
Non sarà certo il rinnovamento che fedeli -e non- attendono, ma quello che gli architetti dello studio BRB (Butler Rogers Baskett) hanno realizzato, può essere comunque considerato un primo passo affascinante per tutti quelli convinti che la forma sia il primo dei contenuti.
Commissionata dalla Trinity School di New York, la “Johnson Chapel” reinterpretata dal trio BRB, si è anche accaparrata l’AIA New York 2010 Design Award e, guardandola, non è difficile capire il perché. Mix calibrato e funzionale di tradizione e linee minimali che giocano in sottrazione.
Una parete in legno che integra porte e sedute, un’apertura nel soffitto che la luce attraversa con diverse inclinazioni in diversi momenti della giornata, arredi essenziali e, su un lato, un greto di pietre su cui scorre l’acqua che arriva da una fontanella impiantata all’interno di una roccia. Che crediate o meno nel potere della preghiera, il luogo rimane davvero suggestivo. Dopo il salto, la gallery (via).
Continua a leggere: BRB: la "Johnson Chapel" della Trinity School di New York
Oggi vi presentiamo tre segnalazioni al prezzo (?) di una per fontmaniaci (e non). La prima è questo Dogs as Typefaces dello studio Grafisches Buro di Vienna. Se i cani fossero font, a quali somiglierebbero (e viceversa)? Il dalmata-Curier è un abbinamento perfetto.
Continuiamo con un poster semplice, minimale che riesce ad essere evocativo con il minor numero di elementi possibile. London Bus Print non è altro che la scritta “London” -appunto- ripetuta due volte. Bicromia attenta e un diverso allineamento della lettera ‘O’. Eccovi il vostro double-decker in formato A2 per sole 25 sterline.
Il terzo inno alla tipografia intelligente non poteva non essere l’ennesimo attacco ad “Arial”. La lotta dei fan di Helvetica è senza quartiere, ma uno arrabbiato come Marc Fennell per HungryBeast ancora non l’avevamo visto. Trovate il video dopo il salto.
Continua a leggere: Fontmania: cani, autobus a due piani e l'ennesimo spot anti-Arial

Creative Review è uno dei magazine più noti e longevi nell’ambito del design. Praticamente una piccola ‘bibbia’ per chi si occupa di cultura e comunicazione visuale, sempre con un occhio attentissimo a tutte le nuove tendenze e ai nomi più in vista tanto da meritarsi a pieno titolo l’altisonante auto-definizione: “The best in visual communication”.
Nato nel 1980 a Londra, Creative Review celebra quest’anno il suo trentennale con un numero speciale e una cover davvero molto bella. Affidata al talento di Rachel Thomas designer e direttrice artistica, è un set che descrive al meglio l’intento principale di Creative Review: raccontare, analizzare e dibattere il ruolo e il lavoro dei creativi. Quale ambito più adatto di uno studio?
Per giunta, Rachel Thomas ha scelto proprio il suo stesso ambiente di lavoro, allestito a dovere, e ha incaricato il fotografo Marcel Christ di ritrarre il risultato. Sul blog del sito invece, lo staff della rivista ha deciso di pubblicare alcuni scatti dal backstage. Un modo in più per dimostrare l’interesse per il processo creativo e dare ai lettori la misura del lavoro e della passione che sono dietro a un successo trentennale. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: Creative Review: il backstage della cover del trentennale

La prossima Esposizione Internazionale si svolgerà nel 2012 a Yeosu, in Corea del Sud. Il tema scelto è “The Living Ocean and Coast” e iniziano ad arrivare le prime proposte per i vari padiglioni tematici, tra cui questo incredibile lavoro di Mvrdv, studio di architettura e urbanistica con sede a Rotterdam che dal 1993, fa dell’attenzione al design il suo punto di forza.
Già ideatori e autori di moltissimi progetti importanti, dislocati in tutta Europa, dopo il padiglione olandese per il World EXPO del 2000 a Hannover, lo staff di Mvrdv ci riprova con questo “Water Cube” che promette di essere uno dei migliori presenti a Yeosu.
Lo scopo dichiarato è di realizzare una struttura che simboleggi la forza e la bellezza degli oceani, come fosse proprio un blocco estratto dal mare stesso. Il cubo è cavo all’interno, con le pareti fatte di recipienti impilati e riempite d’acqua, così da restituire ai visitatori l’impressione di muoversi dentro all’oceano per esplorarne le meraviglie. Dopo il salto, una gallery del progetto.

Paul Coudamy, architetto e designer francese, mette a segno un altro colpo nell’arredamento non convenzionale di interni. Dopo aver dimostrato con My Caravan Studio come fosse possibile ricavare il massimo da uno spazio di soli 28 mq tramite mobili da spostare e riporre l’uno dentro l’altro e dei cuscini-divano come pareti divisorie.
Lo sfruttamento intelligente delle pareti è ancora una volta al centro di un suo lavoro: questo “Swollen Wall Appartement” in cui però alla necessità di economizzare lo spazio (ottenuta con una struttura che si adatta perfettamente agli ambienti), viene conciliata con un’idea di maggiore dinamismo.
La griglia della libreria, composta prevalentemente da quadrati di 20×20 cm (misura calcolata sulle dimensioni dei tascabili), non è parallela alle pareti ma si gonfia per tutti i diciassette metri di lunghezza, formando ondeggiamenti che contrastano con gli angoli interni delle stanze e del mobile stesso. Dopo il salto, una gallery del lavoro completato.
Foto | via
Continua a leggere: Paul Coudamy: "Swollen Wall Appartement"

Una risorsa incredibile questo Display: Graphic Design Collection. Una raccolta accurata e selezionatissima dei più importanti libri, riviste, pubblicità e materiale riguardante il design. Dallo scorso anno, lo staff di Display propone il meglio per chi vuole interessarsi al graphic design del 20esimo secolo, con tanto di storia e testimonianze dei suoi ‘pionieri’.
Display è gestito e organizzato dallo staff della Kind Company, un ufficio di design indipendente di Brooklyn che si occupa di web e stampa. Già responsabile, tra l’altro, dell’Alvin Lustig Archive: un progetto-fondazione che diffonde l’opera del grande art director degli anni ‘30 e ‘40.
Tutto il materiale viene da collezioni originali: scansionato e fotografato con la massima attenzione. I contribuiti arrivano da privati, semplici entusiasti del progetto e dalla stessa Kind Company che mette a disposizione il tutto per scopi educativi, personali e -ovviamente- non commerciali. Un’iniziativa splendida, un lavoro di catalogazione impeccabile che si traduce in un luogo virtuale dove studiare, appassionarsi, scoprire nuovi nomi o approfondire quelli già noti. Non perdetevelo.
Chi l’ha detto che le installazioni devono per forza essere seriosi studi che lasciano il pubblico interdetto o, nel migliore dei casi, assorto in profonde riflessioni sul rapporto uomo-macchina-territorio? Non vogliamo certo screditare lavori più ragionati e legati a premesse che molto spesso producono un’esperienza importante nello spettatore (ci mancherebbe!).
Eppure sarà che oggi è venerdì e la settimana volge al termine, sarà che il brano che fa da colonna sonora a questo video (”Under My Skin” di Gin Wigmore) è uno di quei pezzi soul che conquistano, sarà che ogni tanto è bello vedere facce sorridenti grazie all’arte e al design, vogliamo proporvi “Night Lights”, l’installazione del collettivo YesYesNo.
Lo studio, con sede a Londra, New York e Amsterdam ha realizzato questo spettacolo di luci e ombre proiettando il tutto sull’ Auckland Ferry Building: il palazzo da cui partono i traghetti nella città della Nuova Zelanda. Tre le diverse tipologie di interazione. Una tramite il movimento del corpo sui due palchi, una muovendo la mano sul tavolo luminoso e l’ultima tracciando le onde dei cellulari in movimento.
Continua a leggere: Night Lights: l'installazione che diverte
Una borsa di studio di 18,000$ valevole per due anni, al fine di accedere al programma di Communication and Ideation Design del Langara College di Vancouver. Rethink Scholarship è un progetto della Rethink Communications, agenzia (anche se loro preferiscono definirsi ) canadese che ha deciso di promuovere in modo molto particolare questo concorso.
Il video che vi proponiamo contiene una serie di consigli, ‘annotati’ sul più classico degli sketchbook neri. Consigli semplici e importanti, linee guida per gestire nel modo migliore la propria creatività. Prima ancora di dettare leggi sul tipo di lavoro, quelli di Rethink vi suggeriscono un modo di procedere, la giusta attitudine per approcciare anche la proposta che andrete a consegnare.
Se poi il ‘tutorial‘ è di per sé un ottimo compendio di creatività e idee, che saltano fuori dalle pagine nella migliore tradizione dei pop-up, allora l’attenzione è definitivamente catturata. Un punto di vista divertente e originale. Da vedere assolutamente.

FWA (l’acronimo di Favorite Website Awards) premia e segnala una quantità di siti web, promuovendone (o bocciando) la riuscita in termini di creatività, accessibilità, innovazione e design. I lavori prescelti sono -ovviamente- più o meno opinabili, anche in base al gusto personale, nonostante questo, FWA rimane un ottimo luogo per scoprire qualche nuovo graphic designer.
Gli utenti sono chiamati a votare ogni anno quello che è, secondo il proprio insindacabile (?) giudizio, il sito migliore. I Website of the Year Awards si sono conclusi con la vittoria di We Choose The Moon: una versione on line della missione dell’Apollo 11 sulla luna a quarant’anni dalla riuscita.
Creato dalla The Martin Agency e dai Domani Studios, è stato scelto da lista di 12 lavori, uno per ciascun mese, disponibile qui. Tutti progetti che -come è facile immaginare- puntano moltissimo sull’interattività e sull’integrazione ottimale di contributi video e audio. Come fa lo stesso vincitore, inserendo anche dell’affascinante materiale d’archivio.

Occhei, Tina Roth Eisenberg la conoscete tutti. E’ la tenutaria di SwissMiss, uno dei blog più famosi tra chi segue tutto ciò che ha a che fare col design. Cresciuta in Svizzera, una volta completati gli studi è volata a New York dove ha lavorato come design director e ha contribuito allo sviluppo del Visual Thesaurus.
Ora gestisce uno studio in proprio (SwissMiss, appunto) e vive a Brooklyn. Molto spesso la Roth ha postato immagini del suo quotidiano, raccontando come il design finisca per essere parte integrante delle sue giornate. Dai mobili (il marito disegna cucine) ai giocattoli intelligenti da acquistare per la figlia.
Avendo un altro figlio in arrivo, si prenderà una pausa di un paio di mesi. L’idea che ha avuto è quella di affittare il suo spazio nello studio che dirige. Scrivania, sedia, connessione wi-fi e l’accesso a tutti gli oggetti presenti nel loft che accoglie i dipendenti (c’è una lunga lista dettagliata a questo indirizzo). Il prezzo è anche abbastanza ragionevole: 500$ al mese. Se siete da quelle parti, potreste farci un pensiero.