Ideato dallo studio olandese Kapteinbolt, fondato Louwrien Kaptein e da Menno Bolt, Flxs è un progetto che propone un’interessante soluzione al problema degli spazi di lavoro e contemporaneamente all’annosa questione della separazione delle differenti postazioni che devono convivere in un unico ambiente.
Flxs è composto da due pannelli che si aprono a libro, a formare due pareti. Dalle pareti si staccano degli elementi che diventano tridimensionali, ruotando su dei perni e incastrandosi tra di loro a formare una scrivania, delle sedute, degli scaffali.
Un ufficio si crea in un momento a partire da due lastre poco più che bidimensionali, come se un’intera workstation prendesse vita da un libro pop-up di dimensioni umane. Tra l’altro, pur a partire da un concept totalmente differente e con effetti che vanno in tutt’altra direzione, quella della workstation pop up è un’idea che abbiamo già visto!
Via | Ladiesandgentlemenhome
Flxs, la workstation pieghevole di Kapteinbolt

Continua a leggere: Flxs, la workstation pieghevole di Kapteinbolt

Indovinate un po’ dove sono gli uffici di Mozilla, la software house che con Firefox ha rivoluzionato il mondo dei browser? Ovviamente a Mountain View. Non sappiamo se per le strade dell’affollata località della Silicon Valley ci siano scontri tra i dipendenti dei creatori della Volpe di Fuoco e quelli di Chrome e Opera, visto che lavorano tutti nei dintorni.
Quello che sappiamo invece è che l’azienda si è trasferita di recente con successivo e immancabile restyling degli spazi di lavoro. Com’è la nuova sede? Un po’ triste, a giudicare dalle immagini. Certo, ci sono i ’soliti’ distributori di ogni snack possibile e immaginabile, c’è una luminosa sala conferenze e tutto ha l’aria molto minimal e ordinata.
Pochi dettagli creativi, però: colori molto spenti e linee che fanno somigliare il tutto più alla sala d’aspetto di un avvocato newyorkese in voga, che al quartier generale di una delle aziende più quotate al mondo. Diamogli tempo, magari gli stessi dipendenti, tra una riga di codice e l’altra, personalizzeranno lo spazio. Intanto, una gallery per sbirciare nei vari ambienti.
Foto | Nick Nguyen via

Progettati dallo studio O+A, i nuovi uffici di Facebook sono l’ennesimo esempio di come gli spazi di lavoro dei grandi nomi tra i social network abbiano sempre più l’aspetto di una enorme zona ricreativa piuttosto che di un triste open-space in cui le schiere di monitor emergono dai cubicoli.
In questo caso, poi, gli impiegati hanno collaborato con i designers durante l’intero processo di ideazione per realizzare il risultato più vicino alle loro esigenze. Una struttura centrale (che ospitava precedentemente la Agilent Technologies) è quindi stata affiancata da altri edifici più piccoli, ognuno per un area di lavoro, caratterizzato da un diverso stile.
Anche in questa nuova sede, i dirigenti di Facebook hanno deciso di continuare a mettere a disposizione piccoli pasti, snack e bevande completamente gratis, nelle varie micro-cucine dislocate un po’ ovunque nell’edificio. Non solo. Per non limitare la creatività e la voglia di personalizzare lo spazio, i dipendenti sono assolutamente incoraggiati a scrivere sui muri, aggiungere dettagli all’arredamento e spostare i mobili come preferiscono. Di seguito, una gallery dei nuovi uffici.
Foto | via
È vero, l’uso intensivo dei computer e di internet e di tutti i mobile devices ha reso l’ufficio, inteso come spazio fisico, superfluo alla buona riuscita di un’impresa. Ci si incontra sempre di meno, non si ha bisogno di enormi scaffali in cui archiviare documenti, le tecnologie sono tutte miniaturizzate.
Eppure il progetto di workstation pop-up, il Pop-Up Office dei designer austriaci Liddy Scheffknecht e Armin B. Wagner suona ancora come una provocazione, anche se d’effetto: un doppio foglio di cartone dalle dimensioni enormi, si apre a rivelare una sedia e una scrivania, proprio come in un libro. Il Merlino di La Spada nella Roccia non avrebbe saputo fare di meglio.
Via | Ignant.de
Continua a leggere: Pop Up Office, l'ufficio contenuto in due fogli di cartone
Se mentre lavorate avete l’esigenza di isolarvi completamente dal contesto, se siete costretti a vivere in un ambiente rumoroso, capirete le ragioni per cui lo studio GamFratesi fondato nel 2006 dall’architetto danese Stine Gam e dall’italiano Enrico Fratesi ha progettato Rewrite.
Rewrite è una workstation, un tavolo chiuso in un guscio bianco, grande come un uovo di dinosauro. La scrivania è in legno e ha una forma basica che viene esaltata dalla cupola inusuale, costruita in tessuto e progettata con una forma che tende a isolare acusticamente sia chi sta dentro sia chi è fuori.
Via | Likecool.com
Rewrite, la scrivania con guscio di GamFratesi

Continua a leggere: Rewrite, la scrivania con guscio di GamFratesi
Continuiamo a parlare di spazi di lavoro e dopo gli ultimi esempi di scrivanie multiaccessoriate, workstation del tutto autosufficienti e di pannelli modulari ideati per separare le postazioni all’interno di openspace e isolarle anche acusticamente, parliamo ora di meeting rooms.
Le sale riunioni in molte aziende sono diventate luoghi strategici in cui non solo si prendono decisioni, ma, nei casi migliori, si riflette, si scambiano idee, si creano strategie. Si sente il bisogno di luoghi informali, confortevoli in cui incontrarsi.
Lo studio PearsonLloyd di Londra parte da queste considerazioni e realizza, per il brand austriaco Bene, PARCS una collezione di poltrone, divani modulari, divisori e separè ispirati alla circolarità . La sala rotonda ha il soffitto ribassato, per creare un’atmosfera raccolta ed evitare la dispersione dei suoni. Come insegna Artù, una tavola tonda non ha capotavola…
Via | Dezeen.com
PARCS, arredamento da ufficio dello studio PearsonLloyd per Bene

Continua a leggere: PARCS, arredamento da ufficio dello studio PearsonLloyd per Bene