HeHe è un duo creativo di designer parigini costituito da Helen Evans e Heiko Hansen, e il loro lavoro si muove in svariati campi sperimentali.
I loro progetti passano per la grafica, alla fotografia, a installazioni, fino all’ideazione di prodotti molto curiosi, come ad esempio questa lampada.
Si tratta di Light Brix, un sistema modulare “a celle” di illuminazione componibile a nostro piacimento, il quale si accende grazie al tocco della mano. Sul sito possiamo vedere anche un video che ci mostra il suo funzionamento.
Via | design milk
Il percorso di vita e di esperienze personali di questo designer è molto curioso e affascinante. Il belga Marcus Marguillier ha studiato grafica, balletto classico e il mimo. Egli afferma che queste sue passioni, cioè il design, l’arte e il movimento del corpo concepito nella danza e nell’espressione teatrale, hanno formato la sua persona e l’uomo che è diventato ora.
All’età di cinquant’anni ha deciso di “cambiare rotta” e di diventare un designer di gioielli. Nelle sue creazioni vediamo che la sperimentazione e la linea pulita e geometrica sono delle costanti di molti gioielli proposti, dove l’eleganza si alterna e a volte si fonde con progetti più concettuali. In entrambe i casi abbiamo lavori raffinati e ben realizzati, dove ogni gioiello diventa una piccola scultura da indossare.
I materiali utilizzati per le sue creazioni sono l’oro, l’argento, il plexiglass, pietre preziose come l’agata, lo zircone, la perla. Tutte le sue collezioni sono molto belle, quella che più mi ha colpito è Holograms presente nella sezione Latest Work, che racchiude uno dei progetti più sperimentali del suo portfolio. Per avere maggiori informazioni sui prezzi e le modalità di acquisto dei gioielli di questo designer, potete scrivere una mail nella sezione Contact Me del sito.
Via | the carrotbox
Dai primi anni del ‘900 fino ai più “imminenti” Anni ’90, uomini e donne di tutto il mondo hanno atteso con trepidazione l’avvento del nuovo millennio, illudendosi di trovarsi a utilizzare e consumare macchine volanti, skateboard fluttuanti, case spaziali e cibi assurdi. Ora che siamo nel millennio tanto atteso forse le nostre aspettative si sono ridimensionate un bel po’, anche se ci sono ancora dei “sognatori” che sperano in un mondo futuribile presto, altri ancora lo temono e vogliono solo che tutto rimanga così com’è.
Il designer Matt Brown ha pensato di proiettarsi in un mondo futuribile che a suo parere potrebbe avere dei cambiamenti rilevanti sotto il punto di vista culinario, dove ha sperimentato e immaginato un nuovo modo di concepire il cibo e l’alimentazione. In pratica ha realizzato un progetto per la conclusione dei suoi studi nel master di interaction design presso l’Umea Institute of Design in Svezia chiamandolo Food and the Future of it. L’anno in cui pensa che questo tipo di alimentazione sarà “attuabile” è attorno al 2040, e tutte le sue sperimentazioni vertono sul cibo sintetico, con varianti per ogni tipo di alimento scelto.
Abbiamo così accessori e cibi che prendono una nuova forma, dei nuovi utilizzi in cucina e addirittura dei nuovi sapori. Potremo avere un cucchiaio per bere la zuppa da cui filtrano delle spezie inserite in una sua “seconda pelle”, cuocere e decorare fette di uova sode, una strana stampante di pasta, e così via.
Se volete vedere tutte le folli sperimentazioni di questo designer, non vi resta che andare sul suo blog personale, intanto riflettiamo su cosa potrebbe accadere se questo scenario culinario potrebbe davvero apparire sulle nostre tavole fra qualche anno.
Via | lo spremiagrumi
Due creative australiane, Amy e Luci, hanno pensato bene di unire le loro forze per aprire un blog tutto dedicato alla loro passione, e cioè le parole. Il blog si chiama We Make Words, dove inseriscono delle fotografie dove si “destreggiano” a creare curiosi e divertenti “esperimenti tipografici” sfruttando qualsiasi tipo di materiale che gli capiti sotto mano.
Grazie a tanta fantasia e passione, queste due designer hanno messo in piedi un simpatico blog tutto da guardare, dove magari possiamo anche trarre ispirazione per nostri piccoli esperimenti di parole create con cibi, oggetti e così via.
Se volete approfondire la conoscenza di queste due ragazze, consiglio di dare un’occhiata ai loro siti personali. Amy ha anche un account Flickr, un blog e un’e-shop.
Via | frizzi frizzi

Per la prossima edizione del Salone del Mobile milanese, il Superstudio cambia pelle e guarda alle nuove tendenze. Il “Temporary Museum for New Design 2009″, questo il nome della promettente novità, è una formula inedita che raccoglie progetti di ricerca orientati alla sperimentazione, capaci di anticipare tendenze e habitus culturali dei prossimi anni.
Tre le location su cui si articolerà l’esposizione, con un trenino ecocompatibile a fare da collegamento per la gioia degli affaticati visitatori. Presso il Superstudio Più verrà allestita la sezione “International Panorama”, di cui farà parte la costola “Discovering other worlds, other ideas”, ubicata nel basement e riservata a designer e paesi emergenti. Al Superstudio 13 di via Forcella, “Italians: new perspectives”, riserva indiana per italiani vecchi e nuovi.
Quanto alle presenze, nomi noti e promesse emergenti condivideranno declinazioni diverse di un medesimo approccio visionario. Tra i Big, oltre alle storiche conferme quali Moooi e Tom Dixon, troveremo Felice Limosani con un’installazione per i 60 anni di Adidas accanto allo spagnolo Vicente Garcia Jiménez con un’opera luminosa e a dir poco totemica per Foscarini. Tra le new entry, invece, prepariamoci a divertirci con il mondo onirico e iper glamour della slovena Nika Zupanc, passando dalla rivisitazione soviet di Design Apparat, ispirato al design bulgaro, fino alle poetiche sperimentazioni del neozelandese David Trubridge.
Aspettative? Una grande “retrospettiva sul futuro”, con un registro che travalica la fiera per farsi esposizione e riflessione sulla cultura del design. Il progetto, ideato da Gisella Borioli, vede la direzione artistica di Giulio Cappellini.

“Our task as designers is to find new structures and new forms of construction. This chair is not just a motif – it is a structure.” (Il nostro compito come designer è di trovare nuove strutture e nuove forme di costruzione. Questa sedia non è solo un motivo decorativo, è una struttura). Nuovamente ispirati dal mondo vegetale, con questa frase Ronan e & Erwan Bouroullec presentano la loro ultima creazione per Vitra, la sedia Vegetal.
L’intento era non solo di donare al materiale prescelto, il poliammide, un aspetto naturale, organico, ma di ottenere un metodo di costruzione che fosse una reinterpretazione credibile del processo di crescita vegetale. Strisce sottili sono intrecciate asimmetricamente come rami a formare un nido costruito attorno alla struttura circolare irregolare che poggia su quattro zampe.
Il periodo di sperimentazione è durato quattro anni, per ottenere un prodotto che soddisfacesse completamente sia i designer sia la stessa Vitra. Presentata in anteprima al Designers’ Saturday 2008, Vegetal sarà sul mercato dai primi mesi del 2009 e ovviamente sarà presente alla prossima edizione del Salone del Mobile 2009 di Milano.

Il designer di gioielli Andy Velgos sperimenta nuove forme e nuovi materiali per realizzare dei gioielli unici e davvero interessanti.
La sua ricerca si spinge all’utilizzo di svariati materiali, arrivando a concettualizzare fino all’estremo questi piccoli oggetti.
Tra i gioielli proposti, consiglio di dare un’occhiata alle sezioni “human/nature”, “growth” e “ring studies”.

La food designer olandese Katja Gruijters realizza dei piccoli capolavori d’arte culinaria. Attraverso la lavorazione di cibi e bevande, essa crea dei prodotti di design molto belli, e sicuramente anche appetitosi.
Le sue creazioni spaziano da installazioni realizzate per mostre a piccoli esperimenti che fanno dei suoi prodotti qualcosa di unico e sicuramente particolare.
Tra i progetti più curiosi, segnalo le piastrelle di cioccolato “Anderkant” e la “Breadbag”.
Via | oh joy!