Lukas Peet è tra quelli -pochi, al giorno d’oggi- che considerano il design come un’attitudine meramente formale. Una continua indagine sul senso della proporzione, un dialogo incessante con le opportunità del materiale, per un’estetica che non pregiudichi l’ergonomia dell’artefatto.
Nel suo ultimo lavoro, un set di posate che si chiama Shape/Form, l’individuazione della dimensione perfetta passa attraverso un processo progressivo di ricerca sulla forma, come testimonia la sequenza di immagini pubblicate sul sito. Modellate per intaglio su legno, e senza ricorso a software 3d, le posate vengono quindi realizzate in porcellana e argento nella loro versione finale.
Via | Luxury Culture
Il set di posate di Lukas Peet



Continua a leggere: Servizi da tavola: l'argenteria contemporanea di Lukas Peet
cut bk from ariadne ax on Vimeo.
Joel Bukiewicz è uno “knife maker”. O se preferite, uno knife designer. Completamente autodidatta. Vive a Brooklyn, dove nel suo atelier crea e collauda coltelli artigianali sperimentando nuove tecniche e materiali. Tra i clienti del suo marchio, CUT knives, anche e soprattutto i migliori chef della Grande Mela. Che evidentemente sapranno il fatto proprio, e che hanno contribuito, tra l’altro, a generare un bel po’ di buzz sul valore assoluto delle sue affilatissime lame.
Sembra, infatti, che la lista di attesa di CUT knives sia lunghissima (addirittura un anno). Tant’è che da ieri, leggiamo nel sito, Joel ha addirittura smesso di accettare ordini per interrogarsi sul modo migliore di adattare la filiera alle esigenze del nuovo millennio. Si starà preparando a rivoluzionare le sue macchine da carpenteria? Dopo il salto, una piccola immagine dei coltelli in lavorazione.
Via | Gastronomista
Continua a leggere: Progettare coltelli: l'atelier di Joel Bukiewicz a Brooklyn
Al team di Atelier NL è venuto in mente un concept bizzarro: girare tra le fattorie dell’Olanda per prendere da ogni terreno un po’ di argilla, classificandola come si trattasse di un reperto archeologico e realizzandone una nuova serie di complementi d’arredo. Ci si potrebbe chiedere: perchè? E la domanda non sarebbe neanche troppo senza senso. L’argilla certificata ha più valore, o più fascino, di una senza certificazione?
Sia come sia, il risultato formale della Collezione Drawn from Clay è comunque molto bello, e vale uno sguardo solo per il sapore sofisticato nascosto dietro un’apparenza volutamente rude e non patinata. La collezione si è aggiudicata il Re:Vision Design Award indetto dal giornale Modern Painters.
Via | Dezeen
Continua a leggere: Drawn from Clay, le ceramiche di argilla Made in Holland
Quest’oggetto si direbbe quello che è, ossia un prezioso candelabro? Non proprio. Ma qui sta il bello, e in fondo quanti progetti dell’ultimo design non ci conquistano proprio per questo continuo spiazzarci delle apparenze rispetto alla sostanza?
L’idea in questo caso è di Swarovski, che smette le vesti più tradizionaliste e borghesi per darsi alla sperimentazione e al gusto della novità . In questo caso, lo spunto sembra venire dalla forma e dalla luminosità offuscata che caratterizzano i quarzi grezzi. Table Chandelier è progettato dal designer americano Rich Brilliant Willing.
Continua a leggere: Il candelabro Swarovski che sembra un quarzo grezzo
Cutlery è la nuova proposta di Skitsch per la tavola di Natale. Cosa di meglio, infatti, di una finitura un po’ sopra le righe per impreziosire ironicamente tanti pranzi e cenoni da re?
Il servizio di posate, in acciaio inox, è disponibile nei colori bronzo, oro e titanio. Una vistosità contraddetta dal design, sobrio e particolarmente morbido grazie alle linee arrotondate. Acquistabili direttamente dal sito di Skitch (azienda apripista per la distribuzione online, chissà se di questo periodo la scelta darà i suoi frutti?).
Via | At Casa
Continua a leggere: Lusso a tavola, le posate in bronzo, oro e titanio di Skitsch
Porcellane d’autore vendute a peso. Non siamo in un outlet aziendale alle prese con la dismissione dei pezzi di seconda scelta, ma da Merci, ultimo tra i concept store parigini destinati a fare tendenza.
Qui, Paola Navone ha messo in scena una nuova scenografia d’impatto, complice ancora una volta il marchio Richard Ginori, che ha fatto della designer la sua nuova mascotte e art director già dallo splendido esordio della joint venture in occasione dell’ultimo Salone del Mobile.
La collezione, progettata in esclusiva per Merci, trasforma e reinterpreta 1000kg di porcellana bianca imperfetta con una decorazione che mescola i vecchi stilemi del marchio fiorentino ad un gusto tutto contemporaneo. I pezzi, nobilitati dall’intervento e prossimi ad una selezione limited edition, sono stati venduti a peso per tutto il mese di settembre (quanto il prezzo al kilo?).
Via | Designboom
La collezione Merci di Richard Ginori firmata Paola Navone
Continua a leggere: Merci, quando Paola Navone si vende al kilo

Si apre all’insegna del “Total Living” l’edizione 2009 di Abitare il Tempo. Lo spirito della manifestazione, infatti, celebra la convergenza delle eccellenze provenienti da tutti i settori del mondo dell’arredamento, dal mobile classico al contemporaneo, ai complementi e accessori, fino all’illuminazione e al tessile d’arredamento. Un po’ per fare sistema, un po’ perché la casa rimane sempre il luogo dell’integrazione e della sperimentazione combinatoria tra oggetti, mondi e persone diverse. Senza poi mettere da parte l’arte contemporanea, peraltro celebrata in contemporanea da ArtVerona.
Tra le novità , un allestimento dei padiglioni più sobrio e funzionale, a detta degli organizzatori, e una nuova sezione di 15.000mq dedicata all’outdoors a cura di Frassinago Lab. Non poteva mancare, infine, una parola sulla crisi economica in corso: un’opportunità , e non soltanto un limite, per continuare a spingere sulla qualità e l’innovazione. Fino alla fine del tunnel, che speriammo tutti essere prossima.
Continua a leggere: Abitare il Tempo 2009: è tempo di "Total Living"

Inaugurata nel novembre 2008, la Moooi Gallery di Amsterdam è la prima design gallery fondata del marchio Moooi con l’obiettivo di dare vita ad un nuovo hotspot del design europeo ed internazionale.
L’ambizione, neanche troppo velata, è dunque quella di ricreare una vetrina d’eccellenza del design non solo contemporaneo e non solo di Moooi: oltre ai prodotti del marchio creato da Marcel Wanders, infatti, trovano spazio oggetti selezionati tra i designer da sempre affini al marchio olandese - Hayon, le Front- a cui si affiancano anche scelte meno scontate e forse per questo più interessanti quali una collezione di mobili svedesi del diciannovesimo secolo.
In programma anche esibizioni temporanee, come quella dedicata in questi giorni ad Ilio, marchio di arredamento e tableware dell’azienda turca Demirdem Design già vincitrice di numerosi riconoscimenti tra cui anche un prestigioso Red Dot nel 2007.
Via | Dexigner
Continua a leggere: Ilio in mostra alla Moooi Gallery di Amsterdam

Il confine tra originalità , citazione e plagio è spesso incerto. D’altro canto -e ne parlavamo giusto l’altro giorno a proposito della nuova creazione di Starck per Kartell- qualsiasi progetto per quanto innovativo rappresenta sempre, almeno sotto un certo profilo formale o concettuale, una rielaborazione del preesistente.
Di ciò sono particolarmente convinti i ragazzi di Koncern, studio di design ceco che ha esposto quest’anno in Zona Tortona la propria collezione “Fake it Easy”. Una collezione dichiaratamente copiata, almeno stando a quanto affermano Jiř’ PÅ™ibyl e Martin Imrich, membri dello studio. I quali ci invitano provocatoriamente a copiare a nostra volta i loro pezzi. Facendoci riflettere, allo stesso tempo, sull’ambiguità di fenomeni come brevettazione e pirateria.
Compongono la collezione di tableware alcuni bicchieri per il vino, una zuppiera, piatti e vassoi rigorosamente in cristallo, secondo la migliore tradizione del paese.
Continua a leggere: "Fake it easy": da Koncern il plagio del Salone del Mobile 2009
Passato, presente e futuro di Richard Ginori nell’allestimento firmato da Paola Navone presso l’ex Ansaldo in via Tortona, in collaborazione con Pitti Immagine. Una coreografia monumentale per l’ampiezza dello spazio, una sorta di cattedrale industriale trasformata per l’occasione in una monografia sulle attività della casa di porcellane fiorentina fondata nel 1735. In mostra, un mix di pezzi storici e ultimi arrivati, arrangiati con installazioni ad arte. Tra divani e tavolini, la location più frequentata di tutta Zona Tortona 2009, l’indirizzo dove fare buca e concedersi una pausa di relax.
Continua a leggere: A Tortona, il tempio di Richard Ginori firmato Paola Navone