
Il Sarajevo Green Design Festival, tenuto a Sarajevo e Mostar, si è da poco concluso (17 settembre) offrendosi come piattaforma per collaborazioni creative tra designer e industrie. Non è mancata l’attenzione alla conoscenza attraverso workshop dedicati agli studenti, nonché conferenze, dibattiti e mostre.
Il festival ha previsto come sempre un programma estremamente ricco. I suddetti workshop e conferenze, oltre a mostre e presentazioni di libri, hanno concentrato l’attenzione di relatori e partecipanti su temi “verdi“: il futuro delle città, l’architettura, il design, le industrie e la produzione, in un’ottica di sostenibilità, urgenza caratteristica di questo 21° secolo.
Il Sarajevo Green Design Festival è il risultato della collaborazione tra la Facoltà di Architettura dell’Università di Sarajevo, l’Accademia di Belle Arti di Sarajevo, il Collegium Artisticum, l’Associazione delle Arti Applicate della Bosnia-Erzegovina e l’Università di Twente dei Paesi Bassi.
Continua a leggere: Sarajevo Green Design Festival: il futuro ecologico ha bisogno di design
Blue House è stata costruita dall’architetto Pieter Weijnen ad Amsterdam con regole votate all’ecosostenibilità, a partire dal nome, che evoca il blu del cielo e del mare, colore che fa da fil rouge in tutto l’appartamento.
Intanto la facciata rivolta a Sud permette di incamerare tutto il calore e tutta la luce che vengono dal sole; il sistema di raffreddamento è ispirato alle antiche torri di raffreddamento arabo, mentre l’acqua piovana viene raccolta e riutilizzata per la lavatrice e lo scarico del bagno.
Inoltre l’edificio è costruito in legno e materiali riciclati, quindi in perfetta sintonia con il concetto del rispetto dell’ambiente.
Riconoscibile all’interno un certo stile nordico, costituito anche da arredi firmati Ikea.
Via | DigsDigs
Continua a leggere: Blue House, una casa sostenibile fin dal nome

Bookcrossing in showroom. L’iniziativa parte da Valcucine e si inaugura oggi presso il flagship store del marchio a Brera, in Corso Garibaldi 99. All’interno dello spazio libreria, saranno messi a disposizione 50 volumi sul tema della sostenibilità, che potranno essere ritirati o scambiati con altri libri, a patto però di leggerli e lasciarli in un altro luogo della città, a disposizione del prossimo lettore.
L’Eco Bookshop, questo il nome dell’iniziativa, offre così la possibilità di approfondire a costo zero i temi legati alla produzione sostenibile e alla salvaguardia ambientale, promuovendo contemporaneamente una modalità innovativa di vivere lo showroom, non necessariamente legata all’esposizione del catalogo prodotti.

Elevenfeet è uno studio belga che lavora da sempre per offrire prodotti attenti all’ecologia e alla sostenibilità. Materiali semplici ed eco-compatibili che non disturbano affatto l’eleganza e la qualità del design, applicato sempre agli oggetti in modo efficace e convincente.
E’ il caso di Recycleerhanger: una stampella, pensata per sostituire quelle più dispendiose (e con un alto impatto in termini ecologici) di plastica e metallo. Si monta piegando un unico foglio di cartone riciclato che poi è possibile riciclare di nuovo al 100%. La sfida alle grucce tradizionali è stata vinta anche sul piano economico.
Recycleerhanger infatti, è stata studiata perché i costi di produzione, trasporto e lavorazione fossero molto contenuti. L’utilizzo è semplicissimo e il solo spessore del gancio fa in modo che non si formino pieghe negli abiti. Un’idea semplice, molto pratica che dimostra ancora una volta come il design possa ripensare oggetti anche in un’ottica eco-friendly.

Paper Tiger è il nome che il designer australiano Anthony Dann ha scelto per la sua linea di prodotti. Mobili interamente fatti di cartone (con qualche aggiunta in feltro), ideati sulla base di studi di assemblaggio semplice e intuitivo attraverso piegature e incastri.
Il lavoro di Dann come consulente di design e come brand designer, lo porta ad avere molti clienti interessati alle strutture temporanee e versatili: elementi modulari facili da trasportare e sistemare per gli allestimenti. Nascono così sia i suoi sgabelli decorati che i ripiani rivestiti o gli espositori.
Tutto, appunto, sempre in cartone riciclato, con un occhio all’ambiente. Proprio grazie al mix ottimale di funzionalità e sostenibilità, Paper Tiger ha vinto il Launch Pad award for Sustainability nel 2007 e i suoi prodotti sono certificati da Ecospecifier. Dopo il salto, una gallery della produzione.
Continua a leggere: Paper Tiger: il design 'cartonato' di Anthony Dann
Dopo avervi recentemente accennato al modello Vélib, ecco un altro concept sul tema bike-sharing elaborato dal designer svizzero Rafael Schmidt in occasione della Conferenza sul Cambiamento Climatico tenutasi a Copenhagen lo scorso anno.
Il progetto ha cercato una strada possibile per facilitare la completa integrazione della bicicletta nel tessuto urbano della città. Per questo, le rastrelliere sono inglobate nella pavimentazione, i depositi delle bibliclette sono sia sotterranei che verticali (anche per limitare un certo inquinamento visivo), e le bici sono dotate di sistema Gps e collegate tra loro in una Lan, in modo da poter informare il ciclista in merito a rastrelliere libere, ingorghi del traffico etc..
Un modello interessante che potrebbe forse ispirare lo sviluppo di una mobilità da incentivare.
Via | Daily Tonic
Continua a leggere: Bike Sharing, per Copenhagen la versione di Rafaa

Narra la leggenda (non è vero: sono le note biografiche) che il designer Tom Rossau ha iniziato la sua carriera a Faarevejle in Danimarca, nella cantina dell’appartamento dei suoi genitori. Come tutti i bambini danesi (occhei, non solo) era un patito dei Lego, poi, negli anni ‘90 ha cominciato a disegnare abiti in pelle e una serie di oggetti in legno.
Il successo è arrivato nel 2006, quando ha presentato le sue lampade TR4 e TR7 (non sono i nomi di due robot di Guerre Stellari) al Copenhagen Furniture Fair (poi ribattezzato CODE) e la TR7 ha ricevuto l’ “Audience Favorite Award”.
Probabilmente ispirato dalle torsioni di Frank Gehry, Rossau costruisce lampade che sono prima di ogni cosa lievi, impeccabili esempi di funzionalità, sostenibilità e attenzione al consumo energetico. Esplora le possibilità dei materiali (utilizza anche la carta) testandone la resistenza e l’adattabilità alle forme. Di seguito (via) potete ammirare in una gallery le varie fasi del suo lavoro.

Lo studio veneto Macs Design propone per ogni sua realizzazione il progetto e la realizzazione di elementi che non stressino le materie prime. La più grande risorsa a cui fa affidamento è la fantasia, che a differenza dei materiali di consumo è infinita; partendo da questo basilare fondamento, lo studio macs crea ogni singolo complemento d’arredo da materiali che comunemente vengono definiti scarti, o rifiuti, nella ferma convinzione che il futuro del design sia l’eco-sostenibilità.
Massimo Furlan, artigiano-designer affiliato allo studio, partendo dalla considerazione che gli oggetti dismessi non siano scarti, ma MEC, MicroEsplosioneCelebraleCreativa, realizza pezzi unici ma anche serie di prodotti frutto degli scarti industriali recuperando ciò che trova, o anche ciò che gli viene chiesto di recuperare reinventando forma e funzione degli oggetti.
Via | Youngdesigner.it

Parliamo troppo poco, credo, della necessità di rendere pienamente sostenibili i prodotti usa e getta. Probabilmente per una pigrizia collettiva: mentre aziende e designer latitano nell’accelerare al massimo la conversione ecologica, noi consumatori ci dimostriamo restii a modificare semplici abitudini che sappiamo essere dannose per l’ambiente.
Ecco perchè, al contrario, ci piace la storia di Hampi: un’azienda nata dal basso per sviluppare prodotti al 100% ecologici che sono anche capaci anche di offrire un impulso positivo allo sviluppo delle comuità locali. Il progetto Hampi parte un po’ per caso quando Frederic, stagista olandese presso il Dipartimento Sostenibilità dell’Abn Ambro in India, viene invitato ad un matrimonio dal suo amico Vikram, imprenditore indiano nel campo IT. Alla cerimonia Frederic osserva stupefatto come le pietanze per i 1400 invitati vengano servite su foglie di palma, impiegate come pratici piatti monouso, e inizia a fantasticare insieme a Vikram sulle possibilità di implementazione tecnologica e imprenditoriale di tale applicazione. Presto detto. Dopo tre mesi e un cambio di continente, sulla spiaggia olandese di Bloemendaal i due riescono ad accaparrarsi il primo ordine da un beach club locale. E parte il business.
Tutto merito del processo produttivo ecosostenibile messo a punto con le foglie delle palme Areca, raccolte già secche nelle piantagioni coltivate in zone tropicali e quindi lavorate senza l’impiego di agenti chimici per offrire dei piatti naturali e completamente compostabili. Un progetto senz’altro virtuoso, che non si è fatto mancare neanche un design accattivante, grazie alla progettazione di un intero set di stoviglie a cura di Studio Smeets.
Via | Hampi

Materiale inedito per la nuova proposta di Roche-Bobois: Fossile, questo il nome suggestivo che richiama il legame con la terra e il tempo, è una libreria interamente realizzata in terracotta.
Progettata da Mostapha El Oulhani, Jérôme Garzon e Fred Sioni, Fossile si distingue per presupposto di sostenibilità legato all’impiego del materiale. La cottura dei pezzi, infatti, viene effettuata in un forno alimentato con energie rinnovabili, mentre al momento della dismissione è possibile riciclare la terracotta per dare vita a nuovi oggetti o per impiegarla nei campi da tennis in terra battuta.
Molto spiccata anche la sua versatilità modulare: gli anelli, acquistabili singolarmente al prezzo di 100€, possono essere configurati a piacere e quindi fermati grazie all’utilizzo di cilindri interni. Prodotto iconico, forse non capientissimo, perfetto anche per l’outdoors, magari in pieno “Tuscan Style”.
Via | Dsgnwrld