
Nato in Grecia e ora direttore creativo dell’agenzia di design La Surprise di Parigi, Théo Gènnitsakis è un designer e illustratore che vive e lavora al motti di “Audacity is the safest path” (”L’audacia è il sentiero più sicuro”).
Sfacciato ed eccessivo, Gènnitsakis riesce a coniugare un minimalismo molto rigoroso con una sensualità applicata anche ai soggetti più improbabili. L’ironia, i colori e lo stile ricordano vagamente le animazioni realizzate da Terry Gilliam per i film dei Monty Python, l’uso dei caratteri tipografici è altrettanto sopra le righe, pur mantenendosi sempre nell’ambito del minimal.
Da leggere anche il divertente blog dell’agenzia, pieno di link e citazioni pop-trash. Di seguito, invece una gallery dei suoi lavori più provocanti.

Forse un post di questo tipo era più indicato per softblog, ma quando ho visto questo concept Stereorotic del designer statunitense Bob Turek non so se sono rimasto più stupito o divertito.
Il progetto si commenta da solo e trovo interessante il lavoro del designer, che nei suoi progetti di prodotti stereofonici ha cercato o di minimizzare e rendere visibili le “classiche casse” o, come in questo caso, di decontestualizzarle con ironia.
via | iainclaridge.net
Contro il repentino avvicendarsi di acquazzoni e sole cocente, l’ombrello è tornato ad essere un accessorio femminile addirittura indispensabile. La società francese Guy de Jean, che lavora per griffe come Chantal Thomass,
Jean Paul Gaultier, Fondation Brigitte Bardot,
Gianfranco Ferré, ha realizzato una linea di ombrelli con stampe e design esclusivi che utilizzano tecniche ultra moderne d’impressione digitale.
La linea realizzata per Chantal Thomass è ispirata alla biancheria sexy più conturbante, piena di lacci, pizzi, merletti e stringhe. Un oggettino provocante per accendere anche il look più imperscrutabile, un elemento ironico per stuzzicare anche lo sguardo più distratto. Parasole o per la pioggia, l’unico rischio è perderlo o dimenticarlo.
Via| Designboom.com