Ci piacciono proprio molto i lavori di Mentalgassi, il collettivo di street-art che ha realizzato i volti umani sulle inferriate di cui vi avevamo parlato un anno fa. ‘Stavolta si cimentano con diversi materiali e con una riflessione sul rapporto tra abitanti e architettura urbanagià iniziata precedentemente.
Il risultato è un’altra serie di installazioni, in cui numerosi ritratti di persone sono stai applicati ai supporti più disparati. Boe gonfiabili nelle acque di un porto, campane per la raccolta del vetro, obliteratrici dei mezzi pubblici e molti altri. Trovate tutto nella gallery qui di seguito e nel video a inizio post.
robo-rainbow from mudlevel on Vimeo.
Il lavoro dello svedese Karl Adam Warrol a.k.a. Akay, si situa in bilico tra arte di strada e interaction design, con una massiccia dose di autoironia. Il suo ultimo artificio è un marchingegno dal titolo suggestivo, Robo-Rainbow, per sua definizione uno “Strumento di Distruzione di Massa”, ovvero una “complicata soluzione tecnica di supporto in semplici atti di vandalismo”.
Costruito con parti di una bicicletta, il motore di un trapano e un sistema a controllo remotato che aziona bombolette di vernice colorata innestate su un braccio meccanico, Robo-Rainbow è in grado di tracciare velocemente e con gran precisione dei perfetti arcobaleni sui muri urbani. Piccole azioni di disturbo ad alto tasso estetico.
Via | Creativeapplications.net
Alcuni character nati dalle menti prolifiche di street-astisti di tutto il mondo sono talmente efficaci e immediati che il mondo della moda e della pubblicità li ha immediatamente cooptati per campagne che sapessero raggiungere quel target young-adult così difficile da solleticare.
Uno dei casi italiani più eclatanti è sicuramente quello di Salvatore Benintende e del suo alter-ego Tv Boy. Il Tv Boy (in collaborazione con Art Kitchen) questa primavera farà bella mostra di sé sulle vetrine dei magazzini la Rinascente, reinterpretando le vetrine per la collezione Denim Primavera/Estate 2010.
In ben otto città, Torino, Padova, Genova, Firenze, Roma, Milano, Catania e Cagliari, le vetrine saranno particolari rielaborazioni, giocose e piuttosto affollate, delle strade di cinque grandi capitali mondiali come Rio, Londra, New York, Parigi e Tokyo.
Una delle nuove frontiere della street-art e in particolare dei graffiti sembra essere quella che prevede l’interazione con la video arte e tutte le nuove tecnologie legate all’immagine digitale. Si evita l’invasione (spesso indesiderata) delle superfici urbane e i conseguenti costi dei materiali ed eventuale, successiva copertura.
Nascono quindi continuamente dei dispositivi che hanno anche il vantaggio di poter essere trasportati ovunque e garantire divertimento durante delle performance ‘a noleggio’. Proprio quello che è accaduto in occasione del party al villaggio degli atleti commissionato dal Vancouver Organizing Committee per le Olimpiadi invernali di quest’anno.
La Tangible Interaction di Alex Beim ha realizzato “Digital Graffiti”, uno strumento che permette di disegnare su grande schermo come se si utilizzasse un qualsiasi software per l’illustrazione. Affidandosi all’esperienza in fatto di workshop di Carson Ting e Denise Cheung della Chairman Ting Industries, ha conquistato il pubblico con una serie di lavori prodotti sul momento per poi essere rapidamente cancellati e sostituiti. Il futuro dell’arte di strada passa anche da qui (?).

SpY è un artista di Madrid che ha iniziato a farsi notare a metà degli anni ottanta per i suoi graffiti. Da li a poco ha iniziato a sperimentare altre forme di street-art per comunicare: poster giganteschi e cartelloni pubblicitari, modificati in uno stile (erano ancora i primi anni ‘90) non molto conosciuto.
Il suo linguaggio si è evoluto fino ad approdare al quello attuale, nato dall’esigenza di riappropriarsi degli elementi urbani, per poi replicarli, trasformarli, stravolgerli e installarli per le vie delle città.
Grande osservatore dell’ambiente cittadino, con un occhio allenato grazie alla sua esperienza con i graffiti, SpY coglie i dettagli e li rielabora in modo non direttamente invasivo, in qualche modo integrato allo spazio circostante. Eppure il risultato è sempre efficace e sorprendente, con una punta di nonsense che denuncia e sfida i luoghi comuni: un’attitudine alla critica sociale che spiazza e propone un nuovo, surreale, panorama.

Eccoci ancora a parlare di Banksy per mostrarvi questo graffito che è stato attribuito a lui. Si tratta di uno stencil comparso nei giorni scorsi a Croydon, un sobborgo di Londra, proprio nelle vicinanze di uno store Ikea. Nonostante il nome della multinazionale svedese sia anagrammato, il suo logo è riprodotto con inequivocabile fedeltà.
La vittima del sarcasmo non è però tanto Ikea quanto lo sprovveduto ragazzetto rivoltoso che per scrivere i suoi pensieri di protesta ha bisogno del “kit del bravo punk”, un graffito pronto da montare, con tanto di istruzioni incomprensibili.
Via | Freshngood.com

Stéphane Bucco è un graphic designer, fotografo e street-artista (con il nick Sockho) francese che ha fondato un piccolo marchio, The String Republic con l’intento di coniugare le espressioni artistiche e gli oggetti di vita quotidiana.
Il prodotto di base delle collezioni di String Republic sono le buone vecchie espadrillas, scarpette di stoffa con la tomaia di corda, realizzate ancora con i metodi tradizionali da piccole aziende basche. La peculiarità di queste scarpe sta nel fatto che sono decorate da illustratori e graphic designer di fama internazionale: EBoy, Ryan Cox, Mike Perry, Elr°y, Maximilian Bode, etc.
Mentre una collezione particolare, BSided, artificial sneaker, riproduce fedelmente sulla tela forme e linee di coloratissime sneaker, disponibili in diverse combinazioni.
Via | Thetrendygirl.net

L’azienda Combo, da sempre dedita alla diffusione dello streewear, anche per la stagione primavera/estate 2009 lancia la collezione Artist Set.
Si tratta di una mini collezione di T-shirt dedicata al mondo dei graphic designer. Il concept della collezione è quello di far reinterpretare la TS 10, la T-shirt Combo per antonomasia, dai nomi più illustri del panorama della street-art internazionale. Il progetto è già stato sperimentato in precedenza, quando l’azienda si è avvalsa della collaborazione del collettivo artistico canadese 123Klan; per la SS 09 è invece la volta di Mauro Gatti, Yuri and Yuri Gagarin Brothers e Zosen.
Via | Polkadot.it

L’eclettico alter ego del designer e street-artist Tvboy di stanza a Barcellona, è diventato un logo facilmente riconoscibile che usa stickers, poster, stencil, graffiti, spray e pennelli per portare le ispirazioni di grafica e graffitismo praticamente ovunque. Dopo “Street art Series Bcn” in cui campeggia in una collezione di materiale per la scuola, il piccolo alter ego il 20 maggio sarà a Roma per personalizzare una Fiat Bravo in occasione della mostra dedicata alla street art Scala Mercalli.
In un total look per lui e lei, Tvboy esordisce anche nel mondo del fashion, con una linea di abbigliamento che sarà presentata nel corso di Pitti Uomo a Firenze da 18 al 21 giugno e dal 2 al 4 luglio al Bread & Butter di Barcelona. Una serie di appuntamenti per assistere all’incontro tra grafica, illustrazione, icone metropolitane e il mondo delle aziende.

Per i tetris-addict come me è una goduria visiva questa nuova strada “street-art” inaugurata da Laurent, artista parigino.
Da: Woostercollective