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Tutti gli articoli con tag tokujin yoshioka

The Invisibles Light, il progetto di Tokujin Yoshioka per Kartell al Salone del Mobile 2011

pubblicato da olivia

The Invisibles Light, il progetto di Tokujin Yoshioka  per Kartell

L’anno scorso avevamo intervistato il designer Tokujin Yoshioka in merito alla collezione The Invisibles, realizzata per Kartell e presentata al Salone del Mobile 2010. Quest’anno il progetto “invisibile” continua con la collezione “The Invisibles Light”, che sarà presentata al Salone del Mobile 2011.

La nuova collezione riprende sostanzialmente quella precedente, rendendo però le forme in acrilico trasparente ancora più sottili e snelle, in modo da creare oggetti quasi eterei.

In effetti l’intento del designer è proprio quello di dare vita ad oggetti che si “sciolgano” nella vita quotidiana delle persone come l’aria, che scappino dal mondo materiale, dando vita con la luce a presenze del tutto inedite e come sospese.

Guardando le immagini di questa serie di tavoli e sedute, l’impressione è proprio quella di incontrarsi con entità leggere, impalpabili, quasi, appunto, invisibili.

The Invisibles Light, il progetto di Tokujin Yoshioka  per Kartell The Invisibles Light, il progetto di Tokujin Yoshioka  per Kartell The Invisibles Light, il progetto di Tokujin Yoshioka  per Kartell

Via | Dezeen

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"Moon": ancora una seduta di Tokujin Yoshioka per Moroso

pubblicato da intweetion

Moon di  Tokujin Yoshioka per Moroso

Sarà presentata presso lo showroom di Moroso durante l’esposizione “Twilight” a Milano il prossimo aprile al Salone del mobile 2011 questa “Moon”: nuova seduta di Tokujin Yoshioka per il marchio italiano. Collaborazione tra i due nomi confermata, visto che in precedenza si era fatto un gran parlare della sua “Cloud”.

Questa tub chair gioca con la luce e con i materiali (uno dei classici temi cari a Yoshioka) ispirandosi alla bellezza di luci e ombre proprie della luna: differenti textures per un unico tessuto bianco, “Moon” catturerà i raggi luminosi come se attraversassero una nuvola e restituirà effetti crepuscolari. Di seguito, tre studi preparatori di Tokujin Yoshioka.

Moon ancora una seduta di Tokujin Yoshioka per MorosoMoon ancora una seduta di Tokujin Yoshioka per MorosoMoon ancora una seduta di Tokujin Yoshioka per Moroso

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132 5., i nuovi negozi di Issey Miyake secondo Tokujin Yoshioka

pubblicato da Giulia Zappa

132 5., i nuovi negozi di Issey Miyake secondo Tokujin Yoshioka

Dopo Nendo, tocca a Tokujin Yoshioka dare il suo contributo alla causa della formula retail per il più grande (siete tutti d’accordo?) stilista giapponese contemporaneo, Issey Miyake.

Il nuovo flagship store del suo ultimo marchio, 132 5., si distingue per un layout che non sottrae attenzione rispetto ai veri protagonisti dello spazio, quei vestiti a due dimensioni che, indossati da manichini trasparenti appesi al soffitto, prendono corpo animando ampie volumetrie tridimensionali.

Per dare informazioni su ogni pezzo della collezione, invece, basta un semplice iPad, a cui è affidato il compito di spiegare le tecniche sartoriali e “costruttive” che danno vita agli abiti. Intorno, nessuna nota di colore, solo bianco a profusione e ampie vetrate trasparenti, per giocare coi riflessi della luce.

Via | Dezeen

132 5., i nuovi negozi di Issey Miyake secondo Tokujin Yoshioka

132 5., i nuovi negozi di Issey Miyake secondo Tokujin Yoshioka132 5., i nuovi negozi di Issey Miyake secondo Tokujin Yoshioka132 5., i nuovi negozi di Issey Miyake secondo Tokujin Yoshioka

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X-Ray, il cellulare trasparente di Tokujin Yoshioka

pubblicato da Giulia Zappa

X-ray, il cellulare trasparente di Tokujin Yoshioka

Parliamo ancora di telefoni cellulari. E di Tokujin Yoshioka. Il quale ha appena lanciato per il marchio iida un nuovo mobile dalla caratteristica senza precedenti: una stocca trasparente, in grado di mostrare circuiti e meccanismi che garantiscono il funzionamento del dispositivo.

Un fatto inedito per il mondo della telefonia, dove, diversamente da quanto succede nell’arredamento (ed anche nel mondo dei computer: vi ricordate l’iMac G3?), ciò che è strutturale non era mai stato rilanciato come elemento decorativo.

Oltre alla novità, però, ritroviamo in questo nuovo prodotto tutte le ossessioni di questo designer giapponese, innanzitutto i giochi di luce, la semplicità e un certo gusto per il grado zero degli oggetti. Senza rinunciare, però, ad una piccola nota di glamour. In questo caso, la firma del designer su ogni telefono, inserita tra i circuiti e visualizzata a scorrimento su un apposito display.

Via | Yatzer

X-ray, il cellulare trasparente di Tokujin Yoshioka

X-ray, il cellulare trasparente di Tokujin YoshiokaX-ray, il cellulare trasparente di Tokujin YoshiokaX-ray, il cellulare trasparente di Tokujin Yoshioka

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Fiat Lux: Swarovski Crystal Palace al Salone 2010

pubblicato da Giulia Zappa

Swarovski Crystal Palace 2010 al Salone del Mobile

Non so se avete avuto più fortuna di me. Fatto sta che, vista la coda che ha sempre affollato l’entrata allo Swarovski Crystal Palace nei giorni del Salone, ho approfittato della primissima domenica mattina per visitare la tanto agognata installazione.

Molti, tra i progetti esposti, quelli di grande impatto visivo. E che difficilmente le foto potranno restituire, sia per la dinamicità di alcune opere che per il coinvolgimento emotivo degli spettatori.

Sparks, di Gwenael Nicolas, è una maxi collana di cristallo che si illumina ad intermittenza in tutta la sua lunghezza; nella stanza accanto, alcuni piccoli cristalli incastonati in un gonfiabile gigante. Stellar, di Tokujin Yoshioka, è una lampada a sospensione con cristalli grezzi, dall’apparenza quasi calcarea. Yves Béhar, con Amplify, crea lanterne con un cristallo interno che riflette la luce.

Dream Cloud, di Rogier Van Der Heide, è una pioggia di cristalli sospesi al soffitto che dialogano, in un ambiente semioscuro, con un fitto manto di tulipani sul pavimento. Vicent Van Duysen, con Frost crea un gioco di rifrazioni optical con luci lineari e perpendicolari. Infine, nell’ultima sala, alcuni lavori di archivio dalle precedenti edizioni dello Swarovski Crystal Palace.

Swarovski Crystal Palace 2010 al Salone del Mobile
Swarovski Crystal Palace 2010 al Salone del MobileSwarovski Crystal Palace 2010 al Salone del MobileSwarovski Crystal Palace 2010 al Salone del MobileSwarovski Crystal Palace 2010 al Salone del MobileSwarovski Crystal Palace 2010 al Salone del MobileSwarovski Crystal Palace 2010 al Salone del Mobile

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The Invisibles per Kartell: Designerblog intervista Tokujin Yoshioka

pubblicato da Giulia Zappa

La collezione The Invisibles di Tokujin Yoshioka per Kartell

Il flagship store milanese di Kartell è il teatro dell’installazione che Tokujin Yoshioka ha realizzato per il lancio della nuova collezione The Invisibles. Un’occasione graditissima, da parte nostra, per rivolgergli alcune domande sui nuovi pezzi, inaugurando di fatto anche il nostro viaggio tra le proposte e le novità del Salone del Mobile 2010.

Su Designerblog abbiamo già pubblicato un’anteprima dalla collezione The Invisibles. Tra i commenti nel nostro blog c’è chi, non potendo ancora vedere i prodotti, si è chiesto: ma la sedia non sarà un po’ troppo pesante?

Tokujin Yoshioka: Effettivamente la collezione ha preso spunto da un’opera che avevo progettato precedentemente, Water Block, interamente realizzata in vetro. Successivamente, ho proposto a Claudio Luti di sviluppare questo concept per Kartell. Lui ha raccolto l’idea e il prodotto è stato implementato tecnologicamente in modo da offrire uno spessore adeguato e un peso compatibile.

Con Ami Ami, del 2008, l’ispirazione scaturiva dalla trama del tessuto, con un riferimento particolare alle tecniche giapponesi. Un elemento tangibile, dunque. Con The Invisibles, invece, ti sei confrontato con l’immaterialità.

Tokujin Yoshioka: Più che una dicotomia materiale/immateriale, la collezione è stata progettata per lasciare agli utenti una sensazione di immaterialità. Ovviamente il design è una disciplina che ha a che fare con la materia, ma è proprio grazie all’espressione della nostra creatività che come designer ci possiamo spingere oltre i limiti della disciplina. Verso l’immaterialità, in questo caso.

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Moroso: ispirazione anni '5o per Silver Lake di Patricia Urquiola

pubblicato da Giulia Zappa

silverlake-moroso-urquiola

Dopo Memory di Tokujin Yoshioka, ecco una nuova anteprima che Moroso presenterà al prossimo Salone del Mobile. La firma, stavolta, è quella di Patricia Urquiola, già protagonista delle produzioni del marchio friulano dello scorso anno con il sistema di sedute Fergana e Rift.

Il pezzo che vedete sopra, invece, si chiama Silver Lake: impossibile non coglierne lo spirito retro, un gioco di riferimenti al modernismo americano (siamo sempre dalle parti del mid-century modern, insomma). Nella collezione, anche una poltrona e una sedia.

Via | Wallpaper

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Memory, la nuova seduta di Tokujin Yoshioka per Moroso

pubblicato da Giulia Zappa

La seduta Memory di Tokujin Yoshioka per Moroso

Dopo Paper Cloud, continua la collaborazione tra Moroso e il designer giapponese Tokujin Yoshioka, questa volte alle prese con un concept ancora più sperimentale che gioca sull’idea di assenza di forma e di plasmabilità.

Di Memory, infatti, Yoshioka dice: “questa sedia ci può ricordare la bellezza della natura per le sue espressioni sempre in mutamento, e può anche creare l’impressione che non ci sia alcuna traccia di un progetto”. Il particolare tessuto con cui è stata realizzata, sviluppato appositamente per il prodotto a partire dall’alluminio riciclato, si altera infatti a seconda delle pressioni che vengono esercitate, lasciando l’impronta dell’uso e della forma apportata dall’utente finale.

Per Yoshioka, si tratta di un nuovo lavoro di ricerca dopo quello, già in anteprima su Designerblog, di The Invisibles per Kartell: due progetti che, nel bene o nel male, sarà molto interessante vedere dal vivo, e che confermano la grande visibilità che questo designer sembra già avere conquistato in questa edizione del Salone.

Via | Existing Visual

La seduta Memory di Tokujin Yoshioka per Moroso
La seduta Memory di Tokujin Yoshioka per MorosoLa seduta Memory di Tokujin Yoshioka per MorosoLa seduta Memory di Tokujin Yoshioka per Moroso

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The Invisibles, la novità Kartell firmata Tokujin Yoshioka

pubblicato da Giulia Zappa

invisibles collection kartell

“Negli ultimi anni ho pensato ad un design in grado di includere fenomeni naturali ed elementi invisibili come sensi, vento e luce”.

Così, il designer giapponese Tokujin Yoshioka (che ritroviamo a stretto giro su Designerblog dopo la Rainbow Church) ha progettato una collezione -una sedia, un tavolo, un divano, una panca- di mobili invisibili realizzati in policarbonato trasparente. Nuova la tecnologia impiegata che, a quanto sembra, ha permesso di realizzare volumi unici di materiale particolarmente spessi.

L’effetto della sedia che vediamo qui sopra? Essere sospesi nell’aria. La collezione sarà presentata da Kartell, che l’ha prodotta, al prossimo Salone. Dopo il salto, un’altra immagine della sedia.

Via | Mocoloco

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Rainbow Church, l'arcobaleno in chiesa di Tokujin Yoshioka

pubblicato da Giulia Zappa

Rainbow Church by Tokujin Yoshioka

Qualunque sia la vostra fede religiosa o il vostro spirito laico, sarete probabilmente d’accordo nel constatare che questa arcihtettura ha dalla sua la capacità di ispirare un sentimento di contemplazione.

Chiamata con il nome suggestivo di Rainbow Church, l’installazione realizzata dal designer koreano Tokujin Yoshioka (già su Designerblog per la sua installazione per Hermès) gioca con la luce per ricreare l’irruzione dell’arcobaleno in uno spazio neutro e vuoto. L’effetto è realizzato grazie all’utilizzo di un’ampia vetrata, alta 8 metri, costruita con 500 prismi di cristallo.

L’ispirazione ha un riferimento lontano, almeno dal punto di vista geografico: la Chapelle du Rosaire a Vence, interamente progettata e decorata da Matisse, famosa per le sue vetrate a motivi floreali blu, verdi e gialle. Rainbow Church sarà esposta il prossimo maggio presso MUSEUM .beyondmuseum.

Via | Luminapolis

Rainbow Church by Tokujin Yoshioka

Rainbow Church by Tokujin YoshiokaRainbow Church by Tokujin YoshiokaRainbow Church by Tokujin Yoshioka

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