La A4Adesign è un’azienda di Milano che produce oggeti in cartone. Utilizzando cartone alveolare (quello alto, usato come riempitivo di porte o di pareti) ne fanno scenografie, spazi espositivi, mobilio e giochi.
L’attività è opera di Nicoletta Savioni e Giovanni Rivolta, architetti, che dai grandi studi di progettazione hanno costituito il proprio, fino a specializzarsi nell’ambito del cartone alveolare. Partiti come architetti, strada facendo sono diventati designer, scenografi, comunicatori.
Sul sito è attentamente descritta tutta la loro politica, la loro filosofia, la loro visione sulla “materia” -è proprio il caso di dirlo- che è al centro di ogni loro attenzione. Il tutto riassumibile in due-tre punti principali.
Continua a leggere: A4Adesign: Nicoletta Savioni e Giovanni Rivolta giocano pulito col cartone
Il fotografo Kyle Berg presenta il nuovo web portfolio della sua attività, battezzata Ten18 come omaggio alla propria amata moglie. Realizzato da Maquina Studio, è un valido esempio di come un fotografo possa presentare i propri lavori e invogliare potenziali clienti con un web design ricco, chiaro e soprattutto senza l’ausilio di Flash.
La homepage fortunatamente non ci propina un loop house da ammutolire immediatamente bensì offre subito i quattro settori in cui Berg è specializzato con uno slideshow animato dal passaggio del mouse grazie a jQuery. Più in basso qualche estratto dal proprio blog.
Il fotografo Kyle Berg presenta il suo nuovo web portfolio




Continua a leggere: Ten18: il gradevole portfolio di un fotografo
Nu Bureau ha progettato e realizzato il sito web di Gritti Rollo, studio di architetti di Milano, riuscendo a creare un prodotto usabile e degno di finire nelle varie css gallery. Il lancio non è recente ma è un valido esempio di come si possa fondere una grafica più “da brochure” a un coding adeguato e una struttura dei contenuti soddisfacente per il visitatore.
Il sito è realizzato interamente in xhtml e css e animato con la libreria MooTools. La tipografia è il piatto forte, il font serif molto sottile è presente in stampatello maiuscolo quasi ovunque e l’arancione su sfondo nero sicuramente non è il massimo dell’originalità ma non guasta mai. La homepage del sito è minimalista dato che è costituita dal menu che scorre elegantemente ad ogni click mostrando i contenuti delle varie sezioni.
Continua a leggere: Gritti Rollo: tipografia nel web design made in italy

Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.
Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.
Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).
Continua a leggere: "Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers

Il designer londinese Christian Nyampeta ha realizzato questo “Stunts”, uno strano mobile la cui struttura, combina lavoro ed esercizio fisico.
L’intelaiatura del mobile è in metallo con una serie di tavole in legno che possono essere aggiunte per creare ripiani ed essere utilizzate come scaffali o come tavolo da lavoro. C’è anche un piccolo sgabello. Quanto invece tutti gli elementi vengono rimossi, ci si può arrampicare sullo scheletro e eseguire degli esercizi ginnici.
Anche i componenti del mobile possono essere smontati, così da occupare lo spazio abitativo a nostro piacimento. Maggiori dettagli, come sempre, nella gallery dopo il salto.
Continua a leggere: "Stunts": il mobile per fare esercizio di Christian Nyampeta

Lo studio danese Bayarch, specializzato in design e architettura, ha proposto un concept abbastanza rivoluzionario per uno dei luoghi di culto dell’immaginario statunitense e non solo. La famosissima scritta Hollywood, sulle colline davanti la città omonima che ospita gli studios più famosi al mondo.
L’idea prevede di trasformare le singole lettere in altrettante facciate di un gigantesco hotel di 300 stanze. L’impresa è probabilmente destinata a rimanere un sogno, visto che -come prima cosa- bisognerebbe anche ingrandire notevolmente le dimensioni della scritta (al momento è alta circa tredici metri).
Il progetto però è affascinante e andrebbe sostanzialmente a integrarsi col panorama: la profondità della struttura sarebbe ‘coperta’ in prospettiva dalle singole lettere e il mito di una scritta che resiste dal lontano 1923 rimarrebbe immutato. Dopo il salto, una gallery con le renderizzazioni del concept.

David Garcia è uno di quei designer che difficilmente si tirano indietro davanti alle sfide. Basta un’occhiata neanche troppo approfondita al suo portfolio per rendersene conto. ‘Stavolta applica il suo originale punto di vista con quattro ‘mosse’ per reinterpretare il concetto di libreria.
Da bambino mi hanno presentato un vecchio amico di famiglia. Non avevo mai incontrato nessuna persona che avesse letto così tanti libri o che fosse in grado di ricordare tante fonti e tante citazioni come lui. […] Con mio grande disappunto, quando durante gli anni dell’università lo convinsi a invitarmi a casa sua, vidi che non aveva neanche un libro. Gli chiesi dove li tenesse e mi rispose che conservava solo il libro che stava leggendo. Una volta finito, lo regalava al primo passante incontrato in strada.
La storia è suggestiva e spiega bene l’idea dietro “Archive”, lavoro a metà tra arredamento e installazione. Il primo ‘pezzo’ è una sorta di altalena priva di fulcro. La metafora è evidente: il peso dei volumi nella libreria solleva in aria la sedia del lettore che è sempre più impossibilitato a raggiungerla.
Continua a leggere: David Garcia: quattro pezzi (mica tanto) facili per ripensare una libreria

Sbalorditivo il lavoro di questi tre designer di Portland. Mathew Foster, Fritz Mesenbrink e Jeremy Pelley sono le tre menti dietro al nome The Official Manufacturing Company, uno studio che non solo riesce a interpretare in maniera eccellente i marchi e le aziende per cui lavora, ma le caratterizza con idee in cui è lo stile a farla da padrone.
Stile -appunto- ma anche una notevole dose di creatività. Il lavoro più emblematico è quello per la catena degli Ace Hotel, a cui hanno messo a disposizione il loro talento prima di decidere di proporsi come freelance. Le commistioni sono moltissime: prima fra molte quella con il mondo della musica. Proprio per gli Ace Hotel infatti, hanno realizzato una serie di guide cittadine in occasione del tour dei Sonic Youth per l’uscita dell’album “The Eternal”.
Da vedere, anche i tre profili Flickr dei The Official Manufacturing Company che trovate rispettivamente a questi indirizzi: Flickr: Fritz | Flickr: Jeremy | Flickr: Mathew. Dopo il salto, come al solito, una gallery del brand design effettuato sulla compagnia di alberghi.
Continua a leggere: Il brand design di The Official Manufacturing Company
Fortunatamente ci sono le immagini. E i video. Perché altrimenti alcune delle cose che ci colpiscono e vogliamo segnalarvi, difficilmente riusciremmo a spiegarle solo scrivendone. Questa è una di quelle circostanze: “Euphorie” è un progetto che tende a far mancare le parole, piuttosto che ad aggiungerne.
Prodotte dallo studio 1024 Architecture di Parigi, insieme ad Arcadi, “Euphorie” sono una serie di installazioni che uniscono suono e luce ad opera di François Wunschel e Fernando Favier, musicisti e designers.
Fin qui tutto bene. Descrivere queste installazioni è un’impresa. Ci sono dei tubi attraversati da led che talvolta sottolineano lo spazio che li racchiude, altre invece vengono utilizzati per crearne di nuovi, all’interno del luogo dove avviene l’esposizione. Sempre più difficile.
Continua a leggere: I mondi di luce di François Wunschel e Fernando Favier per 1024 Architecture

Non sarà certo il rinnovamento che fedeli -e non- attendono, ma quello che gli architetti dello studio BRB (Butler Rogers Baskett) hanno realizzato, può essere comunque considerato un primo passo affascinante per tutti quelli convinti che la forma sia il primo dei contenuti.
Commissionata dalla Trinity School di New York, la “Johnson Chapel” reinterpretata dal trio BRB, si è anche accaparrata l’AIA New York 2010 Design Award e, guardandola, non è difficile capire il perché. Mix calibrato e funzionale di tradizione e linee minimali che giocano in sottrazione.
Una parete in legno che integra porte e sedute, un’apertura nel soffitto che la luce attraversa con diverse inclinazioni in diversi momenti della giornata, arredi essenziali e, su un lato, un greto di pietre su cui scorre l’acqua che arriva da una fontanella impiantata all’interno di una roccia. Che crediate o meno nel potere della preghiera, il luogo rimane davvero suggestivo. Dopo il salto, la gallery (via).
Continua a leggere: BRB: la "Johnson Chapel" della Trinity School di New York