
Tutto basato sull’interazione e la creatività questo sbalorditivo concept dello studio Designaffairs: un’idea che mira a sviluppare la cosiddetta “Conceptual Age”, teoria secondo la quale non solo gli insegnanti diventano ‘mediatori’ dei contenuti, ma gli studenti stessi verranno stimolati maggiormente ad imparare come accedere e processare le informazioni, più che ricordarle a memoria.
“EduMap” è, in buona sostanza quello che il nome stesso suggerisce: una mappa interattiva per organizzare e condividere i contenuti. Dedicata agli studenti delle scuole primarie, ogni mappa può essere utilizzata da sei alunni. Ci sono quattro aree di interesse, identificate da altrettanti contrassegni colorati che le delimitano: lingua madre, lingua straniera, matematica e studi sociali.
La superficie è interattiva e consente di registrare ciò che viene scritto, oltre ad associarlo ad una sorta di contenitore di tag, che registra gli argomenti e i progressi del singolo allievo e la sua collaborazione con gli altri. Dopo il salto, una breve gallery che spiega il progetto nel dettaglio (il copyright delle immagini appartiene a designaffairs GmbH)
The Wheely è una creazione che tenta di mettere il design al servizio del sociale: si tratta di un rifugio per senzatetto, impermeabile, resistente e mobile.
Come suggerisce il nome infatti, Wheely è estremamente facile da trasportare, come se si trattasse davvero di una ruota; una volta fermo e aperto, offre un riparo al suo possessore.
Wheely è realizzato con materiali completamente riciclati dallo studio Zo-Loft Architecture and Design.
Via | DesignTalk

La casa-caminetto di Haugen/Zohar Arkitekter
Disegnata dallo studio di architettura norvegese Haugen/Zohar Arkitekter, questa casa-caminetto è stata pensata come uno strumento per la socialità urbana. L’idea, infatti, è quella di radunare intorno al fuoco i membri della cittadina di Skjaermveien Barnehage, dove il progetto è stato realizzato, per favorirne il dialogo e la condivisione del tempo libero.
La struttura, intearmente realizzata in legno, ricorda la forma delle vecchie capanne di terra della tradizione norvegese. Realizzata sovrapponendo 80 strati di blocchi di legno di pino, distanziati tra di loro sull’asse orizzontale per garantire un’adeguata ventilazione, la casa-caminetto si distingue per il focolare che, al suo interno, occupa il centro dello spazio. Un’apertura nella parte superiore permette un corretto defluire del fumo. L’entrata, invece, si può chiudere con una porta scorrevole per assicurare un buon riscaldamento dell’ambiente.
Via | Trendir House Design
Continua a leggere: In Norvegia la casa-caminetto che scalda la socialità

Vi abbiamo già parlato di quei matti di Cabracega, lo studio di design portoghese fondato da Hugo Tornelo, Pedro Alegria e Rita Gonzalez. Ve ne avevamo parlato in occasione di All City, un servizio di porcellane che univa le forme sontuose e classiche a colori e simboli street o a illustrazioni abbastanza estreme, vista la superficie utilizzata.
I tre designer, hanno concepito un modo di interagire con tutti i servizi di geolocalizzazione in voga. Per diventare una sorta di segnaposto ambulante, basterà munirsi di questo ombrello “You are here” così da farsi individuare più facilmente da satelliti e fotografie panoramiche.
L’idea è ironica e divertente, molto immediata nella realizzazione. Meno immediata, ma decisamente intelligente nelle intenzioni: un’occasione per interrogarsi sul controllo esercitato dalle nuove tecnologie di identificazione e sui rapporti tra identità e privacy.

Il progetto MyHexColor nasce dalle menti di Damien van Holten e Bart Veraart. Uno è un designer, l’altro uno sviluppatore web , entrambi provengono dai Paesi Bassi e hanno cercato di esplorare il significato che le persone attribuiscono ai colori.
Il meccanismo è molto semplice. Si sceglie un colore che in qualche modo risponde alla nostra identità, lo si acquista (per un dollaro), gli si da un nome e si crea un link sul proprio sito. Lo stesso colore sarà visualizzato sul sito del progetto così da creare una specie di galleria di persone, ma generata attraverso la proiezione di come ci si sente cromaticamente. In esadecimali.
Furba trovata di marketing (il link genera altrettanti contatti e potenziali curiosi) o esperimento social di grande impatto e intelligentemente articolato? La verità è tutto sommato nel mezzo, come buona parte delle idee 2.0 che riescono a unire il lato più ‘emozionale’ di chi utilizza le nuove tecnologie e quello più ‘virale’ che moltiplica i collegamenti (e i potenziali ricavi). Voi che colore siete? Scrivetecelo nei commenti.
Un’animazione per spiegare in maniera semplice ed intuitiva l’uso di AquaIris, il piccolo depuratore portatile pensato per rispondere alle esigenze di approvvigionamento idrico delle fasce tropicali.
Piccolo e leggero, AquaIris si porta infatti appeso al collo, come se fosse una borraccia da riempire all’occasione. Il funzionamento? Semplice, efficace e veloce. L’acqua raccolta entra prima in contatto con un filtro, per poi passare sotto uno strato di cristalli catalizzatori che permettono ai raggi UV-C di distruggere tutti gli agenti patogeni presenti nell’acqua. Un risultato sicuro per un oggetto tecnologicamente ineccepibile che convive con un’estetica low-tech.
Il prototipo, progettato dalla designer Talia Elena Radford Cryns, si è appena aggiudicato il James Dyson Award per il 2009.
Via | Dezona

Convivere, per quanto psicologicamente difficile, con l’ineluttabilità del terremoto nelle zone a rischio. In che modo? Innanzitutto rendendosi consapevoli dei comportamenti da adottare in caso di catastrofe naturale. Un presupposto irrinunciabile, di fronte al quale nessuno può girare la testa invocando considerazioni fataliste, ma che piuttosto può trovare proprio nel design un veicolo per favorire la divulgazione, ad esempio grazie a strumenti di infodesign e ad un uso accorto e coinvolgente della grafica.
Questo lo spirito con cui è stato recententemente pubblicato negli Stati Uniti The L.A. Earthquake Sourcebook. Los Angeles, si sa, da tempo aspetta oramai il suo Big One: proprio per questo l’Art Center College of Design della metropoli californiana ha avviato 4 anni fa uno studio interdisciplinare volto ad indagare il ruolo del design come presupposto di problem solving nella gestione delle emergenze.
Nella sua veste finale, il volume raccoglie informazioni basilari di sismologia e scienze delle costruzioni, e soprattutto include dettagliate informazioni pratiche sui comportamenti più adeguati da tenere in caso di scossa, sia durante che dopo il terremoto. Senza dimenticare anche alcune considerazioni sull’aspetto emotivo, individuale e comunitario, che un evento del genere necessariamente porta con sé. Un approccio senz’altro interessante, e che si dimostra quanto più attuale proprio quando, dopo il terremoto in Abruzzo, l’urgenza di un’ampia diffusione di queste good practices è sotto gli occhi di tutti.
Via | SDZ


I designer libanesi Wyssem e Cécile Nochi saranno presenti al prossimo Salone del Mobile 2009 con Dark Matter, una mostra di nuovi progetti al confine tra design e arte.
Da sempre attenti a tematiche legate al Social Design, i due designer hanno sviluppato nuove opere che riflettono la vita quotidiana mescolando arte e design.
Dalla mitologia nasce Pandora’s Box, un tappeto dalla forma di una scatola di cartone aperta che si ispira al mito “Il vaso di Pandora”: la scatola è aperta, tutti i vizi sono fuoriusciti, rimane solo la speranza…
E poi c’è Mobile Airport I, il tavolo dotato di nastro trasportatore e decorato come una pista di decollo per aerei per immediata partenza: può essere alzato per diventare un bar o una passerella per colmare il bisogno urgente di una via di fuga…
X>Y è un modulo per scaffali componibili realizzato con sei pannelli assemblati con 16 viti, accessibile da tutti i lati, impilabile, componibile in differenti forme e quantità per creare diverse pareti divisorie.
Copy/Paste propone un gruppo di otto sedie, otto variazioni di false sedie “ant”, realizzate nel 1951 da Arne Jacobsen. Le sedie sono state realizzate copiando e incollando le sagome originali di altri schienali di sedute di Jacobsen, riprodotte in vinile bianco o nero.
Infine, è da segnalare anche 4 Shadows Molds, un appendiabiti in legno di pino in cui l’ombra dei ganci per gli indumenti è incisa nelle base di legno in modo da rimanere presente anche quando l’appendiabiti è pieno.
Andate dopo il “salto” per vedere tutti i progetti…
Continua a leggere: Il social design di Wyssem e Cécile Nochi - Anteprima Salone del Mobile 2009
Le incantevoli illustrazioni di Chris Haughton, ti portano in mondi sotterranei, quasi intimi, magari ti guardano con un occhio solo ma difficilmente lasciano indifferenti. Nel suo stile c’è la passione per le stampe giapponesi e la pittura indiana, che lo hanno portato dall’Irlanda all’Asia, da Hong Kong a Londra, c’è la curiosità di guardarsi intorno e ascoltare quello che gli altri dicono.
Per vivere il giovane designer Irlandese illustra riviste e giornali, fa stampe a mano, progetta capi d’abbigliamento e articoli di cancelleria per il Commercio Equo e Solidale e People Tree.
É suo il meeting dei Babbi sbronzi del Party di Natale, usato da Designerblog per Augurare un Buon Natale 2008. Le feste sono finite ma per la gioia degli occhi, consiglio un giro nel Paese ironico, poetico e delizioso illustrato da Chris Haughton.
I terremoti che continuano a colpire un paese già sofferente per tanti altri problemi come la Cina, ha ispirato al designer Haishan Deng la progettazione di Life Desk, un banco di scuola capace di trasformarsi in una struttura di acciaio ad alta resistenza, per disperdere la pressione causata dallo schiacciamento.
Insomma una sorta di riparo d’emergenza da tenere sempre a portata di mano, funzione consentita dal suo pratico utilizzo quotidiano come un semplice banco, resistente, pratico e viste le sue capacità, neanche eccessivamente costoso. Infatti al prezzo di 80 Euro per unità, il designer ha già preso contatti con il Bureau of Education in Cina per la produzione in serie limitata di Life Desk.