Vi ricordate del blog Paris vs New York, a tally of two cities, ideato dall’illustratore Vahram Muratyan per creare un match visivo tra due delle città più affascinanti al mondo? Vi ricordate delle sue icone messe a confronto, con ironia e gusto sapiente per i dettagli?
Il brand francese Domestic, che per primo ha diffuso in Europa la tendenza dei wall stickers, ha inserito nella sua nuova collezione proprio due adesivi da parete disegnati da Vahram Muratyan. Fanno parte della collezione One Strip Wallpaper e raffigurano la facciata di un palazzo dei primi del ‘900 parigino con i suoi balconcini decorati in ferro battuto e la facciata in ghisa “cast-iron” di un edificio ottocentesco newyorkese.
Ideali per ricoprire piccoli spazi o nicchie, o per caratterizzare angoli di grandi ambienti, le One Strip rappresentano ormai una collezione di peso nella produzione di Domestic e comprendono già, tra gli altri, disegni firmati da Matali Crasset, Timorous Beasties, Tado e Geneviève Gauckler, a cui si aggiungeranno per la prossima primavera anche i disegni floreali di Nathalie Lété.

Wrappete è il marchio specializzato in interior decoration che propone soluzioni non convenzionali in grado di coniugare i vantaggi derivanti dall’utilizzo di tecnologie e materiali d’avanguardia, come il flessibile vinile adesivo, alla tradizione artigianale del Made in Italy.
Il risultato è la produzione in serie di pezzi unici realizzati su commissione, caratterizzati da massima personalizzazione delle forme e della grafica.
Wrappete propone complementi d’arredo realizzati decorando la struttura in solido ferro con stickers flessibili di tutti i colori, come ad esempio gli esclusivi orologi da parete Stick’n clock, gli appendiabiti fashion e i preziosi pannelli appendiabiti luxury, caratterizzati da una struttura leggera e resistente decorata con applicazioni di vinile adesivo e successivi ritocchi artigianali con foglia d’oro, d’argento e altri metalli, glitter e cristalli Swarosky.
Wrappete ha recentemente presentato, in occasione di Macef 2011, “Italia Incanti”, il progetto ideato da un pool di realtà italiane con la mission di rappresentare l’eccellenza dell’artigianato tecnologico Made in Italy.
Tradizione e innovazione, creatività e passione, massima personalizzazione e unicità.
Questi i valori di tutte le proposte artistiche firmate “Italia Incanti”: oggetti unici per la valorizzazione degli spazi abitativi e della vita quotidiana realizzati miscelando le più innovative tecnologie alla maestria artigiana.
Gli stickers sono stati solo un fenomeno di passaggio oppure, meno impegnativi e più flessibili della carta da parati, utili a ravvivare un muro monocromatico, sono destinati a ritagliarsi uno spazio tra le differenti decorazioni da parete? I californiani di Blik non sembrano preoccupati dall’interrogativo e continuano a sfornare nuove collaborazioni eccellenti con graphic designer e illustratori.
L’ultima in ordine di tempo è con l’artista Rex Ray che declina il suo stile astratto e retro-futurista in una serie di stickers modulari assemblabili secondo il proprio gusto. Spontaneous Horizon, Skyline Rhythm, Beyond the Borough e A Mutual Bond sono figure adesive dalle texture ricche, da comporre a piacimento per formare paesaggi lunari, figure organiche, montagne rocciose o qualunque immagine la vostra fantasia voglia assecondare.
Per Payton Turner e Brian Kaspr tutto è iniziato nel 2008 con una serie di installazioni in cui quella che sembra, a guardarla da lontano, una classica carta da parati con un pattern a losanghe, si scopre, a uno sguardo ravvicinato, un’impressionante lavoro certosino realizzato assemblando migliaia e migliaia di piccoli stickers.
Ogni losanga è composta di minuscole figure diverse applicate in maniera perfettamente simmetrica: l’Empire State Building e fruttini, Dorothy del Mago di Oz e palline da tennis, automobili glitter, alberi di natale, fiori e ogni altro elemento figurativo che potete immaginare si fondono a comporre la minuziosa decorazione.
Da quelle prime esperienze è nato il marchio Flat Vernacular con cui i due creativi newyorkesi producono carte da parati artigianali, dai temi perlopiù figurativi, affiancati da una produzione su misura di stickers per riprodurre, anche su piccole superfici, l’effetto tanto kitsch quanto divertente e colorato dei loro pattern originali.
Continua a leggere: Carta da parati o wall stickers? La soluzione di Flat Vernacular
Il suo Imaginary Castle, una decorazione adesiva di quasi due metri di larghezza, piena di guglie e cupole colorate, fa parte della nuova collezione dei designer di stickers Blik e sta riscuotendo grande successo. Ma se un imponente disegno a parete non è esattamente nelle vostre priorità, ci sono altri modi per apprezzare l’arte del losangelino Patrick Hruby.
Le sue figure infatti, che tra geometrie e tinte forti richiamano il folklore russo, sono riprodotte anche su 36 coppie di carte che costituiscono un vivace memory game d’artista, su una collezione di piatti in ceramica e una di bicchieri di vetro per il marchio Fishs Eddy, ispirati ai personaggi del circo. Declinazioni differenti per uno stile che rimane comunque inconfondibile.
Gli stickers prodotti dai californiani Blik li conosciamo ormai bene, le loro grafiche da parete, i progetti realizzati su misura e le collaborazioni con illustratori famosi, indie band e addirittura la Disney. Ora Lifework, uno dei blog del gruppo Herman Miller, ci dà l’opportunità di dare un’occhiata anche all’interior design dei oro uffici.
I fondatori di Blik Scott Flora e Jerinne Neils condividono uno spazio caratterizzato, neanche a dirlo, da veri e propri collage a tutta parete che interagiscono con le aperture che mettono in comunicazione con i diversi ambienti. Una linea gialla, come un filo conduttore, lega immagini e spazi, i pochi mobili dalle linee minimali e informali e dai colori sgargianti, come le due poltrone sacco in azzurro e porpora.
Oltre ad alcuni degli stickers più popolari del brand (dalle foto fanno capolino Color Wheel e Love), illustrazioni e artwork incorniciati sono disseminati un po’ ovunque in questo ambiente informale, di cui Lifework cattura non solo visivamente le atmosfere, ma anche acusticamente, riportando le playlist della “musica da lavoro” preferita da Scott e Jerinne.
Senza grande clamore Ikea introduce novità interessanti nel suo catalogo di decorazioni adesive da parete che fino ad oggi annoveravano più che altro motivi floreali e qualche cornice. Per farlo si affida allo stile inconfondibile di uno dei maestri dell’arte del ventesimo secolo, Keith Haring, i cui omini radianti sono riprodotti in quattordici differenti declinazioni nella serie Slatthult.
Si chiamano invece Marhult gli altri nuovi stickers di cui Ikea purtroppo non ci rivela l’autore: peccato perché cibo e frutti, ananas e gelato, ciliegie e uova al tegamino, sono disegnati in colori accesi, rosso, arancio e azzurro, con un interessante stile scandinavo-retrò.
Dopo aver lavorato per dieci anni come direttrice creativa per grandi firme come Givenchy, Lacoste, Guerlain e Hugo Boss, Miriam Derville ha creato la linea di stickers, decorazioni e accessori per ragazzi Mimì Lou nel 2005, continuando a interfacciarsi con il mondo della moda e della grande distribuzione per cui crea installazioni su commissione.
Immagini e disegni perfettamente calati nell’universo infantile, allegri, colorati ma mai scontati o banali, né per la scelta dei soggetti, né per lo stile del disegno. Nel catalogo di Mimì Lou, divisi per collezioni, tutte da comprare online, si possono trovare stickers fluorescenti che fanno compagnia di notte, ghirlande e festoni per camerette gioiose, animali, panorami, astronavi e poi stickers riposizionabili con cui creare giochi infiniti.
Vi ricordate la tavola periodica dei caratteri tipografici disegnata da Camdon Wilde dello studio Squidshot? La Periodic Table of Typefaces è un simpatico gadget per gli amanti della tipografia, una stampa che, senza alcun intento di catalogazione esaustiva, è stata concepita come una decorazione insolita e sopra le righe.
Visto il suo successo, Squidshot ha coinvolto lo studio tipografico Scribble on Everything, che ha trasformato The Periodic Table of Typefaces prima in una serie di poster, e ora anche in enormi stickers per estendere la tavola su un’intera parete. Disponibile in diversi colori e stampato su vinile opaco, che una volta sulla parete dà l’effetto di una pittura.
Le Pré d’Eau è un’azienda francese che da 5 anni si occupa di wall covering con i famosi stickers, reinventando ogni anno un modo nuovo per far parlare i muri di casa. Nel vero senso della parola, sì, perchè la mission di Le Pré d’Eau, come sostengono loro stessi, si può riassumere con la frase “Dessiner la poésie et écrire l’image” (Disegnare la poesia e scrivere l’immgine), perchè l’unione tra parole e figure è il tassello fondamentale per la cultura, ma anche per la bellezza. Vinile e lavorazione a mano contraddistinguono la produzione di questo marchio.
Con uno slogan in qualche modo “rivoluzionario” e decisamente provocatorio, “Le Sticker est mort, vive le Sticker!” (Lo sticker è morto, viva lo sticker), Le Pré d’Eau ha portato le nuove collezioni di stickers 2010/2011 al Maisons&Objet 2010, raccontando nuovi scenari murali. Stickettes è la prima collezione, che propone disegni che ricordano l’inchiostro e i ritagli di giornale.
Histoire de mur invece è la collezione più affascinante: non si tratta d’altro che di parole, perchè gli stickers contengono vere e proprie storie quotidiane, da attaccare ai muri che più ci vedono protagonisti durante il giorno. I testi sono scritti da Carole Carecchio.
Guarda gli stickers di Le Pré d’Eau
Continua a leggere: Le Pré d'Eau al Maison&Objet 2010 e i wall sticker che si leggono