La nuova versione della classica Thonet n.14, la sedia da bistrot per eccellenza, quella che tutti gli amanti del design hanno identificato da oltre un secolo con la produzione del celeberrimo marchio austriaco, nasce dall’impulso di rinnovarne il design a favore di una maggiore facilità produttiva.
Ne è artefice il designer austriaco Robert Stadler, che l’ha ripensata per rinnovare il parco sedute della catena di locali di cui è art director, Corso a Parigi. Ad essere oggetto di un restyling più deciso, proprio lo schienale delineato dai celebri “tubi” in legno curvato, che Stadler ha sostituito con un nuovo pezzo unico che può essere realizzato in maniera quasi completamente automatizzata.
A vantaggio, certamente, dell’economicità del prodotto: oggi un oggetto quasi di lusso, un tempo un prodotto di massa, forse il primo nella storia del design industriale ad essere esportato nel mondo proprio in virtù dell’impareggiabile rapporto qualità prezzo.
Via | Dezeen

L’accoppiata può -inizialmente- lasciare perplessi: che ci fa un marchio ultracentenario legato all’arredamento come Thonet insieme alla casa automobilistica svedese per eccellenza? L’allargamento di settore operato da Thonet è invece mirato, elegante e discreto.
La fabbrica di mobili tedesca infatti, ha disegnato in collaborazione con Heico Sportiv una nuova leva per il cambio della Volvo S60 Lounge. L’auto, presentata lo scorso marzo durante il Motor Show Internazionale di Ginevra, è stata arredata con i divani S5000 e gli sgabelli da bar S 123, entrambi disegnati da James Irvine.
Il nuovo cambio (che potrà essere richiesto anche sulla Volvo C70) è disponibile in edizione limitata, ricorda molto le superfici curve che hanno reso famosa la Thonet ed è realizzato interamente a mano con legni di quercia, betulla e noce. Un oggetto bellissimo ed esclusivo: un misto elegante tra tradizione e tecnologia.

Dopo il concorso dedicato alla 214, ecco un’altra iniziativa che rivisita l’immagine dei pezzi storici del marchio Thonet.
Lo spunto nasce questa volta dal lavoro del designer messicano Emiliano Godoy, che ha rielaborato le illustrazioni che compongono l’edizione del 1904 del catalogo dello storico marchio di sedie.
Il risultato ? Una sorta di détournement che vuole essere, nelle intenzioni del designer, una ribellione a scoppio ritardato verso la prima grande filiera industriale della storia del design. Colpevole di eliminare la componente artigianale del processo produttivo, che Godoy ironicamente reinserisce con una procedura al contrario, volta a cancellare pezzi di sedia piuttosto che ad aggiungere manifatture e componenti.
Via | Designboom
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Concorso fotografico per festeggiare i 150 anni della “sedie delle sedie”. Quale? La n. 214 di Thonet, naturalmente, fiore all’occhiello della storica azienda che ha fatto di un’invenzione tecnologica (il legno curvato) il simbolo di uno stile intramontabile.
La celebrazione, dunque, è ovviamente più che legittima, e segue la realizzazione della versione limited edition di cui abbiamo già avuto modo di parlare.
Quanto al contest, il bando di concorso richiede esplicitamente l’invio di scatti che ritraggano la n.214 all’interno di un contesto un po’ bizzarro e inusuale. In giuria anche gli stessi vertici aziendali della Thonet (che ancora fanno Thonet di cognome) e anche un designer del calibro di James Irvine. Il primo premio? Un viaggio per due a NY per visitare la sezione design del MOMA.
Via | Stylepark
Insieme a quello di Flos, lo stand di Kartell sarà senz’altro ricordato come il più bell’allestimento del Salone del Mobile 2009. Complice anche la ricorrenza dei 60 anni dell’azienda, che ha festeggiato l’anniversario con una divertentissima esposizione di ironici personaggi-totem a grandezza naturale a fare da contorno ai pezzi storici della collezione.
Tra le novità, invece, troviamo nuovamente lo zampino di Starck con la sua seduta Masters. Perchè Masters? Dice Starck con lapidaria saggezza che “noi non siamo nati soltanto oggi. Prima di noi ci sono stati dei maestri”. La sedia, infatti, combina elementi formali provenienti da celebri sedute dei grandi padri del design, quali a sentire lui Arne Jacobsen, Eero Saarinen, Charles Eames. Bizzarro, perchè la prima impressione non poteva non ricordare una riproposizione delle storiche Thonet, ovviamente senza legno curvato e in una chiave un po’ più space-age.

In occasione della mostra Thoneteando/Prêt-à-Thonet organizzata dall’azienda Thonet, lo scultore e designer argentino, Pablo Reinoso, ha presentato alcune sue personali interpretazioni delle più classiche sedute Thonet.
Partendo da un vecchia sedia Thonet, Reinoso ha realizzato delle vere e proprie sculture in legno sulle quali sarebbe un peccato sedersi…
(via mocoloco)
Continua a leggere: Interpretazioni scultoree di una sedia Thonet

La sedia più sottile e compatta del mondo? Da oggi esiste, si chiama Isis ed è un progetto di Jake Phipps per l’azienda Thonet.
Isis è costituita da una serie di pannelli geometrici ultra sottili uniti insieme ed ognuno di essi è costruito con materiali altamente flessibili che garantiscono massimo comfort e stabilità.
In un solo semplice movimento è possibile chiudere la sedia che raggiungerà lo spessore record di soli 3 cm.
In legno laccato, Isis è un pezzo destinato a diventare un vero e proprio cult.
(via pan-dan)

Sono stati resi noti i vincitori del progetto Thonet Tomorrow, concorso di idee lanciato dall’azienda austriaca Gebrüder Thonet Vienna. Tra gli studenti della Scuola Politecnica di Design di Milano sono stati selezionati tre progetti che potrebbero diventare la nuove sedie Thonet del futuro.
I progetti vincenti sono (nella foto da sinistra a destra): la sedia di Estefania Fernandez e Alfredo Sandoval, nata interamente da un unico nastro di legno curvato; la poltroncina dalla forme organiche progettata da Alessandro Pasotti e Francesca Imperiali; il sistema modulare della coppia Elisa Ceci Neva e Sara Mezzetta, costituito da un unico elemento di diverse dimensioni.
Tre progetti e tre ottime soluzioni per la reinterpretazione di una delle sedie più famose della storia del design: complimenti a tutti i vincitori.