
Joakim Dahlqvist è compulsivo. Innanzi tutto come designer. A leggere il suo curriculum, ci si chiede se abbia mai avuto una vita privata. Nato in Svezia, è vissuto tredici anni a Singapore. Poi, al ritorno, ha studiato architettura e si è preso un Masters degree with honors dal Design Research Laboratory della Architectural Association School di Londra.
Ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, per Prada come consulente sulla ricerca e le tecnologie (incredibili i suoi allestimenti), in Italia con April per realizzare il National Geographic Store. Insieme a Jens Hommert e Hieu Dam ha persino trovato il tempo di aprire un bar e un ristorante i cui interni, ovviamente, sono curati da lui stesso.
L’elenco potrebbe continuare con lavori di architettura, animazione, programming, e video. Noi ci limitiamo a segnalarvi la parte più folle della sua produzione. Le sue dettagliate e compulsive illustrazioni. Dalla città immaginaria (forse legata alla mitica Frisland) che potete ammirare in tutti gli splendidi dettagli a questo link, a quest’altra, altrettanto intricata. Oppure a questo delirante prospetto architettonico.
Dopo la ristrutturazione degli uffici della sede centrale di Facebook a Palo Alto, corriamo a Singapore per dare un’occhiata al nuovo progetto di interni che Ministry of Design ha curato per la succursale locale di Leo Burnett.
L’entrata, suggestiva quanto capace di mettere in suggestione, si apre con una gigantografica del fondatore Leo, il geniale pubblicitario inventore, tra gli altri, dell’icona Malboro Man, affiancato da una scultura in scala gigante della celebre matita che da anni caratterizza l’immagine coordinata Burnett. Progettata volutamente per stupire e impressionare i visitatori, l’area è affiancata da alcuni monitor che mandano in loop i lavori più celebri dell’agenzia.
Passando da un corridoio darkroom, invece, è possibile gettare uno sguardo attraverso degli appositi fori alle sale riunioni tinteggiate di verde. Infine, un’openspace bianco accoglie le scrivanie in multistrato riservate ai creativi e pensate per un uso sociale e flessibile della postazione lavoro.
Via | Design(dot)fr
I nuovi uffici Leo Burnett di Ministry of Design
Continua a leggere: Leo Burnett Singapore: gli uffici per creativi di Ministry of Design
Questi teneri frugoletti pop surrealisti che giocano a dadi con i numeri del demonio, con il Voodoo e con l’arcano della tavola Ouija, sono stati realizzati dall’illustratore Joseph Griffith per la campagna promozionale della Canelé Pâtisserie Chocolaterie di Singapore, allo scopo di promuoverne l’oscura dolcezza. “Equally sweet. Equally dark”. La campagna Canele Patisserie Chocolaterie: 666, Quija board, Woodoo, è stata curata dalla JWT di Singapore.
Executive Creative Director: Ali Shabaz
Art Director: Ed Cheong
Copywriters: Elisa Tan, Arron Phua
Agency Producer: Anna Lee
Via | Scaryideas.com
Quello che state osservando è uno dei tanti progetti realizzati dallo studio di graphic design UFHO di Singapore, specializzato in progettazione grafica, packaging e illustrazione per arte, moda, musica e pubblicità.
Il suddetto progetto di flyer a tema circense, realizzato in collaborazione con Tragiklab per un evento dell’Embassy, è solo un esempio pittoresco dei meno recenti, mentre vi consiglio di dare un’occhiata al loro portfolio costantemente aggiornato.
Via | Thestrangeattractor.net
Galli, scoiattoli, uccellini, pesci, sono gli animali che hanno ispirato la progettazione di oggetti di design pratici e divertenti, al giovane designer di Singapore Daniel Loves.
Nel suo ricco portfolio Coroflot, vi potete imbattere negli uccellini dalle lunghe zampe delle lampade Tall Chicks, nella lampada The Forbidden Fruit colto da uno scoiattolo, nella retrofuturistica vasca per pesci Oofo o nella libreria Spirited, animata dalla silhouette di un gallo.
Via | Playmedesign.com
Come un viaggio nel paese delle meraviglie il White Rabbit di Singapore è un locale singolare, che offre l’ottima cucina dello Chef Sia Daniel in un ambiente curato in ogni minimo particolare.
Situato in una vecchia cappella restaurata, l’arredamento suggestivo ed eccentrico è affiancato da un brand a 360 gradi, curato dall’agenzia Asylum di Singapore.
Il viaggio per entrare nel mondo del White Rabbit Restaurant, parte dall’incantevole libro illustrato che accoglie i visitatori sul sito web del locale, dove ogni pagina è un invito a scoprirne caratteristiche e delicatessen.
Via | Adverblog.com
I team di designer di Concrete Architectural Associates di base ad Amsterdam, hanno curato l’interior design del nuovo Supperclub di Singapore. Ultimo nato della scuderia, il locale situato di fronte al leggendario Raffles Hotel, da il benvenuto ai clienti con un’entrata lastricata in acciaio inossidabile e una profusione di specchi e luci abbaglianti. Ogni ambiente è stato arredato curando ogni minimo particolare.
La Salle Neige, caratterizzata da un grande contenitore nero rifinito con pannelli di cuoio e acciaio, è separata da una grande porta a battenti dal Bar Rouge che prende il nome dall’atmosfera scaldata da specchi, banconi e finiture rosse. All’estremità del corridoio si trova la Chambre Prive, una stanza viola con al centro una base quadrata d’acciaio al cromo che può essere trasformata in una pista da ballo.
Continua a leggere: L’interior design del nuovo Supperclub di Singapore

Tido Bedside table e stato progettato da Kimming Yap per il Creativeans Studio di Singapore, allo scopo di risolvere i problemi di spazio e illuminazione. Potremmo definire Tido un’evoluzione eclettica e contemporanea del vecchio comodino e del tavolo da caffé. Con le sue forme rotonde in vetroresina e le piccole dimensioni, 400×750 mm, Tido si infila dappertutto, è provvisto di un lampada LED incorporata, che non rischia di cadere ogni volta che cercate di afferrare qualcosa dal suo piano e per sicurezza è stato anche fornito di un cavo di alimentazione di 3 metri.

L’incontro tra due forze opposte crea una dissonanza, che il team creativo dello studio di design di Singapore Creativeans, intento ad esplorare i confini del design dei prodotti, ha concretizzato con Sqoosh bench. La seduta, L2000 x W400 x H560, è caratterizzata da ondulazioni centrali che fungono da barriera fisica e psicologica ma anche punto d’incontro e interazione tra due opposti dinamici.
I designer di Creativeans, partendo dal modello tutto orientale di condivisione degli spazi in comune poco sensibile a quello personale, hanno progettato il sistema di disposizione dei posti a sedere pensando ai luoghi pubblici, dove è più evidente e meno gradita l’invasione degli spazi personali e sono ben accetti elementi di design eclettici e informali come la seduta blu di Sqoosh.
Via | 3rings.designerpages.com

Dopo Urban Pulse di Eric Lim e il giovane talento di Dremu Design, vi proponiamo un altro progetto premiato al Furniture Design Awards 2008 di Singapore. Dall’incontro tra un tavolo e una sedia, ha origine il progetto Incomplet del giovanissimo studente di interior design Melvin Ong. Il nome e la struttura del progetto traggono origine dall’idea suggestiva che tavolo e sedia separati, sarebbero incompleti.
Il tensionamento fisico fra i piedini posteriori della sedia e le scanalature nel piano d’appoggio del tavolo, li tiene insieme permettendo ad entrambi di ridurre il numero delle gambe ma non la propria identità, evidenziata da colori contrapposti. Un progetto simpatico, versatile e funzionale sia nell’idea sia nel design.