Tutta colpa della crisi economica se lo scorso anno il set designer Tony Hornecker, che pure aveva lavorato con Kylie Minogue, Stella McCartney e Vogue, si era trovato improvvisamente senza agente e senza lavoro a dover ricominciare daccapo.
Ma come a volte succede, da un momento difficile è nata un’idea brillante, che ha portato Hornecker a nuovi successi: partendo inizialmente dal suo studio nell’East End, ha creato un ristorante da 25 coperti, un set favolistico allestito utilizzando solo materiali di scarto, un’esperienza teatrale in cui i visitatori vengono coinvolti, con tanto di compagnia di drag queen che si esibisce durante la cena.
Forte del successo in casa, Hornecker nel corso del 2010 ha trasportato la sua idea di ristorante in giro per il mondo, ricostruendone ogni volta gli ambienti con quel che trova sul posto, pezzi d’arredamento e vasellame di risulta, un incanto di luci dalle suggestioni gitane, portando con sé solo la sua porta di casa, quella Pale Blue Door che dà il nome a questo singolare ristorante pop-up.
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Un temporary restaurant sugli alberi? L’hanno inaugurato e subito chiuso in Nuova Zelanda. Lo Yellow Treehouse Restaurant, appollaiato a 12 metri di altezza, è stato progettato dagli architetti di Pacific Environment. Loro l’idea di questo finto nodo amovibile, come tale con impatto più che limitato, capace di ospitare fino a 18 persone.
Il progetto ha fatto parte di una campagna di marketing di Pagine Gialle. Visto il successo dell’iniziativa, già si parla di una prossima riapertura.