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Tutti gli articoli con tag shop

"Modern Play House": le case da costruire di MoMa e Chronicle Books

pubblicato da intweetion

Modern Play House

Nasce da Chronicle Books in collaborazione con il New York Museum of Modern Art (il MoMa) una linea di prodotti per bambini chiamata MoMA Modern Kids: giochi per avvicinare i più piccoli al mondo dell’architettura e del design.

Uno dei primi prodotti che verranno commercializzati, è questo set chiamato “Modern Play House”, con il quale è possibile creare degli spazi abitativi utilizzando le sei scatole modulari incluse nel kit e ideare più di 50 arredamenti diversi con mobili pop-up, pellicole adesive in vinile e altri accessori.

Una volta ‘montata’ la casa, c’è un set di personaggi che raffigurano la ‘modern family’, perfetto da utilizzare insieme e da far muovere all’interno delle stanze. Il costo di entrambi si aggira attorno ai 20$.

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"Ojue": il porta pranzo minimale di Metaphys

pubblicato da intweetion

OjueLunchBox

La moda viene dal Giappone, dove il bento è da sempre una vera e propria istituzione. Portarsi il pranzo da casa per mangiare durante la pausa è un’abitudine che si sta diffondendo un po’ ovunque visti i tempi di crisi e la mania per l’alimentazione sana.

Per chi non riesce a rinunciare allo stile più minimal e colorato neanche quando si tratta di prepararsi la ’sportina’ con il cibo cucinato la sera prima, arriva in aiuto la nipponica Metaphys con questo “Ojue”: un lunchbox davvero elegantissimo, che favorisce però il cibi più orientaleggianti (un risotto lo possiamo preparare anche se non siamo bravi col sushi, in ogni caso).

Tre scatole all’interno (ma c’è spazio per altro) e un paio di bacchette con tanto di supporto, in coordinato col resto che possono essere smontate e riposte in uno dei tre contenitori. A vederlo da fuori sembra un laptop, il che non guasta visto che può essere riposto in borsa con facilità. Lo trovate in vendita a 48$ su Japan Trendshop

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Quando il Cubo di Rubik aiuta le categorie protette

pubblicato da intweetion

RubikBraille

Non ne potrete più. Lo immaginiamo. Basta. Ormai sono ovunque, anche in versione pocket sugli scaffali degli Autogrill. Qualcuno lo ha risolto più volte, altri invece lo tengono come anti-stress sulla scrivania. Qualcun’altro ha provato a rimuovere gli adesivi per barare e poi non è più stato in grado di rimetterlo a posto.

Stiamo parlando del rompicapo per eccellenza, che ha ispirato designer e artisti, producendo dosi massicce di frustrazione e varianti. Avete mai pensato però a come può giocare con il Cubo di Rubik chi non ha il dono della vista? Beh, il designer tedesco Konstantin Datz lo ha fatto, ideando un modello che rimpiazza i colori con dei simboli in linguaggio Braille.

L’oggetto è affascinante nell’uso della bicromia, pur ricalcando in pieno il design originale. Niente a che vedere con un altra versione del cubo più famoso del mondo. Questa invece è monocromatica, completamente rosa. Dedicata a… Scopritelo da soli seguendo questo link (è uno scherzo, ovviamente. Non ce ne voglia l’affascinante categoria :) )

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Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010

pubblicato da intweetion

Canada2010Logo

Ancora un lavoro di branding per una competizione sportiva, ’stavolta dallo studio creativo Arcade di Toronto, in occasione delle prossime Olimpiadi invernali che si svolgeranno nel 2010 in Canada. Dopo essersi fatti conoscere lo scorso anno, sempre in ambito sportivo, con una campagna impeccabile per promuovere una linea della Nike, hanno messo a frutto esperienza e creatività nel realizzare una serie di prodotti legati all’abbigliamento.

L’Arcade ha prodotto sciarpe, t-shirt, berretti e felpe, che riprendono colori e declinano il logo valorizzandolo, in modo perfettamente rispondente allo spirito della manifestazione. In più ha curato l’allestimento dello shop e un elegante catalogo che illustra i prodotti dedicati.

Pochissimi elementi e nessuna concessione a certi nuovi trend esagerati che il disegno grafico impone. Il risultato rafforza e al tempo stesso rinnova l’immagine di una competizione antichissima. Di seguito, una gallery dei prodotti.

Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010
Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010

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Somewhere City: gli animali componibili di Goran Lelas

pubblicato da intweetion

SomeWhereCity

Nati dalla collaborazione tra il MoMA di New York ed il designer Goran Lelas, gli animaletti di Somewhere City sono una piacevole e intelligente idea da regalare per natale ai più piccoli -e non solo.

Lelas è praticamente un mito vivente dell’industrial design e delle arti visive in genere. Dopo aver lavorato per molte case di moda e aver collaborato con le riviste più prestigiose (Vogue, Glamour) ha iniziato a interessarsi all’illustrazione per bambini ed è stato art director per numerose agenzie anche qui in Italia.

I toys di Somewhere City sono dei buffi ibridi con elementi presi in prestito da vari animali. E’ possibile mescolare sia i pezzi dello stesso personaggio che scambiarli tra di loro. Sono consigliati per i piccoli dai tre anni in su, ma sono disponibili anche le versioni in pelouche per i piccolissimi di due diverse dimensioni. Prezzi sullo shop dai 9 euro e 90 ai 19 euro e 90.

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A forma di Cassetta: il fascino dei nastri

pubblicato da intweetion

NotebookCassette

Probabilmente -diciamo pure sicuramente- è un fatto anagrafico. Chi appartiene alla generazione che consumava la musica su nastro è rimasto legato a quell’estetica. Forse, più che a forme e colori del supporto (le -orrendo termine in voga all’epoca- musicassette), al piacere di personalizzarle: renderle qualcosa di proprio.

Scriverci, colorarle, infilare di tutto nei contenitori, fino a renderle quasi irriconoscibili. Sono alcuni anni ormai che la moda del riutilizzo creativo delle cassette affolla mostre e negozi. Dagli esempi più legati al mondo dell’arte come le illustrazioni di Samia Havia a quelli più modaioli come -fra gli altri- la borsa di TopShop. Per non parlare poi delle cassettine che nascondono invece le nuove tecnologie come le porte USB o le pendrive per realizzare mixtapes in puro stile anni ‘80.

C’è chi, come Kate Bingaman-Burt, vuole le vostre compilation su nastro, chi addirittura usa il nastro magnetico per tessere cravatte. Qualcuno ha pensato addirittura di customizzare agende e portfolio con le tipiche sleeve lato A e lato B e altri hanno invece deciso che sarebbero diventate ottimi notebook, con tanto di custodia. Premete il tasto rewind e godetevi questo momento di nostalgia.

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Gap+Pantone e le magliette che segmentano lo spettro cromatico

pubblicato da Cut-tv

pantone store

Che il giallo mimosa fosse il colore scelto per il 2009 da Pantone ve lo avevamo già raccontato. Questa scelta è stata ribadita anche nel nuovo store Pantone in collaborazione con il brand di streetwear Gap aperto sulla 5th Avenue di New York. Il negozio, una porta accanto al Gap Store vero e proprio, vende t-shirt declinate in diverse tinte Pantone.

Il risultato non è poi diverso dal colpo d’occhio di uno Store Benetton o American Apparel, con magliette tutte uguali accostate a formare una parete arcobaleno. Se non fosse per quei familiari codici che identificano una tonalità e solo quella. Un valore aggiunto per chi, grafico o designer, si sia ormai affezionato a quei numeretti.

Via | Fabrikproject.com

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Houses, i fermaporta folk di Sarah Nicol

pubblicato da Cut-tv

houses

H is for Home è uno shop online specializzato nell’offrire accessori per la casa inusuali, stravaganti, pezzi unici, fatti a mano, vintage. Nel suo catalogo spiccano produzioni indipendenti di giovani designer e pezzi di modernariato, con una speciale propensione per un gusto prettamente mid-century modern.

Tra tanti oggetti affascinanti, vi proponiamo Houses, piccoli fermaporta d’ispirazione folk disegnati dalla textile designer Sarah Nicol. Realizzate in feltro e tessuto, riempite di sabbia, le casette sono ispirate alle architetture dell’Oregon, agli edifici che hanno colpito la designer durante un viaggio e sono interamente realizzati a mano. Ogni pezzo è unico, nei colori, negli accostamenti e in piccoli dettagli che distinguono quella casa da tutte le altre.

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I biglietti illustrati di Lisa Jones

pubblicato da Cut-tv

Lisa Jones

Scrivere oggi equivale quasi esclusivamente a digitare. Documenti, archivi, lettere, messaggi, comunicazioni ufficiali, non passano più attraverso l’inchiostro, ma attraverso pixel e byte. Eppure una piccola roccaforte dove la carta e i colori resistono esiste. E’ il mondo dei biglietti d’auguri.

Non le e-card a cui, anche per ecosensibilità, abbiamo delegato i nostri messaggi natalizi quest’anno, ma veri e propri biglietti realizzati con cura artigianale, pensati non per un invio di massa, ma per contenere i messaggi più preziosi, missive sentimentali, dichiarazioni d’affetto e di attenzione. Lisa Jones, illustratrice inglese, ha fatto delle card stampate e rifinite a mano la sua principale occupazione.

Continua a leggere: I biglietti illustrati di Lisa Jones

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to-do tattoo

pubblicato da Domenico Catapano

to-do tattoo

Se avete il vizio, o l’abitudine, di segnarvi le cose nel palmo della mano, allora questo “tattoo” fa sicuramente per voi. E sono sicuro che spulciando in lungo e in largo l’intero sito troverete mille altre cose divertenti che vi porterete a casa, come ad esempio la banana-presina di silicone.

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