
Non è certamente la prima volta che un tavolo viene chiamato “Table Man”, nè tanto meno che il design incontri in qualche modo il corpo umano, ma il Table Man del designer Jean Jullien ha qualcosa di diverso e strizza l’occhio a un “corpo” che non è più umano, ma che è stilizzato in una forma che lo rappresenta, che lo nasconde, che lo rende tanto più vero proprio perchè notevolmente finto.
Il Table Man di Jean Jullien poi non si limita a essere un tavolo, ma prende la sua forma soltanto se unito alle sedute che lo compongono. Un insieme di arredi divertenti, anche adatti a un ambiente dove ci siano bambini con la semplice e genuina voglia di giocare, senza le complicate interpretazioni degli adulti.
Via | Designerpages
“Alone in a Crowd”, solo nella folla, è il nome del nuovo tavolo firmato da Rolf Sachs, un arredo che non si limita a essere mero oggetto inanimato, ma che vuole rappresentare ben altri concetti.
Sotto la superficie in vetro, 511 figurine tridimensionali rappresentano in scala la vita moderna nel tessuto urbano, dove l’uomo pur essendo in mezzo a tanta gente, può sentirsi solo e isolato.
Le lancette di un orologio incombono sulle figure, a ricordare che la vita degli uomini su questa terra è breve ed effimera. Una visione piuttosto pessimistica, ma che in fondo rispecchia la realtà. O almeno una parte di essa.
Via | Mocoloco
Continua a leggere: "Alone in a Crowd", il tavolo-provocazione di Rolf Sachs

Forse sono più essenziali che semplici: minimali e mai banali, i mobili realizzati da Max Laurell. Spartani e bellissimi esempi di come pur riducendo all’osso forme e assemblaggio si possano creare oggetti che spiccano per inventiva e qualità.
I prodotti di Laurell sono coloratissimi, interamente realizzati in legno. Geometrici in modo quasi ossessivo: panche, sedie, tavoli e perfino lampade. Tutto cercando di nascondere il più possibile alla vista gli elementi che tengono insieme la struttura.
L’ispirazione è palese: la “The Red Blue Chair” di Gerrit Rietveld è qualcosa in più di un riferimento. Pur restando abbastanza nella scia, il risultato però è talmente efficace e personale che si fa perdonare la citazione. Dopo il salto una gallery dei principali modelli disponibili.
Continua a leggere: Semplici, coloratissimi e essenziali: i mobili di Max Laurell

Facile da assemblare. Facile da trasportare. Nessun attrezzo necessario. Niente chiodi o colla. Si chiama “Timber”, è un tavolo e lo ha ideato il designer Julian Kyhl (che, tra l’altro, si è costruito il prototipo da sé).
Semplice e intelligente, costituito da dieci pezzi di legno, contenuti in un unica scatola dall’ingombro ridotto al minimo. Quattro gambe identiche di colore più scuro. Due tavole incrociate, due assi centrali e altre due più esterne. Unico materiale: il legno.
Sembra un piccolo miracolo che sfida l’equilibrio, invece funziona ed ha un aspetto anche piuttosto solido. Non ci credete? Guardate il video che illustra come montarlo, dopo il salto (via ).
Continua a leggere: "Timber": il tavolo di Julian Kyhl che si assembla senza attrezzi

Il designer londinese Christian Nyampeta ha realizzato questo “Stunts”, uno strano mobile la cui struttura, combina lavoro ed esercizio fisico.
L’intelaiatura del mobile è in metallo con una serie di tavole in legno che possono essere aggiunte per creare ripiani ed essere utilizzate come scaffali o come tavolo da lavoro. C’è anche un piccolo sgabello. Quanto invece tutti gli elementi vengono rimossi, ci si può arrampicare sullo scheletro e eseguire degli esercizi ginnici.
Anche i componenti del mobile possono essere smontati, così da occupare lo spazio abitativo a nostro piacimento. Maggiori dettagli, come sempre, nella gallery dopo il salto.
Continua a leggere: "Stunts": il mobile per fare esercizio di Christian Nyampeta

A4Adesign è un’azienda milanese che dal 2002 idea e produce oggetti e mobili in cartone alveolare. Realizza scenografie, allestimenti di spazi espositivi e commerciali, aree di ristorazione e d’intrattenimento per adulti e bambini, tutto esclusivamente in questo materiale eco-sostenibile, semplice, facile da gestire.
Proprio la duttilità del materiale consente realizzazioni che meglio si adattano ad ambientazioni personalizzate. Come quella ideata per dare forma e colore agli arredi itineranti di “Nati per Leggere”, in occasione dell’edizione di quest’anno del Salone del Libro di Torino: un progetto dedicato ai bambini in età prescolare, che coinvolge genitori, biblioteche, pediatri e scuole.
Piccoli arredi portatili, leggeri e robusti, che i più piccoli riescono a montare e smontare in modo semplice e autonomo. Un kit in un gioco di manualità e incastri che comprende tavolini, sedie (anche per gli adulti), pocket-pouf e ancora moduli di librerie, scatole per esporre e trasportare libri, scenografie e decorazioni. Il tutto, come nella consuetudine A4Adesign, esclusivamente in cartone riciclato e riciclabile. Dopo il salto, una gallery con i prodotti del kit.
Tra le tante proposte presenti alla settimana milanese del design, Davide Vercelli ha mostrato il suo nuovo tavolo, ideato per Libero Stile.
Si chiama Strutturaquattro ed è realizzato con 29 pezzi di legno di rovere da 15 mm: ognuno di questi pezzi è diverso dall’altro, anche se la distanza fra di essi è sempre la medesima.
Il piano è in cristallo e rende l’effetto ottico di questo tavolo ancora più sorprendente.
Via | Artyouknow
Continua a leggere: Strutturaquattro, il tavolo di Davide Vercelli per Libero Stile

Colander è il tavolo in alluminio che il designer tedesco Daniel Rohr ha appena presentato allo scorso Salone. La forma è quella, abbastanza insolita, di uno scolapasta rovesciato con 909 buchi che si caratterizza per l’assenza di spigoli ed angoli retti.
In più, il top in vetro dà l’illusione che gli oggetti appoggiati sul tavolo rimangano come sospesi nel vuoto. Colander è stato realizzato in edizione limitata con una tiratura di soli 10 pezzi.
Durante la settimana milanese del design 2010, è stata presentata fra le tante una creazione interessante, frutto della collaborazione tra l’azienda ungherese IVANKA e l’artista János Hübler, l’HÜBLER Table.
Si tratta di un tavolo la cui forma, insieme con il colore, è potenzialmente modificabile in qualunque momento grazie alla presenza o ugualmente all’assenza di libri: le fessure infatti che caratterizzano la sua base possono ospitare libri di dimensioni, colori e forme diverse, oppure possono non ospitarli affatto, dando vita ogni volta a effetti estetici diversi.
Il piano in cristallo sottolinea ancora più l’anima trasformista e poliedrica di questo arredo, che diventa un elemento non più soltanto materico, ma anche fortemente concettuale.
Via | Contemporist

Ideato da Shin Yamashita, studentessa giapponese di design industriale al Kyoto Institute of Technology, “Land Peel” è praticamente un tappeto che prende spazio nella terza dimensione, trasformandosi in un rettangolo che ospita mobili ripiegabili.
Tre i pezzi inclusi: un tavolo, uno schienale e una sorta di comodino, vengono aperti piegando gli angoli e i tagli presenti sulla stuoia, per poi scomparire a filo con la superficie quando non servono. Il materiale è morbido e flessibile e rende Land Peel adatto per trascorrere molto tempo in una posizione rilassata.
Un prodotto molto semplice, con un aspetto minimale decisamente elegante (i colori sono pochissimi e ben nascosti quando i ‘mobili’ vengono riposti), al limite estremo della funzionalità. Dopo il salto, una gallery (via) per apprezzarne al meglio i dettagli.
Continua a leggere: "Land Peel": il tappeto pieghevole di Shin Yamashita