È dichiaratamente ispirata agli anni ‘50 la collezione Emirate, progettata dall’americano Jeff Muhs, designer dal background artistico, pittore e scultore, che realizza i suoi pezzi in edizione limitata.
Poltroncine e poggiapiedi, sgabelli e vari tipi di tavolini da caffè riprendono le forme di un classico salotto mid-century modern, ma sono rivisitate da Muhs che carica le linee del suo estro personalissimo.
I materiali utilizzati sono tutti di alta qualità, che si tratti del legno di betulla, dei laminati o dei rivestimenti in pelle di mucca che ricoprono le sedute. In occasione del Fuorisalone la Emirate Collection è stata ospitata dallo store Entratalibera.
Emirate Collection, il salotto mid-century modern di Jeff Muhs

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Pebble è il nuovo tavolino da caffè disegnato da Matthias Demacker per Bonaldo, presentato la scorsa settimana all’interno del Salone del Mobile. Le sue forme levigate e i suoi angoli tondeggianti sono ispirati, come suggerisce il nome, ai ciottoli levigati dall’acqua su una spiaggia.
Eppure la sua nitidezza, il bianco, in particolare nella versione a contrasto con l’interno rosso, evocano atmosfere più artificiali, uno stile optical, quasi kubrikiano, sarà anche per il fantascientifico oblò ovale, disegnato per permettere di riporre libri e riviste all’interno.
Urban Logs Collection è una serie di pezzi d’arredamento, sgabelli, tavolini, lampade, ricavati da tronchi d’albero altrimenti destinati al macero o a diventare legna da caminetto, “urban” perché tagliati da zone urbane o suburbane, durante lavori di mantenimento.
La serie, realizzata dal designer israeliano di nascita e californiano d’adozione Ilan Dei, è limitata e ogni elemento è per natura differente dagli altri. Al colore della corteccia è stato associato l’arancione brillante dei tubi d’acciaio e dei rivestimenti per le imbottiture delle sedute, per un effetto a contrasto.
Via | Igreenspot.com
Qualcuno di neve non potrà più sentirne parlare, qualcuno, come a Roma per esempio, l’ha vista per la prima volta in più di vent’anni. Per celebrare comunque uno degli anni più nevosi sul nostro paese (e per scongiurare la fine del periodo più freddo) vi presento i tavolini Snowflakes dello studio svedese Claesson Koivisto Rune.
I tavolini (o comodini, se preferite immaginarli in quella veste), disegnati con l’aiuto del computer, sono ognuno diverso dall’altro, proprio come i cristalli di neve. I piani traforati poggiano su semplici zampe oblique in metallo. Seppur di grande impatto, potrebbero creare qualche problema logistico quando si volesse utilizzarli per appoggiare, tra un buco e l’altro, tazzine e piccoli oggetti…
Via | Designboom.com
Cristalli di neve: i tavolini Snowflakes dello studio Claesson Koivisto Rune

Ricordate la libreria in Corian Neverending di Luca Nichetto? Ebbene ora non solo la libreria, ma anche sedute e tavolini realizzati con lo stesso materiale e scaturiti sempre dallo stesso concetto sinuoso, sono prodotti ufficialmente per il JVstore di Jannelli&Volpi.
La linea che serpeggia artisticamente e oniricamente tra moduli di sedute e piani d’appoggio, da configurare secondo le esigenze, riprende perfettamente quella della libreria Neverending e rende fantasioso e particolare il percorso all’interno dello store.
Via | FurnitureFashion


Eclipse è uno degli ultimi progetti nati in casa Stua, interessante azienda iberica che produce complementi d’arredo originali, funzionali e ben fatti.
Progettato da Jon Gasca, questo tavolo modulare è stato ispirato dalle forme organiche presenti in natura: Eclipse è infatti composto da quattro tavoli di forme, dimensioni e altezze diverse così i moduli più piccoli possono essere nascosti sotto i più grandi fino a scomparire, proprio come avviene durante un’eclissi naturale.
Le forme dei vari tavolini sono pensate per rendere le composizioni via via fluide e sempre diverse, assecondando il personale gusto del momento.
I bordi di Eclipse sono sottili e dolcemente arrotondati; le gambe del tavolo sono barre di acciaio cromato opaco; le finiture possibili sono: rovere, noce, wengè e bianco.
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Shrub table, o tavolo-arbusto, è il prototipo per una linea di tavoli progettati dal designer cinese Zhili Liu. La sua attività, lontana dalle coordinate del “basso costo, bassa qualità”, si concentra sullo sviluppo di progetti locali capaci di coniugare ingegnerizzazione e ricerca formale, possibilmente alla larga dalla rielaborazione di motivi tradizionali in salsa global.
Sottilissimo il top del tavolo, solo 6 mm grazie al solido sostegno delle gambe ramificate realizzate in tondino di ferro. Ma ad uno sguardo attento al prodotto non vi sembra familiare? Io ho subito pensato all’attaccapanni Latva di Mikko Laakkonen prodotto da Covo, ispirato non a caso ai boschi di betulle finlandesi.
Via | Contemporist
Ecco un’altra novità proveniente direttamente dal London Design Festival, si tratta di Hexad, il tavolino progettato dalla designer Tomoko Azumi per il suo studio londinese Tna Design Studio e presentato alla Rocket Gallery di Shoreditch nell’ambito della mostra “Book a table, coffee tables & artists’ books”.
Hexad è realizzato in legno di rovere e sembra ispirato a un origami. Il piano ha forma esagonale e può incastrarsi perfettamente con altri tavolini, in modo da formare nuclei più grandi. Inoltre i tavolini Hexad sono impilabili, adatti quindi ad uno spazio pubblico, un caffè o un lounge bar, anche più che a un salotto privato.
Via | Dezeen.com
Torniamo a parlare di piccoli complementi d’arredo polifunzionali, di quegli accessori che aiutano molto a creare atmosfera in una stanza, riempiendo degli angoli vuoti, e che all’occorrenza possono servire da sgabelli o da tavolini da caffè, ma possono essere anche dei poggiapiedi e portariviste, o addirittura scaffali.
Nel caso di Embrace, il tavolino/scaffale di John Green, si aggiunge un’ultima funzione, quella di vassoio da letto. Realizzato in legno multistrato piegato, Embrace è composto da due elementi di altezze differenti che si incastrano tra di loro quando non sono in uso e formano uno scaffale piacevole e comodo per riporre qualche libro o qualche rivista.
Via | Designshoot.com
I tavolini Rabbit, presentati la scorsa stagione al Salone Satellite di Milano, sono uno diverso dall’altro. Tutti in alluminio bianco verniciato a polvere, si differenziano per forma e altezza. Le linee sono sinuose, liquide, sembrano gocce, le strane forme che prende l’olio versato in un bicchiere d’acqua.
I designer Timo Wong e Priscilla Lui dello Studio Juju di Singapore hanno studiato questi tavolini per suggerire nuove forme d’interazione, con lo spazio e con i propri commensali. Certo tanta varietà nella declinazione di un modello è possibile solo grazie a un approccio artigianale alla realizzazione dei propri prodotti.