Aldo Bakker è un designer molto attento alla qualità formale dei pezzi che progetta. Il dato, che potrebbe anche apparire scontato, lo è un po’ di meno se pensiamo che Aldo è figlio di Gijs (Bakker), ex Droog, uno che ha fatto dell’ironia e della sorpresa (magari a scapito della forma) una formula di successo per una tutta una nuova generazione di designer. Lontani dall’estetica di suo figlio, evidentemente, ma è bello pensare che forse in Olanda il nepotismo non è di casa e padri e figli vanno avanti ognuno per la propria strada pur lavorando nello stesso settore.
Ma torniamo ad Aldo e al suo ultimo progetto, uno sgabello di legno che mette in relazione elementi volumetrici differenti quali una linea, una superficie e un solido, dando vita ad una sorta di seducente esoscheletro. Ogni pezzo, realizzato con del legno scelto per l’occasione, è finito a mano e laccato lucido per valorizzare la bellezza e le tonalità del materiale.
Via | Contemporist

Pretty Pretty è la collezione di sedute e sgabelli ironica ed atipica creata dalla eclettica designer Dejana Kabiljo.
Devo ammettere che a primo impatto mi hanno lasciata abbastanza perplessa (suppongo che dal vivo l’effetto sia ancor più maggiorato), ma nonostante un primo sussulto iniziale bisogna ammettere che il lavoro della designer di origine croata è veramente originale e supportato da una ricerca stilistica e concettuale che non lascia nulla al caso.
E poi queste sedie fanno letteralmente “girare la testa”…
E infatti un grande successo sta investendo la Kabiljo, contesa in tutto il mondo per esposizioni, installazioni e mostre e addirittura le ironiche sedute “capellone” della serie Pretty Pretty sono state scelte da Philippe Starck per adornare le stanze del prestigioso SLS hotel di Beverly Hills.
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Legno, legno, legno! Sarà voglia di materiali caldi, sarà uno slancio (finto) ecologico, sarà una normale alternanza dopo un periodo di supremazia assoluta di materiali freddi e plastici, ma sembra che quest’anno si stiano imponendo parecchi complementi d’arredo e accessori vari in legno o decorati con venature e cortecce.
Stanno spopolando in rete questi cuscini a forma di tronchi, mentre I Am Human Now, un piccolo studio di Seattle, realizza cover per laptop con finiture naturali, mentre ancora i polacchi di Malafor racchiudono ceppi di legno in involucri d’acciaio con tanto di manici per ottenere i solidi sgabelli Trunks.
Se questa tendenza è di vostro gusto, troverete sicura soddisfazione nel blog It’s (K)not Wood, dedicato interamente a oggetti decorati con venature e sfumature legnose, tappeti e porcellante, cover per cellulari e abbigliamento, tutto rigorosamente “faux bois”.
Nuove tendenze, gli accessori con finiture in legno

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Zaishu Studio è un atelier australiano i cui fondatori si definiscono artigiani dell’eco-design. Il loro prodotto più rappresentativo è diventato un vero e proprio cult in Australia: si tratta di uno sgabello realizzato in legno di pino multistrato e serigrafato a mano.
Le prime serie di sgabelli avevano per soggetto decori giapponesi ottenute grazie a matrici di legno originali del Periodo Edo del sedicesimo secolo d.C., originariamente utilizzate per i tessuti con cui venivano cuciti i kimono. Ad oggi sono state realizzate diverse serie con diverse decorazioni, mentre la serie Kimono rimane la più venduta.
Zaishu, gli sgabelli fioriti come un kimono

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Torniamo a parlare di piccoli complementi d’arredo polifunzionali, di quegli accessori che aiutano molto a creare atmosfera in una stanza, riempiendo degli angoli vuoti, e che all’occorrenza possono servire da sgabelli o da tavolini da caffè, ma possono essere anche dei poggiapiedi e portariviste, o addirittura scaffali.
Nel caso di Embrace, il tavolino/scaffale di John Green, si aggiunge un’ultima funzione, quella di vassoio da letto. Realizzato in legno multistrato piegato, Embrace è composto da due elementi di altezze differenti che si incastrano tra di loro quando non sono in uso e formano uno scaffale piacevole e comodo per riporre qualche libro o qualche rivista.
Via | Designshoot.com
Embrace, il tavolino/scaffale di John Green

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Il designer inglese Benjamin Hubert presenterà la prossima settimana al 100% Design di Londra la sua nuova collezione di sedie Pebble. Come dice il nome, queste sedute sono ispirate ai ciottoli levigati dalle onde del mare che si possono trovare sulle spiagge.
Realizzate in polietilene riciclabile attraverso un processo di stampaggio rotazionale e montate su solide zampe di legno di rovere, le sedie Pebble sono state declinate in quattro colori molto naturali, due sfumature di grigio e due di verde. La collezione comprende anche uno sgabello poggiapiedi.
Via | Doobybrain.com
Pebble Seating, le nuove sedie di Benjamin Hubert

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Navigando nella rete mi sono imbattuta in un curioso articolo che mette a confronto due progetti, presentati al pubblico a pochi mesi di distanza, talmente simili da far pensare male. Eppure proprio la loro simultaneità dissipa ogni dubbio e mette anzi in risalto i dettagli e le peculiarità che li differenziano.
Si tratta di Ratchet Table, di Harry Hasson e di Vespa Table di Giulio Iacchetti. Entrambi sono dei tavolini formati da pile di libri fissate da cinghie colorate che fungono da base per piccole superfici in legno. Ma mentre l’idea di Hasson fa parte di un progetto più ampio che prevede l’utilizzo di oggetti diversificati come basi, l’intento di Iacchetti è provocatorio, nello scegliere i libri del giornalista Bruno Vespa come supporti ideali.
Ma se avete seguito con attenzione le pagine di Designerblog nelle scorse settimane magari vi sarà già venuto in mente guardando le immagini, che un terzo progetto si inserisce di diritto in questo accostamento, anch’esso presentato nel 2009. Si tratta di Klaps, lo sgabello-tavolino portariviste dello studio polacco Malafor, che rispetto agli altri due ha la particolarità di essere montato su rotelle.
Via | Patamagazine.com
I tavoli libreschi di Harry Hasson e Giulio Iacchetti

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L’idea è davvero semplice: due tavole sagomate, di cui quella inferiore è montata su rotelle, e delle cinghie di corda tengono insieme una pila di riviste. Il risultato è uno sgabello originale, ma anche un modo intelligente per tenere in ordine vecchie collezioni di giornaletti.
Si chiama Klaps questo sgabello salvaspazio ed è stato realizzato dal brand polacco Malafor. Le due tavole sono di legno e si possono scegliere in diverse varianti cromatiche, dal semplice nero, a tinte fluo o finitura naturale con dettagli a contrasto.
Via | Designboom.com
R540 ROCKING BENCH from fetichedesign on Vimeo.
Ricorda un po’ le vecchie sedie da bar di una volta, quelle di plastica colorata intrecciata su un telaio metallico, R540 Rocking Bench, lo sgabello a dondolo dei brasiliani Fetiche Design.
Utilizza lo stesso sistema per intrecciare le corde di colori accesi, utilizzati in combinazioni tono su tono, blu e azzurro chiaro, rosso e arancione, verde chiaro e scuro, etc, ma con una razionalità ergonomica e un gioco prospettico che rende questo sgabello particolarmente comodo e molto bello a vedersi.
Via | Contemporist.com
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Uno sgabello che sfida le leggi di gravità . Così lo ha definito il suo giovane progettatore, il giovane designer di Sheffield James Douglas. Assicura anche però che il peso del corpo sia ben sostenuto dai suoi elementi in multistrato, fissati da una barra di acciaio nel centro.
Si chiama LumBar e la sua forma ricorda quella di certe concrezioni rocciose da Grand Canyon, quei “funghi” scavati nella pietra da fenomeni di erosione. La sua particolarità lo rende quasi una “scultura da salotto” che però, all’occasione, dimostra la sua vera natura di seduta.
Via | Contemporist.com