
Sono state presentate all’ultima Tokyo Design Week le casse portatili progettate da Michael Young per il marchio giapponese EOps. Pensate per integrarsi ad ogni tecnologia e seguire chi è in ascolto in ogni luogo o situazione, i24r3 sono wireless e waterproof e si possono collegare via bluetooth o usb a computer, lettori mp3 3 telefoni. Alimentazione con cavo elettrico o batterie a litio. Estetica sobria e contemporanea, capace di integrarsi in ogni tipologia di arredo. Prendetevi la briga di dare un’occhiata alla pagina del sito, c’è un Michael Young in una versione particolarmente stilish!
Via | Grazia Casa

Chi l’ha detto che il design giapponese è sempre minimalista, sofisticato, dai colori leggermente insaturi e incline alla funzionalità? Ebbene, dalla Tokyo Design Week appena conclusasi arriva un prototipo in grado di spiazzare tutte le nostre aspettative. E, perchè no, anche i nostri pregiudizi.
Kamina è il marchio giapponese (scarsissime le informazioni a riguardo) che ha appena presentato No, 0052, una seduta realizzata in legno di quercia e ispirata ad un cervo, come si può chiaramente desumere dalla forma dello schienale, l’intaglio e le corna vere.
Da Storm from the East ci dicono che la qualità delle finiture è veramente eccellente, e il loro giudizio ci rassicura sul valore intrinseco dell’oggetto. Ma oltre la curiosità, il kitsch e l’artigianalità, e persino il dibattito design-non design, c’è qualche lettore che vuole condividere le sue perplessità?
Via | Storm from the East
Quello appena concluso è stato un anno fortunato per Michael Young, che nel 2008 si è guadagnato importanti riconoscimenti tra cui la direzione artistica della settimana del design di Tokyo.
Non fa però eccezione il progetto di Pissarro, ristorante francese di Hong Kong che Young ha progettato con l’obiettivo di restituire calore e autenticità attraverso la scelta dei materiali e delle tecnologie impiegate. Fuggendo dai pastiche senza gusto né accoglienza che caratterizzano a detta sua la maggioranza dei ristoranti della città cinese.
Ecco dunque il perché della scelta dell’oro come leitmotiv per tutti gli interni, caratterizzati dal grandioso impatto dei pannelli in alluminio con pattern dal sapore digitale. Esemplare poi la realizzazione di quelli in carta, fatti con 26.400 pezzi di carta piegata ed assemblata. Per muri e soffitto, invece, il rivestimento utilizzato è stato il Di-Noc, un prodotto della 3M particolarmente leggero ed adatto all’impiego in luoghi pubblici.
L’arte del fatto a mano è stata invece rispolverata per le lampade, realizzate in vetro soffiato dallo stesso Young sotto la guida di un gruppo di artigiani giapponesi del Monte Fuji. Le sedute, invece, sono tutte una riedizione in teak della Coen Chair, anch’essa progettata da Young nel 2007.
Continua a leggere: A Hong Kong il Pissarro, nuovo ristorante firmato Michael Young

Altri progetti d’illuminazione prodotti in serie limitata, presentati da Generate LE alla prossima edizione della Tokyo Design Week, sono le lampade Getty e Sconce, disegnate da Marcus Tremonto dello Studio TRELUCE di New York.
Utilizzando materiale elettroluminescente come il perspex, i progetti di questo designer americano, evocano forme astratte e design di lampade giocando sul concetto di illusione ottica e gli effetti sono quanto meno sorprendenti.

Durante la Tokyo Design Week, che si terrà dal 30 ottobre al 5 novembre, la Generate LE presenterà una selezione di interessanti progetti, prodotti in edizione limitata da diversi giovani designer.
Tra questi, lo Studio di Design Industriale Drift, di Lonneke Gordijn e Ralph Naut, esporrà, oltre alla Ghost Chair, la nuova struttura luminosa Fragile Future. Ogni sistema modulare che può impiegare da 3 a 50 elementi e essere ogni volta praticamente unico, è una scultura da parete che veicola la base dell’elettronica, contaminata con elementi naturali.
Pensate ad un panorama geometrico di sistemi elettronici, nel quale sono stati innestati piccoli e potenti LED, circondati da una corolla di denti di leone, scenograficamente tanto poetici quanto suggestivi e avrete più o meno presente l’effetto che riesce a veicolare Fragile Future. In questo caso, non c’è alcun bisogno di soffiare sugli impalpabili gomitoli di denti di leone per farli giungere lontano, perché questi hanno trovato un modo migliore per arrivare a noi.

Dopo aver partecipato con Spain Playtime, fresh air in Spanish Design al Tokyo Design Week ed alla Settimana del Mobile 2008, il Brand spagnolo Nanimarquina, specializzato nella produzione di tessuti e tappeti dallo stile moderno e ricercato, presenti non a caso nello store del MOMA di New York, ha presentato proprio al ICFF 2008 di New York la sua ultima collezione, rinnovata nelle forme e nelle trame che caratterizzano il design e la filosofia dell’azienda.
I nuovi tappeti, realizzati con lana della Nuova Zelanda trapuntata a mano, nascono dal desiderio di arricchire l’arredamento di elementi emotivamente coinvolgenti. Rangoli di Nani Marquina prende nome ed ispirazione dai classici mosaici indù, per manifestare tutta la sua vitale ed esotica esuberanza nelle forme circolari decorate da motivi concentrici.
Il tappeto è concepito in due varianti di colore e nelle tre diverse dimensioni di 250cm, 200cm e 125cm. Altra novità è rappresentata dal labirinto di fantasie simboliche di Despertar di Javier Mariscal, ideali per addolcire il passaggio dal mondo dei sogni alla cruda realtà, che ci assale appena mettiamo i piedi per terra. Il tappeto 80×180 è disponibile in tre diverse tonalità, avorio, blu e marrone, per armonizzarsi con stile al resto del design.