del video diario che racconta lo sviluppo del nuovo controller.