
Presentata durante il “New Finnish Design”, una mostra allestita recentemente a New York, questa unità modulare dell’architetto Shigeru Ban riduce ai minimi termini (è il caso di dirlo) l’idea stessa di seduta. La disassembla in dieci unità dalle quali si possono ottenere una sedia, una panchina, uno sgabello o un tavolino in base alle necessità e alla quantità di pezzi utilizzati.
Un semplice sistema di bielle permette il montaggio rapido, la singola confezione non dovrebbe richiedere più di 10 minuti per trasformarsi nel mobile di cui avete bisogno. E’ possibile ovviamente montarne insieme più di una, fino a raggiungere la dimensione ideale. I singoli moduli sono disponibili in bianco e in nero realizzati in UPM ProFi, un materiale composito innovativo, prodotto principalmente con materiali riciclati e resistente all’umidità, che combina le caratteristiche migliori delle fibre di legno e della plastica.

Con il Brit Insurance, il London Design Museum premia ogni anno i migliori designer internazionali che si sono distinti nelle categorie arredamento, prodotto, grafica, interactive, trasporto, moda e architettura. In attesa della proclamazione dei vincitori, prevista per il 4 marzo, possiamo dare un’occhiata alle shortlist complete, tra cui troviamo, per la categoria arredamento, anche due prodotti di cui abbiamo già parlato nel corso del 2009, come la Carbon Fiber Chair di Shigeru Ban e la Pallet Chair di Studio Mama.
Concorso che vai, opinabilità che trovi, sempre nel rispetto legittimo delle opinioni altrui, magari diverse dalle nostre. Ma la selezione si può dire rappresentativa delle migliori produzioni dello scorso anno? E il Made in Italy non ne esce un po’ troppo sacrificato? Senza scadere in un’ottica di difesa italica ad oltranza - il buon design non è e non è mai stato un’esclusiva italiana!!!-, non vi sembra però che oltre la Manica (classifica di Wallpaper conferma) siano un po’ troppo severi con le nostre produzioni di eccellenza?
Via | Abitare

Superare l’incontrastata leggerezza della Superleggera di Gio Ponti approfittando della tecnologia dei nuovi materiali del XXI secolo. Questo il perimetro del progetto di Shigeru Ban, celebre architetto giapponese famoso per l’utilizzo di materiali non convenzionali nelle sue architetture temporanee, qui alle prese con un progetto su scala ridotta per questa Carbon Fiber Chair, presentata alla Triennale nei giorni del Salone del Mobile all’interno di Tokyo Fiber Senseware, la mostar dedicata alle applicazioni dei nuovi materiali tessili giapponesi.
La sfida è resa possibile grazie all’utilizzo del Tenax (che non è in questo caso la celebre discoteca fiorentina nota per i suoi fasti underground negli anni ‘80), materiale realizzato in fibra di carbonio e qui accoppiato all’uso di strati alternati di alluminio.
Via | Designboom

La celeberrima casa produttrice di orologi Swatch ha affidato la progettazione della nuova sede giapponese all’architetto Shigeru Ban. L’architetto ha affrontato la ristrutturazione di un edificio degli anni ‘60 collocato nel notissimo quartiere Ginza, acquistato da Swatch Group nel 2004 per 150 milioni di franchi svizzeri.
Inaugurato il 23 maggio scorso, il Nicolas G. Hayek Center ospita sette boutique monomarca: Breguet, Blancpain, Glashütte Original, Jaquet Droz, Leon Hatot, Omega e Swatch. Ognuna di queste boutique è collegata al piano terra attraverso degli ascensori idraulici che, viaggiando ad una velocità di 15 metri al minuto, danno al visitatore l’impressione di galleggiare. Una buona parte della struttura è stata destinata agli uffici di Swatch Group Japan e al servizio di assistenza mentre al quattordicesimo piano si trova La Citè Du Temps: un impressionante spazio espositivo che ospita mostre, concerti e conferenze stampa.

L’architetto giapponese Shigeru Ban, celebre per l’uso di carta e cartone nei suoi progetti di design e architettura, ha inaugurato da qualche giorno un ponte di carta nel sud-est della Francia, vicino all’acquedotto romano di Pont du Gard.
La struttura ha un’arcata unica di 20 metri, pesa 7,5 tonnellate e può sopportare il peso di 20 persone alla volta. Il ponte sarà aperto al pubblico fino al 16 settembre, per essere successivamente smontato in vista della stagione invernale.
(fonte: Swissinfo)