Pieno e vuoto, legno e cemento, leggero e pesante, elegante e semplice, statico e dinamico: è costruita su equilibri tra opposti la collezione del designer francese Piergil Fourquié, intitolata appunto Equilibres e disegnata in esclusiva per la galleria parigina Gosserez.
Il tavolo da lavoro Big-boss appoggia su una parte chiusa che, nella sua eleganza classica, ricorda un’auto cabrio, metallica fuori e di pelle trapuntata dentro, mentre la serie di elementi per l’ingresso Totem, specchio appendiabiti, tavolini e cache-pot giocano tra la leggerezza del legno e la solidità delle basi in cemento. Conclude la collezione la piccola libreria rossa Partition, grafica nel suo gioco di pieni e vuoti tra i piani sovrapposti.
Via | Muuuz.com
Così come Berlino, la città da cui prende il nome, questo tavolo è un mix di stili in cui convergono decorazioni neo-rinascimentali e funzionalismo da ex-DDR, un approccio multimediale e un aspetto del tutto originale: gambe ben tornite, piano laccato e una fascia centrale che copre un vano in cui sono collocate due prese multiple.
Disegnato da Lars Eberle dello studio Meyer, Miller, Smith, il tavolo Berlin può essere ordinato in diverse variabili, singolo per essere usato in casa, ma anche in versioni combinate per ambienti di lavoro multi-postazione, in diversi colori e finiture per essere un oggetto unico che si adatta perfettamente alle esigenze d’utilizzo.
Continua a leggere: Berlin, il tavolo multifunzione dello studio Meyer Miller Smith
The Ledge è una consolle da parete ideale per allestire angoli lavoro discreti e poco ingombranti. La fessura posteriore per convogliare i cavi e il piano estraibile a scomparsa, per la tastiera o il portatile, la rendono, una volta richiusa, poco più di una mensola.
In realtà The Ledge, progettata da Darin Montgomery, fondatore dello studio di Seattle Urbancase, è una comoda workstation, declinata in legno di noce o in mdf laccato in rosso, una postazione multimediale che si presta perfettamente anche, per esempio, ad accogliere un giradischi.
Cant Desk è una scrivania dalla struttura piuttosto semplice e al tempo stesso elegante, progettata dal marchio di Minneapolis Blu Dot. Le gambe anteriori sono oblique per meglio sostenere il piano in legno, mentre un secondo piano d’appoggio più stretto, in metallo laccato bianco, si eleva al di sopra del primo.
L’apparenza retrò di questo tavolo da lavoro è completata dalla sedia Scoop Task Chair che Blu Dot ha disegnato per accompagnarlo, e che mixa di nuovo acciaio bianco, legno sui braccioli e tessuto colorato per le imbottiture. Presentati all’ICFF di New York, saranno pronti per il mercato in autunno, anche se probabilmente, purtroppo, solo per quello americano.
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Cant Desk e Scoop Task Chair, sedia e scrivania da Blu Dot

Ideato dallo studio olandese Kapteinbolt, fondato Louwrien Kaptein e da Menno Bolt, Flxs è un progetto che propone un’interessante soluzione al problema degli spazi di lavoro e contemporaneamente all’annosa questione della separazione delle differenti postazioni che devono convivere in un unico ambiente.
Flxs è composto da due pannelli che si aprono a libro, a formare due pareti. Dalle pareti si staccano degli elementi che diventano tridimensionali, ruotando su dei perni e incastrandosi tra di loro a formare una scrivania, delle sedute, degli scaffali.
Un ufficio si crea in un momento a partire da due lastre poco più che bidimensionali, come se un’intera workstation prendesse vita da un libro pop-up di dimensioni umane. Tra l’altro, pur a partire da un concept totalmente differente e con effetti che vanno in tutt’altra direzione, quella della workstation pop up è un’idea che abbiamo già visto!
Via | Ladiesandgentlemenhome
Zoë Mowat, designer di Montreal, sta diventando ben più di una promessa sulla scena canadese. Il suo stile, giocoso e infantile non tradisce mai la funzionalità che c’è alla base di ogni suo disegno. Accenti di colore si sposano a materiali solidi per oggetti d’uso quotidiano con una certa personalità.
Contain Desk per esempio, una delle sue ultime produzioni, è una scrivania in legno di cilegio che prende spunto dai vecchi banchi di scuola, quelli che avevano ancora il buco per il calamaio e il bordo nero inclinato per appoggiare penne e matite.
Sul suo piano in legno infatti si aprono diversi scomparti foderati in feltro, che permettono di tenere organizzata la cancelleria. Alcuni vani hanno un coperchio che li richiude a scomparsa, altri rimangono aperti per esporre magari le penne più belle.
Via | Design-milk.com
Il giovane tedesco Kevin Krumnikl, fresco di diploma all’Accademia di design di Stoccarda, ha progettato questo simpatico tavolo da lavoro a forma di mucca. La figura zoomorfa è emersa per caso dai primi bozzetti, così il designer ha deciso di sfruttarla per dare carattere al suo progetto.
Per non rendere la workstation Office grottesca, la suggestione è stata comunque lasciata sottintesa, ed emerge soprattutto nel cassetto-muso da cui spuntano due orecchie che servono a tenere i fogli in ordine. La sedia gialla ricorda invece quelle usate dagli allevatori per mungere le mucche da latte.
Via | Mocoloco.com
È vero, l’uso intensivo dei computer e di internet e di tutti i mobile devices ha reso l’ufficio, inteso come spazio fisico, superfluo alla buona riuscita di un’impresa. Ci si incontra sempre di meno, non si ha bisogno di enormi scaffali in cui archiviare documenti, le tecnologie sono tutte miniaturizzate.
Eppure il progetto di workstation pop-up, il Pop-Up Office dei designer austriaci Liddy Scheffknecht e Armin B. Wagner suona ancora come una provocazione, anche se d’effetto: un doppio foglio di cartone dalle dimensioni enormi, si apre a rivelare una sedia e una scrivania, proprio come in un libro. Il Merlino di La Spada nella Roccia non avrebbe saputo fare di meglio.
Via | Ignant.de
The Trestle Legs sono una moderna reinterpretazione dei cavalletti da lavoro, quelli che si ripongono in qualche sgabuzzino o cantina in attesa di essere utilizzati per approntare un tavolo da lavoro o una tavolata quando si prevede qualche ospite in più.
Sono disegnati dallo studio austriaco dal nome impronunciabile undpartner(punkt)at e, grazie a tre punti d’appoggio, possono sostenere piani piuttosto larghi ed essere poi ripiegati senza occupare spazio. Il colore lilla è stato scelto dallo studio come tonalità distintiva di un’intera collezione, la Lilac Lot Collection.
Oltre alle Trestle Legs la collezione comprende anche delle mensole, dei portascarpe, dei fermalibri e delle curiose cinture da muro che tengono fermi bastoni, scope, ombrelli e tutto quello che generalmente si nasconde in un ripostiglio.
Se mentre lavorate avete l’esigenza di isolarvi completamente dal contesto, se siete costretti a vivere in un ambiente rumoroso, capirete le ragioni per cui lo studio GamFratesi fondato nel 2006 dall’architetto danese Stine Gam e dall’italiano Enrico Fratesi ha progettato Rewrite.
Rewrite è una workstation, un tavolo chiuso in un guscio bianco, grande come un uovo di dinosauro. La scrivania è in legno e ha una forma basica che viene esaltata dalla cupola inusuale, costruita in tessuto e progettata con una forma che tende a isolare acusticamente sia chi sta dentro sia chi è fuori.
Via | Likecool.com