Si chiama Nano il coffee table progettato dallo studio Meneghello Paolelli Associati che è stato insignito del Red dot design award 2010 nella categoria product design. Progettato per il marchio italiano Emoh, Living the other Side, il tavolino ha consentito allo studio milanese di aggiudicarsi il prestigioso premio per il secondo anno consecutivo.
Nano, realizzato con un un piano di metacrilato dipinto in bianco o nero e da una base a forma di tronco di cono, è caratterizzato da una striscia di led che incornicia il bordo del piano, creando una luce soffusa capace di donare all’ambiente una piacevole atmosfera d’intimità.
Nano, il coffee table di Meneghello Paolelli si aggiudica il Red Dot Design Award

Un tavolino da caffè a forma di puzzle dalle infinite possibilità di combinazione: si chiama Fracture ed è stato progettato dal designer canadese Tyco Tat e realizzato con legno d’acero, compensato di risulta e inserti in resina colorata.
Il tavolino è diviso in tre parti che possono essere accostate in differenti maniere e vengono tenute insieme da “graffette” colorate giustapposte ad incastro tra una parte e l’altra. I tre frammenti possono essere ovviamente utilizzati anche in modo del tutto indipendente, dislocati all’interno dello stesso spazio.
Via | Mocoloco.com
Motto è il prototipo di un tavolino da caffè adatto agli interni più pop, che siano salotti o lounge bar, magari ispirati al celebre Korova Milk Bar di Arancia Meccanica. Le linee curve, il grande oblò centrale, le zampe che sembrano gocce di latte donano immediatamente carattere a questo complemento d’arredo.
Disegnato dall’interior designer bulgaro Svilen Gamolov, Motto è progettato per essere realizzato in acrilico bianco (ma ne esiste anche una versione pelosa), mentre l’interno è colorato con tonalità vivaci a contrasto, rosso oppure rosa acceso o nero.
Via | Definitivetouch.com
Facile da smontare e rimontare, pensato per assecondare spostamenti e differenti utilizzi, il tavolino da caffè/comodino Tripod Side Table è progettato da Gautier Pelegrin e Vincent Taïani, i due designer che hanno fondato, tra Londra e Avignone, il Noon Studio.
Il suo piano è di ceramica e, sollevandosi, può diventare un utile vassoio, magari per un aperitivo, mentre la base, costituita da un treppiedi di legno di betulla colorato, si mantiene in equilibrio grazie a un sistema di leve ad incastro.
Via | Yurtay.org

È un’osservazione piuttosto banale: i tavolini sono calamite per le riviste. Magazines di ogni argomento e formato finiscono per far bella mostra di sé sui tavolini da caffè, magari insieme a qualche bella pubblicazione fotografica.
Il tavolino da caffè Vanity Table del designer olandese Roderick Vos per il marchio Linteloo, esplicita questa funzione, poiché i suoi nove spazi in differenti misure, sono stati progettati appositamente per accogliere la “rassegna stampa” della settimana.
L’aspetto di questo tavolo da caffè cambia quindi al cambiare delle vostre letture. Uno scomparto sotto al piano permette di archiviare le riviste più vecchie o meno interessanti e lasciare sul piano solo quelle utili a far fare bella figura al loro proprietario.
Via | Hometone.org

Certi oggetti sono disegnati per portare impresso nella loro figura il senso del movimento. Oggetti statici che, a guardarli di sfuggita con la coda dell’occhio, sembra che si siano appena mossi. È l’effetto che fa il tavolino Twist progettato dal designer svedese Philip Edis per Design House Stockholm.
La forma di Twist si ispira ai movimenti dell’hula-hop, attraverso cerchi di diverse dimensioni decentrati rispetto all’asse che li sostiene. Il risultato così è un tavolino con più ripiani, laccati di bianco, di cui due, quelli centrali, possono davvero ruotare intorno al perno centrale.

Una goccia che cade in un barattolo di colore. Per un istante la superficie si increspa, piccole gocce si alzano concentriche, tentacoli di vernice, che un attimo dopo sono di nuovo inghiottiti dalla massa liquida. Kersplat Coffee Table ferma quel momento, l’impatto della goccia, lo splash infinitesimale.
Questo tavolino da caffè è stato disegnato e realizzato da James Ian Killinger, neolaureato del Iowa State University’s College of Design: per questo prototipo il giovane designer americano ha usato legno di pioppo, intagliando ogni singolo tentacolo di colore, fissandoli e levigandoli poi assieme per ottenere la giusta livellatura dei punti d’appoggio del piano di vetro.
Via | Contemporist.com

Per la sua ultima creazione il designer Rafa Garcia ha avuto un’idea molto originale, sempre finalizzata alla perfetta fusione tra stile e funzionalità. Si tratta di un tavolino da caffè la cui superficie sembra lievitare letteralmente nell’aria, mentre il resto della struttura è realizzata in metallo.
Il Sancal eclypse è disponibile in due differenti versioni: rettangolare con misure 1140mm x 700mm, e quadrato con misure 1140mm x 1140mm. Il prezzo di mercato si aggira intorno alle £733, per la versione rettangolare, e £991 per la versione quadrata.
Via | Thedesigneblog.org

Il tavolino da caffè è un elemento essenziale nella costruzione del carattere di un salotto, sebbene a tratti la sua importanza venga sottovalutata. La Vetreria, azienda italiana con cinquanta anni di esperienza alle spalle nella lavorazione del cristallo, dedica invece molta attenzione alla progettazione di tavolini da salotto che non siano semplici accessori su cui appoggiare qualcosa.
Eleganti nella loro trasparenza, freddi a tratti, oppure colorati e originali nelle forme, i tavolini de La Vetreria sono molto diversi tra di loro e vanno incontro a varie esigenze stilistiche: il vantaggio di un materiale versatile come il cristallo è di poter essere accolto in differenti ambienti, fondendosi con lo stile pur mantenendo il suo carattere. La personalità di ogni elemento è sottolineata dal nome proprio che lo accompagna, nomi per lo più mitologici, Eolo, Tritone, Ulisse, Plutone o Perseo. Voi quale preferite?
Via | 3Rings

Torniamo ad interessarci di Jaime Hayon e della sua eclettica e dirompente creatività, per parlare della nuova collezione di lampade realizzate per Metalarte. Tre proposte accattivanti che riprendono il clichè della lampada classica per stravolgerne il design e la funzionalità.
La Bastoni Collection, ironica, nomade e accessoriata, affianca la superfunzionalità dell’America Collection, fornita di una base di appoggio solida e spaziosa come un tavolino da caffé, alla quale si aggiunge la sua naturale evoluzione in un formato small, realizzata con Santa Collection.
Dell’intera collezione e difficile non notare la lampada Bastoni, ironicamente ispirata alla tecnologia che anima la lampada levitante LoS di Angela Jansen, realizzata grazie alle risorse tecnologiche della Crealev.