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Tutti gli articoli con tag tadao ando

Vitra Haus, la novità Herzog & De Meuron al Vitra Campus

pubblicato da Giulia Zappa

Vitra Haus di Herzog e De Meuron

L’annuncio ve lo avevamo già dato poco tempo fa in una approfondita ricognizione a proposito del Vitra Campus. Ora è tempo di tornare sull’argomento grazie alle foto del nuovo, spettacolare edificio progettato da Herzog & De Meuron nel distretto di Weil am Rhein.

La struttura riprende un tema caro al duo di architetti svizzeri, quello delle forme dell’abitare archetipiche, qui riproposte in una composizione sovrapposta solo apparentemente casuale.

All’esterno, la semplicità percepita del gioco di volumi rievoca la spontaneità di un gioco per bambini, mentre all’interno i passaggi tra i blocchi rendono mossa l’articolazione dello spazio. Quanto agli arredi, niente di difficile previsione: collezioni e ambienti in total look. Ovviamente Vitra, ma non c’era neanche bisogno di dirlo.

Via | Daily Icon

Vitra Haus di Herzog e De Meuron

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Il Vitra Campus di Weil-am-Rhein

pubblicato da intweetion

CampusVitra

Nato alla fine degli anni ‘80, in seguito all’incendio dei cantieri dell’azienda omonima, il Campus Vitra rappresenta un caso più unico che raro di connubio tra il mondo dell’architettura e quello dell’industrial design. Il progetto venne in mente all’amministratore, lo svizzero Rolf Fehlbaum che, dopo il disastroso incidente, cerco un modo per affermare la corporate identity della ditta attraverso due operazioni contemporanee.

Da un lato una collezione delle cento sedute che hanno fatto la storia del design del ‘900. Dall’altro, una ‘collezione’ architettonica con gli edifici del Campus commissionati a vari architetti con la supervisione di Nicholas Grimshaw: un museo di Frank Gehry, un centro congressi di Tadao Ando, una stazione dei vigili del fuoco di Zaha Hadid, una fabbrica di Álvaro Siza.

Lo straniamento -voluto- è completo. Lavori distanti tra loro, che generano uno spaesamento fortissimo eppure con dei tratti riconducibili. L’arte funzionale in un contesto industriale niente affatto omogeneo che però, svela il valore altissimo del design e dell’architettura applicate ai bisogni e le esigenze della contemporaneità.

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Ando & Eliasson, inedito duo dell'architettura d'interni

pubblicato da Giulia Zappa

tokyo gallery

Due nomi una garanzia, quelli di Tadao Ando e di Olafur Eliasson, ma anche due percorsi di ricerca che incarnano tradizioni e sensibilità contrastanti. Sembra che il loro incontro professionale per questa Tokyo House, abitazione privata di un collezionista giapponese, sia andato così: il committente incarica Tadao Ando, suo amico personale, della progettazione dell’abitazione, ma gli impone un intervento del celebre artista danese. Ando, scettico, accetta, per poi ricredersi ovviamente a lavoro finito.

Come dargli torto? La lucentezza del wallcovering custom made - sarebbe meglio chiamarlo opera d’arte in situ?-, realizzato con tessere rivestite in platino, ricorda una pelle di serpente metallica, capace di interagire con i cambiamenti naturali ed artificiali della luce nello spazio domestico. Tra gli ambienti, anche una stanza per la cerimonia del thé creata da Ko Uehara sulla falsa riga del Konnichian, storica casa del tè a Kyoto.

Via | Designcrave

La Tokyo Gallery progettata da Tadao Ando
tokyo gallerytokyo gallerytokyo gallery

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Fluoless, installazione by Nosigner

pubblicato da Gianni Sivari

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Il designer giapponese Nosigner ha creato un’installazione utilizzando dei neon non più funzionanti. Lo scenario di questa installazione è stato il Theory Luxe all’interno dello shopping mall Omotesando Hills di Tokyo. L’installazione prende il nome di fluoless che deriva dalle parole Fluorescent tubes (tubi fluorescenti) e worthless (senza valore).

Scopo di questa interessante installazione è quello di portare all’attenzione dei visitatori l’enorme mole di tubi fluorescenti (si parla di circa 75000) che ogni anno vengono dismessi in Giappone, molti dei quali vengono addirittura scaricati in mare. Il progetto rientra in una serie di eventi culturali chiamati ‘Museum of Omotesando Hills”, organizzati per celebrare il secondo anniversario dell’apertura del complesso commerciale progettato dall’archistar Tadao Ando.

Immagini
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Via | Dezeen.com

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