Difficile ridefinire l’esperienza del dj-set e le funzionalità degli strumenti utilizzati. Se ora la maggior parte delle case produttrici cercano l’integrazione ottimale tra file digitali e controller, il meccanismo fondamentale - reso più semplice e immediato - cambia poco. Questa “Soundmachines” dei berlinesi The Product non riscrive il gesto, ma azzarda una ridefinizione del supporto.
Quando la Volkswagen ha chiesto allo studio tedesco di sviluppare una serie di visual per una performance musicale interattiva che promuovesse il lancio del New Beetle lo scorso settembre, la risposta è stata questa particolare console. Tre piatti su cui girano altrettanti ‘dischi’: forme circolari lette da una puntina laser e sincronizzate da Ableton Live tramite un processore Arduino. L’effetto è doppio: visivo (i movimenti vengono proiettati su degli schermi) e interattivo (le tre tracce possono essere gestite dai visitatori). Tutto supervisionato dal sound designer Yannick Labbé.
Il nostro Diego Stocco, uno dei sound designer più capaci e talentuosi in circolazione, ha colpito ancora. Non è un mistero quanto qui su Designerblog apprezziamo il suo lavoro: quindi vogliamo seguirlo anche in questa breve ‘avventura’ e proporvi l’ultimo video che ha postato sul suo account su Vimeo.
La storia è breve e spiega molto dell’attitudine di Stocco. Mentre si trovava nella sua stanza in un hotel di Las Vegas durante il CES 2012, ha gettato una bottiglia d’acqua nel cestino dei rifiuti, scoprendone le qualità risonanti. Così ha iniziato a improvvisare, registrando il tutto con il suo iPhone, enfatizzando poi le frequenze e l’effetto stereo. Il risultato è quello che potete ammirare nel video a inizio post.
Nuovo lavoro per uno dei sound designer più capaci e talentuosi in circolazione di cui vi avevamo già parlato tempo fa. L’italiano Diego Stocco è nato a Rovigo, ma vive e lavora ormai da tempo a Los Angeles. Oltre alla sua abilità, uno dei punti di forza dei suoi lavori (e un tipo di attenzione che ogni buon sound designer dovrebbe avere) è quello di concentrarsi sul quotidiano.
Quasi tutti i giorni, per andare al panificio, passo di fronte a una tintoria. Quando hanno la porta aperta, sento un sacco di suoni interessanti provenienti dalle loro attrezzature. Alla fine, i diversi suoni meccanici e quelli generati dal vapore, hanno scatenato qualcosa nella mia mente, così un giorno ho chiesto ai proprietari se potevo registrare un brano musicale, utilizzando le loro macchine come strumenti musicali.
Il risultato? Lo lasciamo giudicare a voi dopo aver visto lo splendido video che trovate a inizio post.
Talentuoso animatore e illustratore britannico, David Prosser lavora come regista presso lo Studio AKA e fa parte del collettivo MOTH. Si è diplomato lo scorso anno al Royal College of Art e il suo lavoro finale è stato proprio “Matter Fisher”, l’animazione che vogliamo presentarvi oggi.
La storia, surreale quanto basta (il plot è l’ultima delle sue preoccupazioni), è quella di un pescatore solitario che incontra una strana massa ultraterrena composta da una materia oscura. Grande uso e valorizzazione del suo tratto minimale, regia mai scontata (Eamonn O Neill e Gergely Wootsch gli assistenti all’animazione) e il sound design di Joe Tate come strumento efficace per sottolineare il mood complessivo. Consigliatissimo.
Che suono fa una città? E Milano? Se lo sono chiesto i ragazzi di Wired.tv nella puntata conclusiva della rubrica “Crash Test” e hanno deciso di affidare il compito di scoprirlo a Painè Cuadrelli, sound designer e coordinatore dell’omonimo corso allo IED di Milano.
Armato di un campionatore/sequencer Akai Mpc500, Cuadrelli ha approfittato di un giorno di pioggia nel capoluogo lombardo per fissare su supporto digitale i rumori catturati in giro e poi montarli in un brano che raccontasse la città attraverso il suono dei suoi luoghi. Il risultato è “Rotella” (titolo forse ispirato a le manopole dell’attrezzatura): una traccia in free download sul sito, che funziona da audio per una Milano da riconoscere o immaginare.
Come unire la passione per la bicicletta, un messaggio dal forte impatto ecologista e un sound design che affonda le radici nella tradizione dei ‘rumoristi’: il video realizzato dal musicista e sound designer del North-Carolina Roger Lima, riesce nell’intento con un brano che utilizza solo componenti ciclistiche microfonate.
Qualche aiuto con gli effetti (un po’ di compressore, di distorsore, delay, l’equalizzazione finale) e nient’altro. Trovate l’mp3 del brano a questo indirizzo e vi consigliamo di dare un’occhiata anche agli altri lavori di Lima sul suo White Noise Lab.
Un workshop che è (stata) l’occasione per riflettere sulla natura di suoni e rumori nel territorio del sound design e di come possano essere prodotti e riprodotti. Del livello di attenzione a cui è possibile mantenere l’ascoltatore. Un ‘gioco’ serissimo, ad opera di Yuri Suzuki, questo “Re-Designing a Domestic Sound-Scape”: un lavoro che nasce come riflessione concettuale e poi approda a risultati concreti.
Che effetto avrebbe un campanello che suona come un bisbiglio o un lamento? Come potremmo interpretare canto degli uccelli o il suono di cani che abbaiano se fossimo un visitatore o un ospite? Cosa succede se la prima impressione di qualcosa è disturbata da un suono inaspettato? Può il suono di un campanello avere un effetto sulla nozione stessa di ospitalità?
Gli interrogativi sono meno velleitari di quanto sembra, così Yuri Suzuki ha sfidato i partecipanti del workshop a realizzare un campanello di loro invenzione durante il seminario di un giorno allo Iaspis. Ha spiegato lo spirito della ricerca, fornito il materiale e commentato i risultati. Ne trovate uno a inizio post e gli altri dopo il salto. Qui invece le foto.
Continua a leggere: Yuri Suzuki e un workshop sui suoni casalinghi
Fantastico ‘esperimento’ realizzato da Alexander Chen che unisce graphic design, sound design e animazione interattiva. “Conductor” è la rappresentazione animata in tempo reale dei tragitti seguiti dai treni della metropolitana di New York. Quando le traiettorie si incrociano, viene prodotto un suono specifico per ogni linea.
Scritto in HTML5/Javascript, raccoglie i dati grazie alle API pubbliche della MTA (Metropolitan Transportation Authority) che fornisce anche un programma dettagliato di fermate e orari di partenza, poi rielaborato (l’MTA attualmente non traccia le posizioni ‘live’ dei treni tramite GPS). Il disegno è stato creato in Illustrator, poi esportato in formato SVG tramite HTML5 Canvas.
Il progetto è chiaramente ispirato alla grafica minimale del diagramma di Massimo Vignelli, mentre i suoni sono dei ‘pizzicato’ di violoncello scaricabili gratuitamente su freesound. Un ultimo suggerimento: provate a ‘tirare’ le linee tracciate sullo schermo…
Divertente e interessante filmato per scoprire come il sound design e la sonorizzazione spesso nascano da elementi quotidiani osservati (ma è più corretto dire ‘ascoltati’) con un approccio diverso e con un’attenzione particolare alle proprietà dei materiali, per poi applicare il tutto ai propri progetti con la stessa professionalità.
Questo “Sampled Room” di Mateusz Zdziebko è - oltretutto - valido anche dal punto di vista dell’immagine ed è stato interamente realizzato utilizzando una Canon 5D Mark II.
Audio d’ambiente, design del suono, colonne sonore: il talento di Gary Hecker è quello del cosiddetto foley artist. Potrebbe essere tradotto con ‘rumorista’, ma il suo lavoro è molto di più. Sonorizzare con oggetti di uso comune, sfruttare materiali e forme in maniera non convenzionale. Un artigianato che è alla base di tutto il sound design attuale.
Una carriera di 200 film, tra cui spiccano capolavori come “L’impero colpisce ancora” e “Robin Hood”, “Watchmen” e la trilogia di Spiderman: se il vostro immaginario fantastico associa un particolare effetto a un movimento o a un oggetto, un po’ lo dovete anche a lui. Non a caso, nel 1998, l’ “Entertainment Weekly” lo ha inserito nella lista delle “100 personaggi più creativi nel mondo dell’intrattenimento”. Il video (ad opera dello staff di SoundWorks Collection) spiega altrettanto bene il perché.