
Qui a Designerblog siamo soliti parlare di Ikea per il nutrito catalogo dei suoi oggetti di design, prodotti senza mai smentire la filosofia del “buon design a prezzi economici”. O magari per le sue campagne di advertising, giocate spesso sui terreni dell’originalità e del marketing virale.
Proprio in questi giorni, però, lo spunto per dare spazio alle attività del colosso dell’arredamento è di tutt’altro tipo, e riguarda le fonti di approvvigionamento energetico dei suoi punti vendita. Mentre in patria Ikea ha puntato da anni sull’eolico come strategia di sostenibilità ambientale e contenimento dei costi, per l’Italia, invece, recenti linee guida per l’anno a venire hanno deciso di scommettere sull’energia solare grazie ad un nuovo, maxi investimento destinato alla realizzazione di nuovi impianti da collocarsi proprio sui tetti dei negozi gialli e blu.
Un’azione vigorosa, quella intrapresa da Ikea, e che niente ha a che vedere con politiche aziendali in odor di green washing: sono 150.000, infatti, i moduli in silicio amorfo che nel 2011 andranno progressivamente a coprire i punti vendita del Bel Paese, per una produzione di energia elettrica pari al 10% del suo fabbisogno annuale totale.
Con punte, però, destinate ad essere ben più alte. Basti pensare che il nuovo negozio di Catania, il primo ad aver aperto i battenti nel nostro meridione solo qualche giorno fa, è dotato di oltre 14.000 moduli sul proprio tetto, garantendo così una produzione del 23% dell’energia con cui il grande magazzino si alimenta. Una politica da imitare, e destinata senz’altro a far parlare di sé in un momento in cui il dibattito sulle nostre fonti nazionali di approvvigionamento energetico rimane particolarmente caldo.

Sapete quanti mattoni si producono ogni anno nel mondo? 1.300 miliardi. E quanta l’emissione di Co2 per la loro cottura, spesso alimentata a carbone? Una quantità all’incirca equivalente, se non addirittura maggiore, a quella prodotta dall’intero traffico aereo mondiale.
Ginger Krieg Dosier, una giovane professoressa americana di architettura negli Emirati Arabi, ha studiato un sistema alternativo in grado di diminuire radicalmente il loro apporto inquinante. Il principio ispiratore? Non cuocere i mattoni, ma farli “crescere”. Il processo, noto come MICP (”microbial-induced calcite precipitation”), permette l’aggregazione di particelle di sabbia grazie ad una reazione chimica scatenata da microbi.
La scoperta, ancora in fase di test, visto che i mattoni prodotti sono per ora grandi come componenti del Lego, sembra aprire una strada praticabile in tempi brevi, garantendo un prodotto sostitutivo con la stessa resistenza di quello tradizionale. I Biomanufactured Brick hanno appena ricevuto il primo premio del Next Generation Design Competition del magazine Metropolis.
Via | Acriacao

Il verde domestico, declinato nelle sue diverse accezioni di giardino verticale, orto urbano, guerrilla gardening, è stato il vero tema del 2009. Per questo ci piace l’idea di chudere i post dell’anno con un progetto che offre il suo piccolo contributo al tema della sostenibilità ambientale e agricola delle zone urbane.
Gionata Gatto, neolaureato alla Eindhoven Academy, ha progettato per la sua tesi di laurea Urban Bud, una valigia dove coltivare i propri ortaggi preferiti. Concepiti non solo come verde domestico decorativo, ma anche come uno strumento per garantire a ciascuno di avere a portata di mano le specie alimentari più vicine alla propria cultura alimentare.
Dato solo apparentemente banale in una società sempre più multietnica che rischia di cancellare di fatto alcune varietà vegetali in nome della facilità di approvvigionamento e della legge economica della monocultura.
Via | Inhabitat

Isola Show Room ha indetto un’interessante concorso che ruota attorno ai concetti di grafica, sostenibilità ambientale e moda.
Il concorso, organizzato nell’ambito di “Fa’ la cosa giusta 2008” fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, esorta professionisti della grafica, ma anche studenti o semplici appassionati, ad elaborare una grafica per una nuova T-shirt in edizione limitata.
I temi che si possono affrontare sono i seguenti: la sostenibilità sociale ed ambientale, il riuso e riciclo, più una sezione speciale che riguarda la casa e la città sostenibili.
Le opere dovranno pervenire entro il prossimo 31 marzo 2008 all’indirizzo e-mail: produzione@isoladellamoda.info, andate dopo il salto per leggere il regolamento.
Continua a leggere: Critical & Ethic Graphic Contest, concorso di creatività sostenibile