
Certo sarà difficile garantire che non ci saranno più bambini frignanti davanti all’ennesimo piatto di verdura, però l’idea è notevole e i risvolti inaspettati. Magari, durante un pranzo, il vostro (o altrui) pargolo potrebbe rivelarsi un futuro Picasso.
Foodle è un prodotto per i più piccoli creato dal designer Peter Dalton. Un set di posate e di tovaglietta-sottopiatto per scatenare la creatività dei bambini anche a tavola. Forchetta, coltello e cucchiaio hanno solo la parte superiore e possono essere inseriti su pastelli, penne e pennarelli che diventano così il manico e il modo per disegnare in libertà durante il pasto.
Una superficie dove poggiare il piatto fa da blocco, con tre fori in cui inserire le posate. I fogli vengono tirati via quando si riempiono e conservati per non perdere le varie fasi della creatività del bambino. Nella confezione c’è anche una scatola di colori per iniziare a utilizzare Foodle immediatamente.
Foto | via

I bambini, è noto, sono creature strane. Col tempo diventano adulti e comprensibili, ma -fortunatamente- per qualche anno rimangono capaci di gesti creativi più o meno consapevoli, decisamente fuori dal comune.
Quelli della Kinetic Design and Advertising, devono aver riflettuto a lungo sull’argomento quando sono stati chiamati a realizzare i nuovi poster per il Play-Doh, la arcinota plastilina della Hasbro. La conclusione a cui sono arrivati (non sono i primi, certo) è che giocando con prodotti che stimolano l’immaginazione e l’apprendimento, ai bambini si apre la mente. In senso letterale.
Le foto sono opera di Jeremy Wong della Nemesis Pictures, lievemente inquietanti e perfette per esaltare l’effetto vagamente splatter della campagna. I più piccoli gradiranno sicuramente. Gli adulti staranno ancora lì a chiedersi se davvero i bambini sognano idee di plastilina.

Michael Johansson è nato nel 1975 a Trollhättan in Svezia. E’ uno scultore nelle cui opere trovano spazio moltissimi riferimenti al mondo del design. A partire dagli splendidi lavori come “Engine Bought Separately” e “Some Assembly Required” che prendono spunto dalle scatole dei modellini per isolare gli oggetti di uso comune e “mostrarne la funzione privandoli della funzionalità”, come lui stesso spiega.
Discorso spinto all’estremo in “TOYS’R'US” (nella foto prima del post): sorta di scultura-installazione in cui una barca, sempre inserita in un kit di assemblaggio, viene lasciata alla deriva nelle acque di un lago, con i remi e il motore ancora da rimuovere per essere utilizzati.
Le opere che forse più catturano l’attenzione, però, sono quelle in cui Johansson costruisce una serie di blocchi, unendo molti oggetti diversi, accatastati tra loro con ordine e gusto per il colore, forzandoli a una convivenza quasi geometrica. Un ‘Tetris’ che mostra l’anonimato dei beni di consumo, combatte contro lo spazio e l’ingombro dell’abbandono, toglie ogni velleità di buon design o funzionalità a tutto. Di seguito, ne potete ammirare alcuni in una gallery.

Nati dalla collaborazione tra il MoMA di New York ed il designer Goran Lelas, gli animaletti di Somewhere City sono una piacevole e intelligente idea da regalare per natale ai più piccoli -e non solo.
Lelas è praticamente un mito vivente dell’industrial design e delle arti visive in genere. Dopo aver lavorato per molte case di moda e aver collaborato con le riviste più prestigiose (Vogue, Glamour) ha iniziato a interessarsi all’illustrazione per bambini ed è stato art director per numerose agenzie anche qui in Italia.
I toys di Somewhere City sono dei buffi ibridi con elementi presi in prestito da vari animali. E’ possibile mescolare sia i pezzi dello stesso personaggio che scambiarli tra di loro. Sono consigliati per i piccoli dai tre anni in su, ma sono disponibili anche le versioni in pelouche per i piccolissimi di due diverse dimensioni. Prezzi sullo shop dai 9 euro e 90 ai 19 euro e 90.

Geniale e eccessivo fashion designer, Jean Charles de Castelbajac non smette di unire alla moda il suo amore per il mondo delle icone popular. JC/DC (così firma i suoi lavori) ha deciso di rendere omaggio a uno dei suoi oggetti ‘feticcio’: i mattoncini più famosi del mondo.
Ispirandosi alla sua passione per i Lego, ha realizzato una serie di abiti e accessori anni ‘80, fino ad avviare la produzione di questo modello di orologio che sembra uscito direttamente da una scatola di costruzioni della nota ditta di origini danesi.
Ancora non si conosce né il prezzo né quando verranno messi ufficialmente in vendita, ma sono state annunciate sei colorazioni diverse ognuna delle quali sarà contenuta in una confezione ‘modellata’ sul cubo di Rubik. Più ’80s di così… Dopo il salto, il folle video dell’immaginaria sfilata per la collezione Lego primavera/estate 3001.
Prima o poi doveva succedere. Certo è molto più comprensibile che accada per i vinili. Ma la nostalgia non è un sentimento razionale e può succedere che ci faccia rimpiangere o desiderare oggetti di cui un tempo non abbiamo esitato a liberarci, come per esempio le musicassette, una vera icona degli anni ottanta.
A celebrarle ci pensa ora Superdeux che disegna in esclusiva per Artoyz Originals una coppia di toys da collezione: Auto, un personaggio dall’enorme testa a forma di cassetta e il suo fedele amico, lo stereo USBoombox, una chiavetta USB da 1 Giga che porta in sé un regalo, una compilation che qui può essere ascoltata in streaming.
Auto e USBoombox, art toys per nostalgici degli anni ottanta

Sì, è vero di toys da collezione ormai è pieno il mondo. Anzi c’è stato un momento in cui ogni illustratore sembrava sentirsi in dovere di consegnarci la sua peculiare versione di “amico immaginario”, di vinile, di carta, di metallo, di plastilina, di stoffa.
Vi segnalo qui però Les Monstris dell’illustratrice italiana di stanza a Berlino, Ninon perché hanno il fascino tutto particolare delle cose fatte a mano. Non esistono due monstris uguali, non si parla di serie limitata, ma di esemplari veramente unici.
Che abbiano il volto disegnato sulla tela o occhi cuciti sul muso, questi strani personaggi sembrano avere una personalità spiccata, ognuno nei suoi colori, ognuno caratterizzato da fantasie e dettagli che ne esprimono il carattere. Sia che in questa foto di gruppo abbiate riconosciuto il vostro nuovo amico del cuore, sia che siate ancora alla ricerca, provate a cercarlo su Etsy. Buona fortuna!
Via | Frizzifrizzi.it
Si è chiuso a Berlino Pictopia, il festival organizzato da Pictoplasma, interamente dedicato al character design, di cui designerblog vi aveva già parlato nei mesi scorsi. Le strade, le gallerie, gli store di Berlino per l’occasione hanno ospitato una vera e propria Character Walk, esposizioni, mostre temporanee, installazioni colorate di mostri, giocattoli e art toys.
Borris Hoppek, Doudouboy, Friends With You, Gary Baseman, Ian Stevenson, Jeremy Dower, Mark Ryden, Motomichi Nakamura, Nagi Noda, Tim Biskup sono solo alcuni dei nomi delle star del mondo dell’illustrazione e dei toys d’arte che hanno partecipato.
Se non siete stati tra i fortunati esploratori delle vie berlinesi, Core77 offre ora l’opportunità di ripercorrere l’intera manifestazione grazie a una gallery che raccoglie più di 100 foto a testimonianza dell’universo di creature immaginifiche che hanno animato l’evento.
Mentre Milano gode della sua Settimana del Mobile, un altro grande evento di respiro internazionale si apre un po’ più a sud. E non è Roma questa volta protagonista, ma Napoli. Questa sera infatti si inaugura al MADRE, Museo D‘Arte Contemporanea Donna Regina, URBAN SUPERSTAR Show, la più esauriente mostra di Urban Art mai realizzata in Italia.
Organizzata da Comicon, in concomitanza con l’undicesima edizione del Salone Internazionale del Fumetto di Napoli, e dalla galleria romana MondoPop, Urban Superstar è una grande vittoria per chi, come il curatore David Vecchiato, ha lottato perché anche in Italia venisse riconosciuta dignità a forme espressive come street art, skate art, pop surrealism, lowbrow e poster art, art-toys.
Perché si legittimassero tutte quelle correnti che si muovono in bilico su un crinale tra illustrazione e arte, graffiti, cartoon e fumetto, che mai prima d’ora erano state accettate in un museo del nostro paese, sempre guardate con sospetto da quella parte della critica che legge la parola contaminazione sempre come sinonimo di corruzione e banalizzazione.

Pure è un art toy made in Italy progettato da LAB 81, trasformato oggi da Slide in una lampada in linea con i principi del design toy movement.
Realizzato in polietilene e lavorato con la tecnica dello stampaggio rotazionale, Pure è disponibile oltre che alla consueta tinta del bianco anche nelle nuove varianti del giallo, azzurro e rosa.
Pure, che si rifà nelle sue linee ai personaggi del mondo virtuale, è l’accessorio ideale per gli appassionati di cartoon e videogames: una frizzante alternativa per illuminare gli spazi e arricchire di brio gli ambienti domestici.