
I concetti di “ecologico” e “sostenibilità” sono spesso associati all’idea di prodotti poveri e brutti. Al contrario la sostenibilità deve (ri)diventare un elemento da considerare in fase di progettazione, sia in termini di economia (riduzione dei costi e quindi profittabilità), sia in termini creativi (utilizzo di nuove tecnologie e nuovi materiali), senza tralasciare e anzi contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo della qualità totale.
Nella conferenza sono stati illustrati alcune approcci che i designer “nel loro piccolo” possono tenere in considerazione quando progettano, permettono un approccio più sostenibile dei prodotti.
Nello specifico si è identificato questo approccio nella definizione dei seguenti termini:
Reduce
Riduzione dell’uso di materie prime
Riduzione del consumo di energia
Riduzione delle emissioni inquinanti
Recycle
Riciclo di materiali puri per preservarne la qualità – up cycle
Riciclo di materiali misti in cicli limitati – down cycle
Reuse
Riutilizzo oggetti esistenti
Riutilizzo delle energie naturali fornite dalle risorse
Riutilizzo dei materiali di un oggetto per trasformarne la funzione
Regulate
Regolamenti dal governo
Regolamenti delle industrie
Auto-regolamento
Treviso, 3 dicembre ore 15.00/18.00, interventi di:
Marco Zito, designer e docente Università Iuav di Venezia (moderatore)
Bruce Fifield, Studio FiField
Salvatore Indriolo, designer
Giuseppe Avesani, elogico.net
Matteo Zamboni, Sustainable Design Week
Lucio Stramare, Stile Italiano – Punti di Vista
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La conferenza è stata introdotta illustrando diversi tipi di risparmio energietico legato alla progettazione, riprendendo il conceto del ciclo di vita del prodotto, ma anche presentando alcuni progetti di mobilità in cui l’energia viene rivista nelle sue modalità di impiego.
Successivamente sono stati presentati alcuni esempi in cui le nanotecnologie si legano ad aspetti sostenibili, ma anche di risparmio energietico. Nello spacifico si è parlato di piccoli interventi ottenuti con trattamenti superficiali e massivi che, rapportati in ampia scala, permettono notevoli risparmi di risorse ed energia elettrica.
Ad esempio avere vetri che rimangono più puliti permette un risparmio sia in termini di utilizzo di acqua e solventi, ma anche in termini di utilizzo di fonti luminose artificiali dato che una finestra pulita permette di avere un maggiore passaggio della luce in un ambienteiaro.
Allo stesso modo, trattamenti superficiali di questo dipo permettono di ottenere pannelli fotovoltaici che non si sporcano, riuscendo a mantenere per molto tempo la massima efficienza dal pannello.
Infine sono stati presentati alcuni nuovi modelli di LED Osram che permettono di avere intensità luminose pari a quelle delle attuali fonti di illuminazione “attuali”. Considerando che le fonti luminose incidono per il 15% del consumo mondiale energietico, l’utilizzo dei LED permette un risparmio di circa il 30% di queto valore.
A conti fatti se si sostituissero tutte le attuali lampadine con quelle a led si avrebbe un risparmio di circa il 5% del consumo energietico mondiale.
Treviso, 3 dicembre ore 11.00/13.00, interventi di:
Carlo Gaino, designer e docente Università Iuav di Venezia (moderatore)
Diego Basset, Civen
Medardo Chiapponi, coautore di “Energia e Design”
Arturo Vittori, Architecture and Vision
Ivo Folle, OSRAM
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Playing the Sustainability è la collezione di accessori trasformabili realizzata da di Irene Capra (studentessa del claTEM - IUAV). In natura, i rifiuti derivanti da sistemi biologici diventano utili per la crescita di altri sistemi biologici; in Playing the Sustainability il design e le proprietà specifiche dei quattro accessori di partenza forniscono gli elementi necessari per generare ulteriori accessori.
La borsa in mostra si trasforma in scarpa. Le altre due borse della collezione diventano rispettivamente abito, pochette e scarpa oppure cappello con frontino, cappello a zuccotto e cintura, mentre la cintura diventa sandalo.
Borsa/scarpe: seguendo le istruzioni dalla borsa si ottiene un paio di scarpe. Il passaggio al secondo accessorio è irreversibile: la morte del primo oggetto consente la vita di un nuovo e diverso oggetto.
1_ Trattare i due pezzi separatamente per creare un paio di scarpe. La parte più chiara è quella a contatto con il piede, che verrà infilato nella fessura che è il manico della borsa.
2_ Sfilare il laccio nero dalla forma rettangolare, avendo cura di non tagliare il filo, che servirà per realizzare le scarpe.
3_ Unire le estremità della parte con i fori in linea retta.
4_ Cucire le due parti assieme inserendo i fili negli appositi fori.
5_ Infilare il laccio nei buchi e arricciare dove necessario.
6_ Ripetere le operazioni da 2 a 5 per la seconda scarpa.
Upptagen Vinter è la collezione di accessori in pelle e fili colorati progettata da Denise Petenò (studente del claTEM - IUAV). Le borse, le cinture, e i cappelli di questa liena sono caratterizzati dai fili che alludono al tema del recupero di materiali elettronici, estremamente difficili da smaltire.
Upptagen Vinter si promone di sensibilizzare gli utenti sul tema del e-waste che è oggi al centro dell’interesse di aziende e ricercatori. Lavorando sull’idea di riciclo, il materiale di scarto diventa in questi prodotti elemento decorativo e strutturale di questi accessori.

Reverse è un veicolo anfibio a propulsione ibrida (oleodinamica a “step”), in grado di muoversi agilmente sia sul terreno che in acqua. Un mezzo biposto non inquinante, semplice ed essenziale, caratterizzato da un telaio simmetrico che ne permette la bidirezionalità e un’ottimale distribuzione delle masse.
La superficie trasparente ruotabile sul telaio può assumere due posizioni: quella superiore ha funzione di cupolino, utile nell’uso terrestre per ripararsi dagli agenti atmosferici, mentre quella inferiore permette la galleggiabilità e la navigazione acquatica, garantita dallo sterzo anteriore con funzione di timone e dalle ruote motrici equipaggiate da cerchioni “palettati”.
Il progetto è stato ideato da Manuel Mingardo, studente del clasDIP.

Arianna coniuga innovazione ed originalità per creare oggetti d’arredo economici ed eco-compatibili, attraverso la valorizzazione di un materiale nobile e naturale come la carta.
Progettati da Francesca Busato, Gilberto Carnielli e Federica Menani (studenti clasDIP - IUAV) le lampade, le sedute e i complementi sono tutti lavorati artigianalmente utilizzando un filato di carta: oltre a salvaguardare l’ambiente, perché riclati e riciclabili.
Winding Volutes è la collezione di accessori ispirata alle forme organiche di un’idea stilizzata di natura, intesa come codice visivo e costruttivo per progettare forme belle e funzionali.
L’intera collezione, progettata da Susanna Battistutto (studentessa del claTEM - IUAV), si basa sull’utilizzo di materiali come la pelle naturale, caratterizzate da un trattamento chimico estremamente ridotto e dall’utilizzo di un metodo di tintura manuale basato su colori ad acqua rendono minimo l’impatto ambientale e permettono il totale riciclo dei materiali componenti.

Progettati da Cristian Tittoto (studente del clasDIP - IUAV), Pallet sono tre complementi di arredo modulari realizzati con il legno dei bancali.
Appendiabiti, libreria e sgabello sono caratterizzati da un semplice sistema di giunti mobili che facilitano le operazioni di montaggio e smontaggio senza la necessità di dover utilizzare alcun utensile.

Jugglin è la sedia home/office che pernette di mantienere dinamica la posizione della seduta durante le ore di lavoro, trasformando la tensione normalmente accumulata in un possibile movimento di sfogo circoscritto nello spazio.
Jugglin è costituita da una nuova tipologia di multistrato che alterna ai comuni fogli di legno, impiegati nella normale produzione dei compensati, strati o pannelli derivati dalla lavorazione di polpa di carta e legno di secondo uso. I fogli, incollati con una resina di origine naturale, possono essere lavorati come un normale multistrato conservando le medesime proprietà del legno.
Jugglin è stato progettato da Eleonora Castellarin studentessa del clasDIP - IUAV.

Nella conferenza Life-cycle Design si sono trattati i temi della progettazione intesa come lo studio dell’intero ciclo di vita dei prodotti. In tal senso è necesario considerare un prodotto come un artefatto che deve essere progettato prevedendo tutte le fasi della produzione, e tutti gli attori coinvolti: dalla manutenzione allo smaltimento.
Si sono quindi definiti i principali termini che vengono utilizzati quando si parla di Design sostenibile, intendendo come:
Sostenibile - un processo, un prodotto, un servizio che minimizza i propri impatti sull’ambiente e crea benefici economici, quindi ambientalmente ed economicamente accettabile. Essere sostenibile significa anche durare nel tempo, «essere nel futuro» (durable).
Eco-innovazione - core eco-industry include settori in cui l’attività principale – o una sua parte preponderante – è finalizzata a produrre beni o servizi per misurare, prevenire, limitare, minimizzare o correggere il danno ambientale all’acqua, all’aria e al suolo, o criticità connesse ai rifiuti, al rumore e agli eco-sistemi. Distinta da connected eco-industries (DG Imprese UE, Study on Competitiveness of the EU Eco-industry 2009).
Sistema eco-positivo - sistema generatore di energia e di risorse naturali con effetti positivi misurabili in base a parametri diponibili e condivisi (ad esempio aumento della biodiversità).
Sono poi stati illustrati alcune analisi che evidenziano come negli ultini anni l’attenzione nella progettazione dei prodotti (e in particolare del packaging) hanno diminuito notevolmente il consumo dei materiali utilizzati e, allo stesso tempo, siano aumentate le componenti reciclanili in prodotti di uguale uso e funzione.
Infine è stato presentato il caso della P-One, un’azienda leader nella produzione di pannelli alveolari in carta che è riuscita ad ottenere pannelli in grado di fare concorrenza ai pannelli e ai prodotti in compensato, sia dal punto di vista delle prestazioni tecniche che di usabilità.
La legerezza del pannello alveolare e la facilità nello smaltimento della carta hanno permesso ai prodotti della P-One di diventare delle valide alternative dei prodotti in legno, in particolare in settori come quello degli allestimenti in cui la facilità di trasporto, montaggio, smaltibimento dell’allestimento sono tre caratteristiche fondamentali di questo genere di prodotti.
Treviso, 2 dicembre ore 15.00/18.00, interventi di:
Medardo Chiapponi, Università Iuav di Venezia (moderatore)
Cristina Rapisarda Sassoon, Global Trends
Eliana Farotto, COMIECO
Roberto Santolamazza, Treviso Tecnologia
Tiziano Remor, P-One
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Foto | Silvia Boschiero