Un nuovo progetto di Isolation Unit per un hair salon della catena LIM Code a Tokyo. Stesso concet di quello già inaugurato ad Osaka: tutti i parrucchieri, in una vera e propria logica di community, gestiscono in piena autonomia una postazione di taglio e piega. L’obiettivo della catena: favorire la personalizzazione dell’offerta, a pieno vantaggio di una consequente fidelizzazione del rapporto col cliente.
Per questo salone di Tokyo, specializzato su un target di giovani ventenni, è stata mantenuta la stessa continuità con un’estetica del non finito. Sono le superfici, in particolare, ad essere state lasciate spoglie e senza rivestimento, prediligendo una copertura molto ruvida in cemento a vista. A questo effetto da cantiere work in progress si sposano scelte rigorose per l’arredamento: sedie in legno naturale per le postazioni dei tagli organizzate intorno a specchi sospesi anche nel mezzo della stanza. Gli uffici e la reception, invece, sono allestiti in un container blu elettrico, che funge anche da separé con il salon vero e proprio. L’effetto finale? Interiors bare look ad un budget decisamente low cost.
Via | Dezeen
Foto | Takumi Ota
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Hayon è sempre Hayon: se, da una parte, i suoi progetti si riconoscono sempre per alcune cifre stilistiche costanti, dall’altra il loro valore assoluto fa sì che sia sempre opportuno dargli un po’ di spazio.
E’ il caso di questo nuovo showroom di Camper recentemente inaugurato a Tokyo a Omotesando Dori. Su uno spazio a forte prevalenza del bianco (ancora una volta) spiccano infatti alcuni dettagli particolarmente riusciti, come il tavolo-espositore in marmo all’entrata, caratterizzato da un buco ellittico centrale, su cui troneggiano le lampade cromate a forma di campana (altro pallino del designer). Ancora, convince il moltiplicarsi dei punti di vista dovuti alla presenza di numerosi specchi, i quali danno maggiore risalto anche ad alcuni dettagli, ad esempio l’arancio del divano capitonné.
Hayon aveva firmato anche alcuni tra gli ultimi flagship store del grande gruppo spagnolo di footware, in particolare quello di Milano e Barcellona.
Via | Dezeen
Due nomi una garanzia, quelli di Tadao Ando e di Olafur Eliasson, ma anche due percorsi di ricerca che incarnano tradizioni e sensibilità contrastanti. Sembra che il loro incontro professionale per questa Tokyo House, abitazione privata di un collezionista giapponese, sia andato così: il committente incarica Tadao Ando, suo amico personale, della progettazione dell’abitazione, ma gli impone un intervento del celebre artista danese. Ando, scettico, accetta, per poi ricredersi ovviamente a lavoro finito.
Come dargli torto? La lucentezza del wallcovering custom made - sarebbe meglio chiamarlo opera d’arte in situ?-, realizzato con tessere rivestite in platino, ricorda una pelle di serpente metallica, capace di interagire con i cambiamenti naturali ed artificiali della luce nello spazio domestico. Tra gli ambienti, anche una stanza per la cerimonia del thé creata da Ko Uehara sulla falsa riga del Konnichian, storica casa del tè a Kyoto.
Via | Designcrave
Bisazza, un garanzia di lusso e raffinatezza in fatto di mosaici, ha recentemente aperto a Tokyo il suo primo flagship store in Asia. Lo spazio, progettato da Carlo dal Bianco, direttore del Bisazza Design Studio, è caratterizzato da una successione di ambienti che mettono in risalto le potenzialità espressive del mosaico in qualsiasi stanza della casa, ben oltre i confini oramai superati del bagno e della cucina. Apprezzabile il ricorso a toni delicati, che escludono una vistosità eccessiva, per altro fuori luogo in Giappone, per privilegiare invece le scelte tono su tono che giocano con il grigio, l’oro e il panna.
Via | Hg
Non finiremo mai di stupirci per il numero di nuovi epiteti con cui si fanno chiamare i negozi di tendenza. “Destination store”, infatti, suona assolutamente nuovo, ma ciò non toglie che per il 290 square meters di Amsterdam la definizione possa rivelarsi azzeccata.
Questo concept store, passato agli annali per aver offerto in anteprima un servizio di personalizzazione degli sneakers Nike, deve la sua autorevolezza ad una miscela di proposte che spaziano da brand autorevoli a piccoli marchi di nicchia. Destinatari: palati esigenti che non sanno rinunciare ad un’iniezione di “Cool Factor” versione street style, visto che al negozio è annesso uno spazio espositivo che ha lanciato a più riprese artisti quali The London Police, Miss Van, Kami & Sasu.
Gli interni, del resto, rispecchiano le aspettative. E’ forte, infatti, la differenziazione tra i diversi spazi, che privilegia l’impatto di ogni singolo corner all’uniformità dell’immagine coordinata. Assecondando un’idea di comunicazione dello spazio retail che crede nella brand story più che della brand image. La novità è che Ido, storico fondatore dello store, ha in cantiere per il 2009 un’apertura a Tokyo. A presto nuove commistioni col Giappone?
Via | Formatmag
Sembra di stare in Scandinavia, anche se siamo sul monte Fuji. Questo l’effetto destabilizzante dell’arredamento di stampo modernista con cui ha recentemente aperto i battenti il Trif, resort specializzato in trattamenti termali e cure naturali a 100 km da Tokyo.
Il progetto è firmato dall’architetto Shigeru Kubota, a cui dobbiamo evidentemente la predilezione per la pietra naturale, il legno, l’arredo vintage e i lampadari di Poulsen che troneggiano senza esclusione in ogni stanza. Nessun dubbio, invece, sull’identità degli orientamenti in cucina, a giudicare dal brodo di sassi servito al ristorante.
L’albergo ha ricevuto la segnalazione “Best Newcomer” nella Travel Top 50 edizione 2008/2009 della rivista Monocle.
via | Monocle
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Un sogno di casa, che sembra una serra ma con la serra non ha niente a che vedere. L’ha progettata il giapponese Yukihide Mizuno, ossessionato a quanto pare da qualsiasi struttura che abbia forma piramidale. In questo caso, la piramide è stata rivestita interamente di vetro, facendo di questa abitazione una scatola luminosa che si apre alla vista altrui e che, dall’interno, gioca a 360° con l’ambiente esterno.
La divisione interna dello spazio, di conseguenza, gioca per sottrazione e predilige spazi comunicanti che ricordano il presupposto del loft, sebbene più labirintico. Ripidissime le scale per comunicare tra un piano e l’altro, dove si affacciano balconi interni rivestiti in legno e decorati con ceramiche giapponesi. E per rifugiarsi dalla luce, pareti scorrevoli in legno per le camere da letto.
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Incerto il futuro della avvenieristica Nakagin Capsul Tower di Tokyo. Questa struttura fantascientifica, costruita nel 1972 nel distretto commerciale di Shimbashi, è composta da 140 piccolissimi monolocali, o capsule per l’appunto, distribuiti su 11 piani ed adibiti ad abitazione o ad ufficio.
Bizzarro il presupposto progettuale dell’architetto, Kurokawa Kisho: ogni capsula può essere staccata dalla struttura portante della torre ed essere sostituita con una capsula nuova. Come in un antesignano cubo di Rubik in versione macro.
Peccato però che la municipalità non mostri interesse per il recupero della struttura, che rischia di essere demolita nel 2009. A dispetto del fatto che si tratti di uno degli ultimi esemplari dell’architettura metabolica giapponese, e che l’edificio appaia segnato in maniera inconfondibile dal mito della space age. Come non pensare, osservando gli interni, a delle piccole navicelle spaziali?
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Cibone, il negozio di Tokyo che promuove e vende design sensibile ad uno stile contemporaneo, come la linea Wasara o l’anticonvenzionale arredamento progettato da Maarten Baas, annovera nella sua collezione i calendari della giapponese Good Morning Inc.
Proposte divertenti e creative come il nuovo Chair, il calendario da tavolo 70×118×122 con le sembianze di una sedia a dondolo in miniatura o Zoo 97×210×2, il piccolo zoo di carta da assemblare, grazie al quale ogni mese il calendario pascola sul vostro tavolo sul dorso di un animale diverso.

Presentato al Salone del Mobile 2008, Angolo è una serie di contenitori a modulo di dimensioni differenti, sovrapponibili e accostabili per realizzare composizioni scultoree e suggestive.
Ispirato da atmosfere distensive e coinvolgenti come la cerimonia del tè, il designer di Tokyo Kazuhiro Yamanaka ha progettato per Pallucco una nuova serie di elementi in grado di adattarsi ad ogni spazio, superficie o angolo.
Realizzati in MDF a lavorazione 45° hanno apertura push di ante a ribalta o a cassettone. Le finiture esterne sono disponibili in laccato lucido o opaco, nelle versioni bianco (Ral 9010), nero, alluminio e rosso (Ral 3020), mentre la finitura interna è sempre bianco opaco.