Prima di leggere guardate il video per intero. Davvero, non proseguite nella lettura se non volete rovinarvi due minuti di bellezza. Nella rete si può trovare lo stesso video con titoli che spoilerano contenuto e conclusione. Certo, i brividi non mancano anche a chi lo ha visto sapendone il fine, ma perché rischiare?
Lo spot è stato realizzato e supportato da GetUp! per la campagna a favore dei matrimoni gay in Australia, ma è chiaro che vista la viralità e il tema farà molta strada, tanto più che non ci sono testi, ma solo musica e immagini.
Il tema trattato non è affatto semplice, tanto più se si pensa di dover sensibilizzare le persone su qualcosa così permeato dai pregiudizi. L’idea è quella di far emozionare chiunque, a prescindere da come la pensi, e solo alla fine di sorprendere.
Continua a leggere: Dall'Australia GetUp! realizza il video per sposare le differenze
EAT from Rick Mereki on Vimeo.
Rick Mereki, filmaker, fotografo e illustratore, ha diretto tre cortometraggi: Move, Learn e Eat. Assieme a lui Tim White e Andrew Lees, nei ruoli rispettivamente di produttore e attore, più altri ancora.
Hanno percorso più di 38.000 miglia in giro per il mondo, attraversato 11 paesi in 44 giorni, preso 18 aerei, affrontato un vulcano in eruzione, utilizzato 2 fotocamere e un terabyte di filmati. Tutto ciò ha dato vita a questa triplice raccolta filmografica che riassume i concetti principali che i tre hanno del viaggio: muoversi, imparare e mangiare.
Sembrerebbe riduttivo vedere un viaggio solo attraverso questi tre aspetti, tuttavia se ben ci si pensa tutto può essere ricondotto a queste tre categorie. Ogni dubbio ce lo tolgono i video stessi, che ci confermano tutta l’essenza del migrare per vacanza o per lavoro.
Interessante come lo stile di tutti i corti sia coerente, ma differente a seconda dell’oggetto da presentare. Move, più frenetico, quasi in stop motion; Learn, più lento e divulgativo delle molteplici attività; Eat, una via di mezzo tra i primi due: carrellate (in senso cinematografico e quantitativo) di piatti, e pezzi leggermente più lunghi di gustose abbuffate.
Generation4Truth è il sito di una comunità religiosa di giovani che fa capo alla Chiesa della Verità (Truth) a Vancouver (USA). Il team che ha lavorato al suo design ha voluto rilasciare un video in cui vengono illustrate le varie sezioni con animazioni ben dosate senza scadere nel pacchiano.
Gli esperimenti di questo tipo non mancano affatto, sembra strano voler parlare di web design utilizzando motion graphics e la terza dimensione dato che il browser è sempre stato uno strumento decisamente bidimensionale… esperimenti Flash a parte. Sembra quasi di assistere alla presentazione del sito web di un evento musicale, di qualche festival che richiama centinaia di migliaia di giovani. Dopotutto siamo nel 2010.
Adidas, con la mano dello studio Sid Lee, ha creato il microsito dedicato al catalogo femminile dei prodotti Adidas Originals. Interamente realizzato in Flash, è costituito da una serie di brevi video che introducono ai prodotti e che hanno come protagoniste dieci bellissime testimonial “rubate” dal mondo dello sport, della televisione, della moda, del cinema, della musica.
L’interfaccia non è chiarissima anche se molto semplice, ma in fondo si tratta di un reel quindi è consigliabile gustarlo nella sua sequenza “naturale”. Ad ogni sequenza video è associato uno o più prodotti Adidas che vengono evidenziati in basso a destra. Cliccandoci su è possibile accedere a una scheda dettagliata.
Adidas presenta un microsito in Flash per la collezione femminile Originals




Continua a leggere: Adidas Originals - Women's Look Book microsite
Presentata all’ICFF (International Contemporary Furniture Fair, NY) la scorsa settimana, questa “Koo” di Lunar è uno di quegli oggetti che ‘brillano’ per semplicità, eleganza, qualità del design e funzionalità.
Con un unico gesto infatti, è possibile trasformare una culla in una sedia a dondolo che permette quindi di prendersi cura di momenti diversi (il riposo del piccolo e il successivo allattamento) senza spostarsi da un punto all’altro della casa.
Lunar ha in programma altri prodotti sempre legati al mondo dell’infanzia per facilitare i neo-genitori: tra questi uno stand per il monitoraggio del bambino che, in caso di pianto, attiva un contenitore che riscalda il biberon alla giusta temperatura. Dopo il salto, una gallery con le immagini della “Koo”.
Continua a leggere: "The Koo": da culla a sedia in un solo gesto (e viceversa)

Fondata nel 2000 da Steve Spett e Ron Barth, Resource Furniture è una quotatissima azienda che fornisce mobili europei a interior designer e architetti. Il loro impegno è quello a cui aspirano tante altre realtà: prezzi contenuti, consegne veloci e un customer care efficiente.
Una delle ‘marce in più’ di questi due arredatori e distributori è la loro fissazione per tutto ciò che consente di risparmiare spazio all’interno degli ambienti. Per questo si sono affidati ai prodotti di un talento come Giulio Manzoni per suggerire ai clienti l’utilizzo di una serie di elementi di arredo che contengono all’interno più soluzioni. Il video che vi proponiamo dopo il salto, spiega molto bene la ‘filosofia’ della loro linea “Space Savers”.
Continua a leggere: Resource Furniture e lo spazio guadagnato

Facile da assemblare. Facile da trasportare. Nessun attrezzo necessario. Niente chiodi o colla. Si chiama “Timber”, è un tavolo e lo ha ideato il designer Julian Kyhl (che, tra l’altro, si è costruito il prototipo da sé).
Semplice e intelligente, costituito da dieci pezzi di legno, contenuti in un unica scatola dall’ingombro ridotto al minimo. Quattro gambe identiche di colore più scuro. Due tavole incrociate, due assi centrali e altre due più esterne. Unico materiale: il legno.
Sembra un piccolo miracolo che sfida l’equilibrio, invece funziona ed ha un aspetto anche piuttosto solido. Non ci credete? Guardate il video che illustra come montarlo, dopo il salto (via ).
Continua a leggere: "Timber": il tavolo di Julian Kyhl che si assembla senza attrezzi
Della gara indetta dalla città di Londra per ripensare il “Double-decker bus” vi avevamo parlato a gennaio. Il governo del Regno Unito aveva indetto un concorso per il restyling del mezzo di trasporto più caro agli inglesi nonché una delle icone più note di tutti i tempi.
Finalmente è stato svelato il design vincente. Linee morbide con ampio uso del vetro per un abitacolo più ampio e arioso, due scale e pedane per l’accesso posteriori: il nuovo bus a due piani ideato da Thomas Heatherwick, entrerà in servizio nel 2012 in occasione delle Olimpiadi e il motore verrà costruito secondo le migliori tecnologie per ridurre l’emissione dei gas di scarico.
Il prodotto finale è frutto di una join-venture tra Foster And Partners, Aston Martin e la Capoco Design Ltd., mentre la realizzazione sarà opera della Wrightbus, una ditta dell’Irlanda del Nord. Dopo il salto, un video più lungo che ci mostra il nuovo double-decker nel dettaglio.
Continua a leggere: I nuovi autobus di Londra: ecco il vincitore
Le gare di Soapbox Car negli Stati Uniti sono praticamente un’istituzione fin dagli anni ‘30. Auto senza motore, la cui velocità è legata esclusivamente all’aerodinamica e alla forza di gravità. Auto che molto spesso, scatenano non solo lo studio dei materiali e delle tecniche di costruzione, ma anche della creatività dei partecipanti.
Non stupisce troppo quindi imbattersi anche in un designer considerato un guru come Philippe Starck che, tra le decine di progetti, ha trovato il tempo di collaborare con Intersection Magazine per realizzare la sua versione di una Soapbox Car.
L’aspetto si discosta molto dai lavori di Starck, eppure proprio quest’aria spartana, essenziale, più simile al risultato costruito la domenica in un garage che a un prodotto di design, risiede il fascino e il divertimento nell’aver accettato una collaborazione simile. Se vi state chiedendo qual è la resa, date un’occhiata al video.
Spettacolare video che unisce architettura e stop-motion ad opera di Rob Carter. Abile a distorcere la realtà con manipolazioni che mettono in contrasto e contraddizione modelli apparentemente distanti, Carter si è concentrato ’stavolta su gli elementi del Gotico e del Modernismo.
Il risultato è un video di oltre sette minuti in cui, montando in successione una serie di foto e interagendo con più dettagli di immagini diverse, forza le due fogge architettoniche a convivere e suggerire possibili (anche se talvolta azzardati) punti di contatto.
E’ così che la Cathedral Church of Saint John the Divine di New York, già famosa per essere stata più volte sottoposta a numerosi cambi di stile (dal Bizantino-Romanico al Gotico, appunto), viene integrata con il monastero “La Tourette” ideato da Le Corbusier e terminato nel 1960. Il risultato è una cattedrale immaginaria che, nelle intenzioni di Carter, propone anche una nuova forma di religiosità.