
Trasformare oggetti apparentemente insignificanti. Dargli vita e far sì che non rimangano ‘abbandonati’ su tavoli e mensole per settimane. Cosa succederebbe se tutto ciò che trascuriamo avesse vita propria? Se si muovesse senza il nostro apporto e in modi che magari neanche immaginiamo?
Se lo sono chiesto Julien Vallée e Nicolas Burrows. Uno è un graphic designer canadese di cui vi abbiamo già parlato. L’altro è un illustratore inglese che fa parte dello studio creativo Nous Vous. Insieme hanno lavorato a Dansedance un esperimento interattivo presentato in occasione di “Collaborate”: quarta edizione di If You Could, progetto degli art director londinesi Will Hudson e Alex Bec che riunisce designer e illustratori per produrre pubblicazioni, esibizioni e eventi.
Il ‘gioco’ interattivo è sul sito. Con la tastiera comandate gli oggetti ‘disubbidienti’, che prendono vita davanti a un ignaro Vallée e ripetono in loop il loro movimento una volta attivati. Quello che invece trovate subito dopo il salto, è il making-of del progetto, tutto a base di montaggio, carta e talento creativo.
Continua a leggere: "Dansedance" di Julien Vallée e Nicolas Burrows: gli oggetti prendono vita

Non so voi, io odio i tavoli da pranzo prestati al lavoro. Piatto, posate e bicchieri accanto a riviste e computer, tanto per fare un esempio. Penne e quaderni aperti con accanto la tazzina del caffé. Forse li detesto proprio perchè su un tavolo così ci lavoro tutti i giorni. Ma se si ha poco spazio una soluzione c’è?
Mathias Hahn, membro del collettivo inglese di design Okay Studio, ha ragionato sull’argomento proponedo un progetto ad hoc. Il suo E8 è un tavolo da pranzo particolarmente lungo e stretto, pensato proprio per coniugare le attività lavorative con la consumazione dei pasti domestici. Le gambe e la base del tavolo sono laccate di un giallo molto energetico, che dà personalità a tutto il pezzo.
Via | Design.fr
Continua a leggere: E8, il tavolo di Okay Studio dove mangiare e lavorare

Gli eschimesi sono un popolo strano. Prima di tutto si arrabbiano se li chiamate così. Sul serio. E’ un termine che deriva da un dialetto indigeno dell’America del Nord e significa “fabbricante di racchette da neve”. Io mi arrabbierei. Come se un abitante di Varese venisse chiamato “fabbricante di calzature”: in effetti non è carino.
Chissà se gli eschimesi si innervosirebbero altrettanto guardando il ristorante realizzato dallo studio di Takeshi Hosaka. Inizialmente forse no. E’ un igloo e a loro piacciono. Però è alle pendici del monte Fuji, in Giappone. Il posto si chiama “Hoto Fudo” (che suona un po’ come “cibo caldo”, ironicamente).
La struttura funziona come un’enorme conchiglia: linee morbide con 140 metri quadri adibiti a cucina e 530 per mangiare sotto la parte di igloo che serve da veranda. La particolarità è che il posto non ha aria condizionata, quindi gli avventori, pioggia a parte, devono adattarsi alle condizioni atmosferiche.
Continua a leggere: Hoto Fudo: il ristorante di Takeshi Hosaka

Hide, progetto di Luca Papini Design, è un tavolo dalla forma circolare ispirato al mondo dei vecchi prestigiatori e in particolare al numero del coniglio bianco estratto dal cilindro.
Hide custodisce all’interno ciò che potrebbe intrattenere gli ospiti o diventare un porta piante: un complemento d’arredo tanto semplice, quanto versatile e che si può reinventare di volta in volta in maniera sempre diversa.
Tomàs Alonso, designer spagnolo con base a Londra, ha disegnato per One part chef/ Four part design, un singolare evento in cui cucina e design si mixavano felicemente, una collezione di pezzi unici dal titolo V&A, tavoli, panche e sedie, dall’aspetto asimmetrico e sbilanciato, ma dalla progettazione solida e ben equilibrata.
I piani di sedie e tavoli sono realizzati con pezzi di legno d’epoca vittoriana, ricavati da vecchie travi per soffitti. Ogni ripiano è incastonato su una struttura solida in frassino poggiata su un unico tubo di acciaio piegato e verniciato a polvere che dona l’aspetto asimmetrico all’insieme.
La collezione in legno vittoriano del designer Tomàs Alonso

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Shrub table, o tavolo-arbusto, è il prototipo per una linea di tavoli progettati dal designer cinese Zhili Liu. La sua attività, lontana dalle coordinate del “basso costo, bassa qualità”, si concentra sullo sviluppo di progetti locali capaci di coniugare ingegnerizzazione e ricerca formale, possibilmente alla larga dalla rielaborazione di motivi tradizionali in salsa global.
Sottilissimo il top del tavolo, solo 6 mm grazie al solido sostegno delle gambe ramificate realizzate in tondino di ferro. Ma ad uno sguardo attento al prodotto non vi sembra familiare? Io ho subito pensato all’attaccapanni Latva di Mikko Laakkonen prodotto da Covo, ispirato non a caso ai boschi di betulle finlandesi.
Via | Contemporist
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Trasloco in grande stile per lo staff di Twitter: il servizio di micro-blogging che ha scalato il gotha dei social network. Il successo di Twitter non è certo una novità: ormai non c’è artista o politico che non sfrutti la comunicazione in 140 caratteri per parlare con fan o amici.
Tutti trasferiti, quindi, in uno spazio più grande adatto alle nuove esigenze: sempre a San Francisco, poco distante, negli ex uffici di Bebo. Alcuni membri del team di Twitter hanno trascorso il week-end a decorare oggetti e pareti con i simboli tipici dell’azienda. Uccellini ovunque e “@” a profusione.
Appena preso possesso delle nuove scrivanie, i dipendenti, da bravi geek, hanno iniziato orgogliosamente a scattare foto e postarle sui propri account. Sì, c’è anche una console da dj per i party e i momenti di relax della giornata (!). Di seguito, la gallery in cui potete sbirciare e farvi un’idea dell’arredamento.
Foto | TechCrunch
Twitter si trasferisce e rinnova gli uffici







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Dal 1° al 5 dicembre 2009 Priveekollektie sarà presente a Design Miami e per l’occasione la galleria presenterà i nuovi lavori di Kranen/Gille, Wouter Scheublin e Dave Keune e altri.
Tra i progetti più interessanti è da segnalare la seida Ocho, di Kranen/Gille che nasce da una combinazione di acciaio e pelle, una versione di lusso di un progetto chiamato semplicemente ‘8′ a causa delle sue linee grafiche e di forma.
L’edizione limitata sviluppata in esclusiva per Priveekollektie a Design Miami è opportunamente chiamata ‘Ocho’, traduzione spagnola in riferimento alle influenze cubane nella città di Miami.
Durante la Design Miami Priveekollektie presenterà anche Walking Table di Wouter Scheublins, un tavolo caratterizzato da un meccanismo che causa lo spostamento dell’oggetto se sospinto e questo aspetto trasforma la tavola da oggetto statico in una creatura vivente…
Andate dopo il salto per vedere tutti i progetti che saranno presentati a Design Miami…
Continua a leggere: Kranen/Gille con Priveekollektie al Design Miami

Ancora un tavolo da lavoro, ancora un tavolo progettato per tenere organizzati materiali di ogni specie. Table Treasury della designer ceca Lucie Koldova sembra disegnato per chi lavora con piccoli oggetti, per artigiani ad esempio, che hanno bisogno di tenere in ordine materiali diversi.
La superficie del tavolo è in vetro semiopaco e lascia intravedere al di sotto cassetti che ricoprono l’intera area e si aprono su tutti e quattro i lati. Le dimensioni dei cassetti seguono gli standard dei formati della carta, da A5 fino ad A2. Una vera manna per i maniaci dell’ordine.
Via | Noquedanblogs.com
La necessità di arredare le case in maniera flessibile, di poter cambiare forme e ingombri ogni volta che si cambia casa, o che nascono nuove esigenze, spinge molti designer a rivolgere la loro attenzione e la loro progettualità a varie tipologie di elementi modulari.
Che serva per arredare spazi temporanei o per poter cambiare aspetto alle proprie stanze ogni volta che si ha voglia, il sistema modulare Zipte Link permette di montare e smontare strutture per farne basi per tavoli e tavolini così come separè. I suoi elementi sono composti da tubolari di alluminio colorato curvati e saldati in forme romboidali.
Sono stati progettati dal famoso designer inglese Michael Young, trasferito ormai da anni ad Hong Kong, e sono stati presentati la scorsa settimana alla Vienna Design Week nel contesto di un’esposizione intitolata appunto Michael Young - Works in China.
Via | Pichaus.com
Zipte Link, gli elementi modulari di Michael Young

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