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Tutti gli articoli con tag steampunk

Machine Light, la lampada retrofuturista di Frank Buchwald

pubblicato da Giulia Zappa

machien light

Il designer berlinese Frank Buchwald ha appena presentato una linea di 12 lampade realizzate in pieno stile steampunk (cos’è lo steampunk? rileggetevi la bella spiegazione di intweetion!)

La serie, denominata Machine Light, è realizzata a mano e in edizione limitata. Il corpo della lampada, in ferro e ottone spazzolati, coniuga la falsa patina del tempo con lo stile industriale di tubi e cavi a vista. Un genere unico per veri appassionati.

Via | Limited Hype

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Dear Diary 1.0: il computer di legno di Marlies Romberg

pubblicato da intweetion

DearDiary1.0

Altro che laptop di alluminio ultrasottili, mobili minimal in policarbonato o monitor ultrapiatti: il legno. Ci vuole il legno. Un bel massello leggero leggero che non impegna e arreda in puro stile country-chic. Se trovate un centrino, poi, sarà perfetto come mouse pad.

Dear Diary 1.0
è l’idea di Marlies Romberg, recentemente diplomata alla Utrecht School of Arts in Olanda. Un po’ di sana nostalgia applicata alla fredda estetica delle nuove tecnologie. Un’intera postazione intagliata con il laser all’interno di una scrivania vecchio stile per celebrare un auspicato (da chi?) ritorno ad un favolistico 1.o (lo step precedente del progresso informatico).

Posto il fatto che il design di molte delle periferiche unopuntozero (tranne rare eccezioni) era ingombrante e scomodo come una cassapanca in travertino, viene da chiedersi quanti alberi sono stati necessari per la materializzazione delle nostalgie della signorina Romberg. Nel frattempo, mi raccomando, tutti a chiamare con l’iPhone la Casa Nella Prateria.

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Il Philco PC di Dave Schultze

pubblicato da intweetion

David Schultze nasce come architetto, poi passato al design industriale con la scoperta delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Ha creato il suo SchultzeWORKS nel 1997 e gestisce Professor3D: un sito in cui appassionati e i professionisti nel campo della grafica e della modellazione si scambiano suggerimenti e postano tutorial.

Da sempre interessato alle strategie per fondere innovazione tecnologica e elementi di design più tradizionali, Schultze progetta principalmente apparecchiature elettroniche di largo consumo, elettrodomestici, mobili e supporti per l’illuminazione. Da questa sua grande capacità di adattare esigenze funzionali attuali a un gusto retro, nasce il prototipo del “Philco PC”.

Ispirato al Philco Predicta, un televisore in vendita nel 1954- al minimalismo e allo steampunk, il risultato -spiega proprio David Schultze- è un’estetica nel design che unisce molti elementi familiari con uno stile più nuovo e i moderni PC su cui viene installato Windows 7.

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"Harvest". Il vinile è morto? Ascolta la terra.

pubblicato da intweetion

Dopo aver sparso suoni nell’aria come batteri, esplorato i confini tra musica classica ed elettronica collaborando con il progetto Chambertronica e sviluppato ulteriormente il concetto di audio virale utilizzando l’iPhone come ‘cellula’ che cattura i suoni e li riproduce in sincrono con l’ambiente circostante, Olle Cornéer ha deciso di spingere ancora oltre la sua personale idea di sound design.

Al grido di “Il vinile è morto. Bene. Ora Ascolta il meraviglioso rumore della terra”, Cornéer (insieme a Martin Lübcke), ha pensato bene di inventarsi il “Terrafon”: una strana macchina, simile quasi alle creazioni steampunk, per amplificare i suoni dei campi. Non pensate a niente di bucolico: grilli e fiumiciattoli non gli interessano. Immaginatevi come, o meglio cosa deve sentire un aratro quando affonda il vomere.

Completando l’opera con amici e colleghi vestiti in abiti tradizionali, hanno trascinato questo assurdo grammofono per i campi Uppland, in Svezia. Hanno ripreso il tutto e la scorsa estate hanno presentato il lavoro al Volt Festival di Uppsala. L’idea è abbastanza folle ma fa -intelligentemente- riflettere sulla natura dei suoni che ci circondano, compresi quelli che non riusciamo direttamente a percepire. Ha senso riprodurli o cercare nuove strategie (design) per catturarli? Cornéer e Lübcke, secondo me, conoscono la risposta.

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Steampunk: se il futuro fosse accaduto prima

pubblicato da intweetion

SteamPunk_PC

Immaginate la realtà ottocentesca. Immaginate un mondo privo di elettricità, che basa ogni attività meccanica solo sulla forza del vapore. Immaginate di scrivere storie di fantascienza (come quelle di H. G. Welles o quelle, meno note, di Conan Doyle), magari ambientate nella Londra vittoriana e di concepire oggetti che ancora non esistono. Dovreste adattarli: come può uno schermo funzionare senza l’energia elettrica? Senza la tecnologia necessaria?

Il termine Steampunk nasce negli anni ‘80, probabilmente coniato dallo scrittore K. W. Jeter, per dare un nome al genere di romanzo che prevede un uso anacronistico della tecnologia. Diventa prestissimo un’estetica, un mondo fatto di metallo e ingegnosi disegni iper-tecnici, complesse costruzioni meccaniche, forzature nell’idea stessa di design: regalare a elementi moderni un’aura antica. Innaturale. Funzionale per giustificarne l’esistenza in un mondo che non la prevede.

Oltre a contaminare il cinema (”Brazil” di Terry Gilliam e “Steamboy” di Otomo sono zeppi di riferimenti), lo Steampunk ha radunato una comunità incredibile di fan e artisti che cercano di rendere il più possibile ‘fuori dal tempo’ qualsiasi oggetto contemporaneo. Da questa enorme mole di contributi, è nato The Steampunk Workshop un sito che, attraverso esempi, consigli e tutorial, propone questo tipo di arte, al confine tra design e modding.

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