
Se ve lo state chiedendo, la risposta è: “No, non ci paga. Ci piace proprio”. Terzo pseudonimo (chi dice che servono solo a confondere le idee?), per il nostro amatissimo Stéphane Massa-Bidal, il graphic designer francese più bravo che ci sia. Va bene, forse non è il più bravo. E’ uno dei più bravi. E uno dei più divertenti, soprattutto.
E poi il ragazzo lavora sodo, una ne fa, cento già ne sta pensando, aggiorna il suo spazio su Flickr così spesso che è un piacere. Forse soffre la sindrome dell’abbandono e ha paura che ci dimentichiamo di lui. Giammai. Bando alle sciocchezzuole, allora. Dopo Web Services Covers Therapy, Sociology of Objects e Software Owner’s Manual (mica ve li sarete persi, no?), siamo all’ennesimo update.
“Miniseries Instant Messassing (MIM)”: brevi messaggi al mondo su foto d’epoca appena ritoccate. Messaggi di speranza e delusione, una visione bella e ironica dei sentimenti, delle piccole nevrosi quotidiane. Massa-Bidal ci regala un altro po’ del suo talento e della giusta dose di ispirazione, casomai il grigiore di questo inverno ci avesse addormentati. Veloci, fulminanti e misurati: cosa volete di più? Ah, giusto. La gallery. Un piccolo sforzo ancora, è dopo il salto.
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Occhei, confesso: ho usato un altro dei moniker del nostro amato Stéphane Massa-Bidal nel titolo per non ripetermi. Detto questo, siamo davanti alla nuova, ennesima ideona di uno dei nostri graphic designer preferiti. Il talentaccio francese anche conosciuto come Hulk4598 non sbaglia nel mettere a segno neanche un colpo.
Dopo aver preso in giro i social network con la serie Web Services Covers Therapy e aver analizzato i limiti dell’attaccamento alle innovazioni tecnologiche con la sua Sociology of Objects, indirizza la sua dissacrante creatività verso i manuali dei software più noti di casa Adobe.
L’approccio è il solito: eleganza retro, caratteri da tipografia vecchio stampo e poche, incisive frasi ben piazzate nel montaggio della pagina a farci riflettere su quanti troppo spesso si credono partecipi del processo creativo solo perché padroneggiano i mezzi per realizzare le proprie idee. Fare qualcosa di buono va ben oltre un’immagine da decine di mega o la maestria con le curve di Bezier. D’altronde, come stigmatizza lui stesso: “To draw you must close your eyes and sing“. Impagabile.
Dopo il salto, la gallery dei poster. Potete informarvi per l’acquisto a questo indirizzo.

Di Stéphane Massa-Bidal, graphic designer francese (conosciuto come Hulk4598 o Rétrofuturs) abbiamo già parlato in occasione delle sue rivisitazioni ironiche dei principali social network con la serie Web services covers therapy che ironizzava sulla febbre da onnipresenza in rete.
‘Stavolta, il brillante designer ci riprova con gli oggetti a cui siamo quotidianamente assuefatti, quasi in modo feticistico. Con il suo solito stile retro legato al mondo dell’illustrazione classica e della pubblicità d’impronta vintage, analizza i limiti dell’attaccamento alle innovazioni tecnologiche.
“Sociology of objects” è un set che gioca con accostamenti tra passato e presente, sottolineando il cambiamento quasi antropologico che le apparecchiature informatiche hanno apportato. Anche nel modo di rendere in qualche modo ’schiavo’ chi le utilizza. Dopo il salto, la gallery dei nuovi lavori.
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