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Tutti gli articoli con tag spazio fendi

Vertigo, la lampada-capanna di Constance Guisset

pubblicato da Giulia Zappa

vertigo petite friture

Di vertigine in vertigine. Dopo lo Spazio Fendi, passiamo in rassegna un altro oggetto che si è fatto valere allo scorso Salone e che condivide con l’illustre marchio di moda proprio la scelta del nome.

Vertigo di Constance Guisset è un lampadario a sospensione dalle dimensioni importanti. Definito non a caso “lampada-capanna”, proprio in virtù dell’ampiezza del proprio corpo luminoso, Vertigo si caratterizza per l’estrema leggerezza dei suoi componenti (metallo, fibra di vetro e poliuretano) che gli permettono di fluttuare dolcemente seguendo il movimento delle correnti d’aria.

Il progetto, prodotto dal nuovo marchio francese Petite Friture, è stato esposto nei giorni del Salone presso lo spazio Rossana Orlandi. Dopo il salto, un’altra immagine dell’oggetto in esterno.

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Spazio Fendi, design e vertigini al Salone del Mobile

pubblicato da Giulia Zappa

D3esign Vertigo presso Spazio Fendi

La Vertigine del Design: il tema scelto per animare lo Spazio Fendi nei giorni del Salone del Mobile non è solo un pretesto per dare visibilità ad un gruppo di artisti, ma anche e soprattutto la scelta di una metafora in grado di descrivere la compulsione assolutistica del design di oggi. Che tende, secondo la visione di Ambra Medda, anche quest’anno curatrice dell’evento, a fagocitare qualsiasi disciplina -soprattutto quelle a cavallo tra design e arte- e qualsiasi luogo, in una eterogeneità di prospettive mai viste finora.

Tra gli artisti in scena, in una amalgama che rendeva piacevolmente indefiniti i confini tra un lavoro e l’altro, il ruolo da protagonista è stato quello di berlinesi di Beta Tank, artefici di un ambiente psichedelico grazie all’uso di rivestimenti optical su pareti, pavimenti ed oggetti in scena. Accanto, invece, l’opera dello scultore-architetto Graham Hudson, un’impalcatura low tech impreziosita da furetti e pochette del celebre marchio di moda.

Design Vertigo presso Spazio Fendi

D3esign Vertigo presso Spazio FendiD3esign Vertigo presso Spazio FendiD3esign Vertigo presso Spazio Fendi

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Design Performativo: Moritz Waldemeyer e Ok Go a Design Miami

pubblicato da Giulia Zappa

weldemeyer-design miami

Diamo atto ad Ambra Medda di aver inventato (o reinventato?) un genere: quello del design performativo. Stanchi di passeggiare in fiera tra migliaia di oggetti tirati a lucido, noi visitatori di esposizioni e design week siamo infatti ben contenti di rompere la monotonia e sorprendeci ad osservare, in tempo reale, il design nel suo farsi. Come in una vera e propria performace.

E dopo Craft Punk, ecco che lo show arriva nuovamente a Design Miami con un evento tra moda, musica e tecnologia curato da Moritz Waldemeyer, il designer che ha progettato, per l’ultimo tour degli U2, una giacca in pelle per Bono con 200 puntatori laser capaci di irradiare i propri raggi di luce fino all’ultimo degli spalti. Per Design Miami, invece, Waldemeyer ha disegnato tre chitarre rivestite in pelle con innesti Led che, in mano agli Ok Go, spareranno tutt’intorno dei raggi multicolori. Dietro le quinte, c’è Fendi a patrocinare l’iniziativa, ben contenta, si suppone, di aver scovato un genere destinato a catturare a lungo l’attenzione del pubblico.

Via | Domus

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Simon Hasan, il cuir bouilli in show a Craft Punk

pubblicato da Giulia Zappa

simon-hasan.cuir-bouilli

E’ stato uno dei designer ad animare la tre giorni di performance di Craft Punk, l’evento organizzato nei giorni del Salone presso lo spazio Fendi. Simon Hasan è il promettente designer inglese che recupera tecniche artigianali di lunghissima data, ripristinandole attraverso la creazione di nuovi artefatti contemporanei.

Tra tutte, il cuir bouilli rimane la sua vera specialità: il cuoio viene prima cotto e quindi applicato su forme in legno. Una volta raffreddati e induriti, gli oggetti vengono decorati, per poi essere usati come tazze o vasi grazie all’acquisita impermeabilità.

Hasan, ex studente del Royal College of Arts con Jurgen Bey e Ron Arad, è senz’altro un talento da tenere d’occhio, con una vocazione tutta votata alla sperimentazione artigianale. Quest’anno è stato inserito nella classifica di I.D. tra i 40 designer emergenti dei prossimi anni.

Via | Designklub

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Peter Marigold al 'craft punk' di design miami/ per Spazio Fendi

pubblicato da Cut-tv

Peter mariglod al 'craft punk' di design miami/ per lo Spazio Fendi

All’interno di “Craft Punk”, l’evento curato da design miami/ per Fendi in occasione del Salone del Mobile, sarà presente anche l’inglese Peter Marigold, artista/designer che designerblog segue da tempo.

Marigold presenterà una serie di tavoli, i cui piani sono ricoperti di pelli provenienti dagli scarti della produzione Fendi. I tavoli sono ottenuti dall’accostamento di elementi che si ripetono, uniti in maniera irregolare. Gli elementi sono generati attraverso un principio geometrico.

I quadrati di pelle sono infatti suddivisi in quattro parti da due linee che si incrociano in maniera irregolare, assicurando un effetto puzzle che ben si sposa con i colori vivaci delle palette Fendi.

Via | Designboom.com

Peter Marigold al ‘craft punk’ di design Miami per lo Spazio Fendi

Peter mariglod al 'craft punk' di design miami/ per lo Spazio Fendi Peter mariglod al 'craft punk' di design miami/ per lo Spazio Fendi Peter mariglod al 'craft punk' di design miami/ per lo Spazio Fendi

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Craft Punk, lo spazio sovversivo al Salone del Mobile 2009

pubblicato da Giulia Zappa

craft punk spazio fendi

Craft Punk è l’appuntamento 2009 con il design organizzato da Fendi in collaborazione con Ambra Medda e Design Miami.

Dal 22 al 24 aprile presso lo Spazio Fendi in via Sciesa 3, 11 designer si alterneranno in una design performance che darà vita a creazioni estemporanee utilizzando alcuni materiali di scarto -pelle, tessuti, elementi decorativi in plastica e metallo- offerti da Fendi Casa. Un marchio, quest’ultimo, già da tempo icona dell’arredamento di lusso contemporaneo, ad esempio con pezzi come Crystal Chair, ma ora disposto a mettersi in gioco in una piccola rivoluzione autoespressiva radicale.

Tra i designer-demiurghi selezionati, troviamo Kwangho Lee, Massimiliano Adami, Nacho Carbonell, Peter Marigold, Raw-Edges, Sarah Becker, Simon Hasan, Studio Glithero, Studio Libertiny, Yuri Suzuki + Household. Una sperimentazione, la loro, che si vuole reazione alla crisi ma anche esperimento a 360°: non a caso, infatti, le tecniche manuali previste sono estremamente eterogenee, dalla bollitura, alla saldatura, al ricamo.

Via | Domus

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