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"The World Is Your Studio": le nuove Adobe Touch Apps per i creativi

pubblicato da intweetion

Promettono di essere potenti, versatili e - soprattutto - di poter esprimere la propria creatività ovunque. Si tratta delle nuove Adobe Touch Apps: sei applicazioni per tablet che verranno presentate a breve dalla software house e consentiranno a artisti, designer e illustratori di lavorare facilmente sviluppando le proprie idee.

“Adobe Photoshop® Touch” consentirà di trasformare le immagini con una versione sviluppata appositamente per i device touch, “Adobe Proto” sarà dedicata allo sviluppo di siti e applicazioni mobile, “Adobe Ideas” sarà quella più votata al design, con l’utilizzo dei vettori. “Adobe Debut” è una suite per presentazioni, mentre “Adobe Collage” permetterà di combinare immagini, disegni e testo in moodboards per elaborare dei concept. Il tutto potrà essere arricchito con “Adobe Kuler®”, all’interno della quale si potranno scaricare, creare e scambiare le palette di colori.

Una rivoluzione che troverà poi spazio in Adobe Creative Cloud, un nuovo pacchetto di software con 20 Gb di spazio sulla nuova piattaforma di sharing che accoglierà la community di creativi pronti a condividere i risultati del proprio lavoro. La data ufficiale per il lancio della Creative Cloud è prevista il prossimo novembre, mentre le apps (che costeranno 9.99 dollari) dovrebbero essere disponibili da inizio 2012.

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"The Infinite Adventure Machine": l'app per iPad di David Benqué che crea le favole

pubblicato da intweetion

“The Infinite Adventure Machine”, ideata dal designer e ricercatore David Benqué è un software per generare le trame delle favole. Sulla base del lavoro di Vladimir Propp, che ha ridotto la struttura dei racconti popolari a 31 funzioni di base, il progetto affronta le difficoltà di uno dei problemi irrisolto per l’informatica, ovvero quello della generazione automatica di una storia. “The Infinite Adventure Machine” esplora le limitazioni e le implicazioni tra linguaggio di programmazione e linguaggio narrativo, invitando gli utenti a improvvisare, colmando le lacune della storia.

“Le storie sono il nostro modo di cogliere le informazioni e di integrarle nei contesti della nostra vita”, spiega Benqué. “In un mondo dove la scienza sta progredendo a ritmi esponenziali, il mio approccio al design si propone costruire scenari complessi e coinvolgenti che nascano dal punto di intersezione tra scienza e società. Utilizzando una vasta gamma di supporti da modelli tridimensionali di illustrazioni e video e collaborando con altre discipline, scientifiche e artistiche, mi propongo di incoraggiare il pubblico a interrogare e rivalutare le loro relazioni con la scienza e la tecnologia”. Il lavoro (ancora in fase di prototipo) è stato commissionato dalla “Microsoft Research” di Cambridge, dalla sezione di “Design Interactions” del Royal College of Art di Londra e fa parte del progetto “Future of Writing”. Verrà esposto prossimamente alla “Cité de la Mode et du Design” di Parigi all’interno del programma “Glitchfiction“.

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"ZeroTouch": il touch-screen senza schermo

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Presentato come prototipo alla conferenza 2011 sul fattore umano nei sistemi informatici, “ZeroTouch” è opera del team della “Interface ecology lab” all’interno della texana A&M University. Un display trasparente multi-touch che utilizza sensori a infrarossi per rilevare l’input dell’utente. La cornice implementa 256 sensori a infrarossi, in modo che ogni gesto può essere visualizzato come uno o più punti su una matrice di righe.

La novità del dispositivo sta tutta nella possibilità di muovere le mani e interagire liberamente nell’aria, ma “ZeroTouch” può anche essere montato sullo schermo di un computer tradizionale, trasformandolo di fatto in una superficie multi-touch. Particolarmente indicato anche per le applicazioni di grafica e illustrazione come quella testata “Intangible Canvas” in cui la selezione del colore è controllata tramite un iPhone o un iPad mentre il diametro del pennello si basa sulla larghezza dell’oggetto utilizzato per attivare il sensore. Complicato? Meno di quanto sembra: date un’occhiata al video a inizio post.

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Arredatevi casa con Roomle

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Roomle

Non sempre si ha la possibilità (o il denaro sufficiente) per assumere un arredatore. Che ci si trasferisca in una nuova abitazione o si cerchi di rimodernare la propria, una buona idea è comunque quella di prendere le misure e armarsi di molta pazienza per calcolare l’ingombro e l’effetto finale al centimetro.

Roomle non è il primo servizio che offre un software online per disegnare e arredare planimetrie (ci sono già Ikea Home Planner o Design a Room), ma ha il vantaggio di essere molto intuitivo, veloce e pieno di alternative tra cui scegliere per realizzare un utilissimo prospetto per quella che diventerà la nostra ‘casa dei sogni’.

Non è necessaria la registrazione (ma serve se vogliamo salvare i risultati dei nostri sforzi) ed è poi possibile condividere la nostra piccola opera di arredamento per farci consigliare da parenti e amici.

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Philips "LivingColors": la cromoterapia da 16 milioni di colori

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PhilipsLivingColors

Sembra uno speaker audio, con un design di quelli ormai onnipresenti su quasi tutti gli scaffali dei negozi. Invece, la nuova lampada led “LivingColors” di Philips, diffonde luce. Con una -determinante- particolarità.

Sempre più abituati come siamo ad una gamma di colori vastissima, sia sugli schermi dei computer che quelli di molti apparecchi tecnologici, abbiamo adesso la possibilità di illuminare gli ambienti con la stessa scelta di gradazione. Il telecomando con cui gestiamo la lampada infatti possiede un disco centrale che contiene lo spettro cromatico.

Premendo in corrispondenza di un punto si attiva il colore scelto tra ben 16 milioni, proprio come se lo selezionassimo col mouse mentre utilizziamo un software per la grafica digitale. Perfetta per determinare il mood di una giornata o rendere il clima dei party decisamente più interessante, è in vendita in due formati diversi (c’è anche quella ‘mini’) a circa 199$.

Foto | via

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Piksol: i pannelli solari che disegnano con l'ombra

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PannelliPiksol

L’idea arriva dalla Svizzera. L’hanno concepita drzach & suchy: un duo formato da un architetto che lavora in Brasile e un software engineer che risiede a Zurigo. L’intuizione alla base di Piksol è sorprendentemente semplice. Eppure efficace. Vediamo come funziona.

Innanzi tutto i pannelli fotovoltaici. Sono molti, di ridotte dimensioni e posizionati in verticale. Dove c’è luce -ovviamente- c’è anche ombra. Ed è proprio l’ombra a creare l’integrazione dei pannelli con lo spazio che vanno ad occupare. Vengono posizionati in modo tale che il singolo rettangolo proietti un ‘pixel’ (da qui il nome) di oscurità. Nel corso della giornata, quando il sole compie il suo corso, le immagini formate dai “Piksol”, cambiano.

L’effetto è molto suggestivo e, nei giorni in cui le nuvole offuscano la luce, i pannelli si notano appena, visto che sono perpendicolari alla superficie. Una maniera intelligente e dalle molte potenzialità artistiche (e promozionali) per incentivare l’uso della fonte di energia più a buon mercato. Dopo il salto, un video dimostrativo.

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InkQuencer di Sebastian Ronde Thielke

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InkQuencer

Interaction design che unisce musica, ritmo e tecnologia in modo assolutamente innovativo: “Inkquencer”, del designer danese Sebastian Ronde Thielke è un progetto di quelli che vorremmo vedere più spesso. Una di quelle idee che non solo riescono a farci vivere in modo creativo e attivo la tecnologia, ma producono qualcosa che va al di là del mero intrattenimento o della fascinazione per l’estetica.

Vediamo come funziona. Il nome spiega già molto: inchiostro e sequencer fusi in un’unica esperienza interattiva. Disegniamo un pattern su un foglio: una successione di blocchi scuri distribuiti come pixel. Portiamo il foglio all’altezza della web-cam del nostro computer. Un software provvede a catturare il nostro disegno e comprimerlo in un file immagine di 32×30. A quel punto, ogni spazio vuoto è un ’silenzio’, una pausa. Ogni spazio pieno è un suono (a seconda della posizione) che include un ritmo.

Il programma provvede a inserire in tempo reale il pattern creato in un sequencer che lo suona in loop. I risultati sono molteplici: tanti quante sono le variazioni disegnate e la posizione stessa che diamo al foglio davanti alla cam. Sembra complicato. Non lo è affatto. Guardatevi il video dopo il salto.

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I "Digital Graffiti" di Tangible Interaction

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Una delle nuove frontiere della street-art e in particolare dei graffiti sembra essere quella che prevede l’interazione con la video arte e tutte le nuove tecnologie legate all’immagine digitale. Si evita l’invasione (spesso indesiderata) delle superfici urbane e i conseguenti costi dei materiali ed eventuale, successiva copertura.

Nascono quindi continuamente dei dispositivi che hanno anche il vantaggio di poter essere trasportati ovunque e garantire divertimento durante delle performance ‘a noleggio’. Proprio quello che è accaduto in occasione del party al villaggio degli atleti commissionato dal Vancouver Organizing Committee per le Olimpiadi invernali di quest’anno.

La Tangible Interaction di Alex Beim ha realizzato “Digital Graffiti”, uno strumento che permette di disegnare su grande schermo come se si utilizzasse un qualsiasi software per l’illustrazione. Affidandosi all’esperienza in fatto di workshop di Carson Ting e Denise Cheung della Chairman Ting Industries, ha conquistato il pubblico con una serie di lavori prodotti sul momento per poi essere rapidamente cancellati e sostituiti. Il futuro dell’arte di strada passa anche da qui (?).

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Snapshot Frames: le cornici Polaroid

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PolaroidSnapshotFrames

Il fascino esercitato dalle Polaroid è difficile da spiegare in poche parole. Ognuno ha le sue -giuste- motivazioni che mettono l’accento sul formato, sul colore o sull’idea di un’immediatezza analogica che poche macchine fotografiche sanno restituire, persino le moderne fotocamere digitali compatte.

Se non avete voglia di procurarvene una (i prezzi salgono costantemente e, nonostante la rinascita degli stabilimenti che le producono, le pellicole sono ancora costose), avete la possibilità di ricreare l’effetto con i plugin dei software di fotoritocco o con programmi appositi. Oppure attendere l’uscita della PIC1000, la nuova ‘classica’ Polaroid in versione restyling.

C’è un’altra soluzione, proposta da UrbanOutfitters: le Snapshot Frames. Cornici che hanno la forma delle memorabili foto dallo sviluppo istantaneo in cui inserire qualsiasi immagine abbiate scattato o stampato precedentemente. Sono anche magnetiche, quindi libero sfogo alla fantasia nel disporle su superfici diverse (quella del frigorifero, in primis). L’effetto è assicurato ed economico. Con 10 dollari, vi spediscono a casa un pack da cinque.

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Rétrofuturs: "Software owner's manual"

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Rétrofutur-Software owner's manual

Occhei, confesso: ho usato un altro dei moniker del nostro amato Stéphane Massa-Bidal nel titolo per non ripetermi. Detto questo, siamo davanti alla nuova, ennesima ideona di uno dei nostri graphic designer preferiti. Il talentaccio francese anche conosciuto come Hulk4598 non sbaglia nel mettere a segno neanche un colpo.

Dopo aver preso in giro i social network con la serie Web Services Covers Therapy e aver analizzato i limiti dell’attaccamento alle innovazioni tecnologiche con la sua Sociology of Objects, indirizza la sua dissacrante creatività verso i manuali dei software più noti di casa Adobe.

L’approccio è il solito: eleganza retro, caratteri da tipografia vecchio stampo e poche, incisive frasi ben piazzate nel montaggio della pagina a farci riflettere su quanti troppo spesso si credono partecipi del processo creativo solo perché padroneggiano i mezzi per realizzare le proprie idee. Fare qualcosa di buono va ben oltre un’immagine da decine di mega o la maestria con le curve di Bezier. D’altronde, come stigmatizza lui stesso: “To draw you must close your eyes and sing“. Impagabile.
Dopo il salto, la gallery dei poster. Potete informarvi per l’acquisto a questo indirizzo.

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