
Quelli di GGRP (Griffiths, Gibson and Ramsay Productions), storico e stellare studio che si occupa di sound design e produzioni musicali a Vancouver in Canada, hanno pensato di adeguare il vinile alla tendenza alla portabilità della musica, ormai da tempo diventata legge di mercato e consumo.
Nasce così la prima copertina che integra un piatto per leggere i dischi: lo stesso contenitore in cartone è dotato di una testina e di un perno su cui inserire il vinile e suonarlo direttamente appena tolto dal packaging.
Nato per un’esigenza promozionale dello studio GGRP stesso, il disco suona una favola per bambini chiamata “A town that found its sound” e può essere ascoltata girando il 45 giri con una matita. Volume e suono pare siano di buona qualità . L’idea, al di là dei dati strettamente tecnici, è davvero buona con qualcosa di ‘poetico’.

Interaction design che unisce musica, ritmo e tecnologia in modo assolutamente innovativo: “Inkquencer”, del designer danese Sebastian Ronde Thielke è un progetto di quelli che vorremmo vedere più spesso. Una di quelle idee che non solo riescono a farci vivere in modo creativo e attivo la tecnologia, ma producono qualcosa che va al di là del mero intrattenimento o della fascinazione per l’estetica.
Vediamo come funziona. Il nome spiega già molto: inchiostro e sequencer fusi in un’unica esperienza interattiva. Disegniamo un pattern su un foglio: una successione di blocchi scuri distribuiti come pixel. Portiamo il foglio all’altezza della web-cam del nostro computer. Un software provvede a catturare il nostro disegno e comprimerlo in un file immagine di 32×30. A quel punto, ogni spazio vuoto è un ’silenzio’, una pausa. Ogni spazio pieno è un suono (a seconda della posizione) che include un ritmo.
Il programma provvede a inserire in tempo reale il pattern creato in un sequencer che lo suona in loop. I risultati sono molteplici: tanti quante sono le variazioni disegnate e la posizione stessa che diamo al foglio davanti alla cam. Sembra complicato. Non lo è affatto. Guardatevi il video dopo il salto.

La diciannovesima edizione dei Mondiali di Calcio (la FIFA World Cup) si svolgerà in Sud Africa la prossima estate. In collaborazione con la Sony (uno degli sponsor principali dell’evento, la Bizquit Design ha realizzato questa coloratissima animazione come spot promozionale dell’evento.
L’autore è Dirk Rauscher, pseudonimo di Bruno Tait, illustratore, visual artist e graphic designer tedesco che unisce da sempre nel suo lavoro la passione per l’uso spettacolare dei vettoriali a una fascinazione per l’animazione e la motion graphic tradizionale.
Il risultato è il filmato che trovate dopo il salto, in cui carta, pop-up, tonalità sgargianti ed elementi 3D si fondono in una vertiginosa corsa di simboli africani e calcistici. Il punto d’arrivo è, ovviamente, il logo della manifestazione. Il sound-design è opera di Clemens Haas. Un lavoro davvero ben fatto.
Continua a leggere: Inside South Africa World Cup 2010: l'animazione di Dirk Rauscher
Nati come duo musicale con sonorità minimalistiche di pura elettronica lo-fi, i Lullatone hanno progressivamente ampliato la loro ricerca nella direzione di un pop ‘casalingo’, rivolto soprattutto ai bambini. Shawn James Seymour e Yoshimi Tomida, che fanno coppia anche nella vita, uniscono la passione per le note alla capacità di creare e costruire suoni vicini al mondo dell’infanzia.
Un’intera discografia per i più piccoli (utile anche per rilassare gli adulti) si accompagna infatti ai workshop che tengono nei musei di tutto il mondo, per insegnare ad assemblare strumenti musicali utilizzando cartone e materiale semplice da trovare in casa (nel video in apertura, viene mostrato come realizzare uno xilofono).
I Lullatone hanno trovato una via particolare per educare all’ascolto attraverso immagini (sono ottimi illustratori), suoni (campionano ogni sorta di giocattolo con incredibile precisione) e installazioni (le loro ‘lezioni’ sono sempre disseminate di oggetti in cartone da esplorare). Una incredibile ‘famiglia felice’ che promuove con intelligenza la propria idea di sound design solo in apparenza infantile. Dopo il salto, un album da ascoltare o scaricare gratuitamente e il link a un loro gioco in Flash.
Seguo Keigo Oyamada, in arte Cornelius (sì: come lo scimpanzè de “Il Pianeta delle Scimmie”), dai tempi in cui ha fondato la storica Trattoria Records, importante etichetta nipponica degli anni ‘90. Il suo è stato un percorso incredibile. Da chitarrista in una pop-band di ragazzini a genietto dell’elettronica più onnivora fino al recente connubio tra installazioni e sound design.
Sempre attentissimo al valore del suono e all’immagine (dopo il salto, guardatevi lo spettacolare video di “Drops”, uno dei suoi successi), Cornelius ha raggiunto ultimamente una sorta di equilibrio nel suo approccio alla creatività . Mondi sintetici, molto colorati, sonorizzati con pochissime note che sembrano perdersi nello spazio dei suoi lavori.
Quello che vi proponiamo è il suo ultimo video, realizzato per il lancio di una nuova linea di elettrodomestici neri della Panasonic (la Night Color Series). Perfetto nel mood e rigoroso nel montaggio, crea un contrasto interessante tra le caratteristiche del prodotto e le visioni multicolore dell’artista. Dopo il salto, invece, il video di “Drop”.
Continua a leggere: Cornelius per Panasonic: il sound-design colorato
Dopo aver sparso suoni nell’aria come batteri, esplorato i confini tra musica classica ed elettronica collaborando con il progetto Chambertronica e sviluppato ulteriormente il concetto di audio virale utilizzando l’iPhone come ‘cellula’ che cattura i suoni e li riproduce in sincrono con l’ambiente circostante, Olle Cornéer ha deciso di spingere ancora oltre la sua personale idea di sound design.
Al grido di “Il vinile è morto. Bene. Ora Ascolta il meraviglioso rumore della terra”, Cornéer (insieme a Martin Lübcke), ha pensato bene di inventarsi il “Terrafon”: una strana macchina, simile quasi alle creazioni steampunk, per amplificare i suoni dei campi. Non pensate a niente di bucolico: grilli e fiumiciattoli non gli interessano. Immaginatevi come, o meglio cosa deve sentire un aratro quando affonda il vomere.
Completando l’opera con amici e colleghi vestiti in abiti tradizionali, hanno trascinato questo assurdo grammofono per i campi Uppland, in Svezia. Hanno ripreso il tutto e la scorsa estate hanno presentato il lavoro al Volt Festival di Uppsala. L’idea è abbastanza folle ma fa -intelligentemente- riflettere sulla natura dei suoni che ci circondano, compresi quelli che non riusciamo direttamente a percepire. Ha senso riprodurli o cercare nuove strategie (design) per catturarli? Cornéer e Lübcke, secondo me, conoscono la risposta.
Continua a leggere: "Harvest". Il vinile è morto? Ascolta la terra.
Ancora un esempio di sound design molto creativo, che muove i passi dall’interazione tra robotica e oggetti di uso comune. Untitled Sound Objects è una serie di installazioni di Zimoun e Pe Lang. I due svizzeri, utilizzano piccole macchine controllate da computer che, combinate con materiali di diverso tipo, generano dei pattern ritmici e sonori.
Si passa da collane a palline di polistirolo espanso, supporti di cartone e coni di amplificatori, fili elettrici e container che riproducono discorsi politici divisi per argomenti, rami di alberi aggrediti dalle tarme e pareti intere di contenitori simili a forni elettrici che, una volta aperti, svelano il suono di diverse città .
Il tutto ha anche un forte impatto visivo. Le macchine che generano il movimento sembrano autonome (robot, appunto) e catturano l’attenzione in maniera ipnotica, quanto i suoni prodotti. Dopo il salto, altri due video delle installazioni di Untitled Sound Objects.
Continua a leggere: Untitled Sound Objects: le macchine al comando del suono
Dopo il post su Diego Stocco, torniamo a parlare di sound design con un altro eccellente costruttore di suoni.
Enrico Ascoli ha realizzato le musiche per le principali agenzie pubblicitarie italiane, insegna sound design e psicologia della musica allo IED di Milano e ha suonato live in vari contesti (festival, eventi di moda, musei d’arte). I suoi lavori sono spesso legati a quelli della natura, minimali e, allo stesso tempo, influenzati dall’elettronica e dalla musica contemporanea. Le sue installazioni nascono da uno studio accurato degli spazi: percorsi attraverso cui far muovere il suono in maniera non sempre omogenea, sfruttando sia il ritmo che l’armonia.
Cosa accade quando un eccellente sound designer come Enrico Ascoli si unisce alla creatività di un talentuoso animatore? La risposta è in “Videogioco”, un lavoro in stop-motion di Donato Sansone in cui la manualità , l’uso delle tecniche tradizionali di animazione e uno sguardo ironico si sommano per poco più di un minuto di pura meraviglia. Dopo il salto, un altro lavoro di Enrico Ascoli per lo Zoom di Torino.
Continua a leggere: Videogioco: quando l'animazione incontra il sound design

Quando parliamo di design e designers, il primo pensiero va alle immagini e a i creativi che lavorano con le arti visive. Ovviamente il design (termine abbastanza generico, sul quale sarebbe difficile trovare tutti concordi) è legato a una questione prettamente funzionale, all’uso di ciò che si realizza, quindi può essere applicato in vari campi.
Diego Stocco è un sound designer. Costruisce suoni. A partire dalla richiesta o da una sua suggestione, elabora lo strumento necessario. Nato a Rovigo, ora risiede e lavora a Los Angeles, anche come compositore per film e videogames.
Due dei suoi progetti più interessanti, sono “Music from a tree” e “Experibass”. Il primo è un brano che nasce sonorizzando un albero e suonandolo (con mani e archetti) come fosse uno strumento. Il secondo è un vero e proprio lavoro di design in senso ’stretto’, visto che inizia con la rielaborazione di un violoncello, realizzata aggiungendo tastiere e aperture nella cassa armonica. Alla fine, il tutto viene microfonato e suonato con archetto, mani, bacchette per la batteria e delle posate.
Dopo il salto, i video di entrambi i suoi -bellissimi- lavori.
Con uno stile freddo e pulito Chris Cairn, regista di videoclip in seno alla Partizan Lab, inventa un mondo di strumenti musicali ibridi, metà macchine, metà corpi, per il collettivo inglese di DJ Scratch Perverts. Gli elementi surreali che contrastano con la nitidezza delle immagini, i dettagli tecnologici e i giochi di perfetta sincronizzazione ricordano certi capolavori di metà anni ‘90, come i video diretti da Chris Cunningham per la Warp records.
La componente sonora di Neurosonics Audiomedical Labs Inc. è stata realizzata in collaborazione con un nutrito gruppo di musicisti, Foreign Beggars, Shlomo, Will Clarke, mentre il sound design è a cura di Will Cohen. La post produzione è stata realizzata invece dai pluripremiati The Mill di Londra.
Via | Burstoid.com
Continua a leggere: Videoclip: Neurosonics Audiomedical Labs Inc.