
Uno dei modi per decretare il successo di un film o di una serie televisiva è dare un’occhiata a tutta la fan-art che nasce dalla fantasia e dalle suggestioni degli spettatori. Nel caso di “Game Of Thrones” il compito è ulteriormente facilitato: forte atmosfera, personaggi molto caratterizzati, un immaginario costruito alla perfezione, tanto che qualcuno ne ha già ‘approfittato’ con buoni risultati.
E’ la volta di Tom Gateley, illustratore britannico che si è cimentato con i vari casati a cui appartengono i protagonisti e i rispettivi sigilli ideati da Jim Stanes per la serie. Il risultato è piacevole ed efficace e, ancora una volta, la parte più divertente è schierarsi e scegliere il proprio poster da utilizzare come ‘vessillo’ sui social network o per customizzare i nostri device.

Il progetto Illy Art Collection è nato nel 1992: l’idea alla base è che l’arte possa entrare nella vita delle persone anche attraverso un piccolo oggetto d’uso quotidiano. Un concept che unisce estetica e design, creatività e elementi esclusivi. Dopo le oltre 70 serie di tazzine da collezione decorate dai maggiori artisti e giovani talenti a livello internazionale, è la volta di Tobias Rehberger.
Artista che utilizza i linguaggi del design e dell’architettura, Rehberger è per la seconda volta al lavoro su un oggetto Illy. Dopo la tazzina dello scorso anno, arrivano i due barattolini da 250 grammi. Disponibile da febbraio a giugno la versione “Everything”, mentre da luglio a dicembre potrà essere acquistata la versione “Nothing”. Il ‘gioco’ di entrambi è sul resto della frase illustrata: “Nothing happens for a reason” e, viceversa: “Everything happens for a reason”.
Due edizioni a tiratura limitata che saranno in vendita nei bar e nei negozi, in Italia e all’estero (fino ad esaurimento), al prezzo consigliato di 6 euro e 50.

Che vi piacciano così come sono, che amiate personalizzarle con cover apposite o addirittura modificandole radicalmente, le Moleskine sono diventate ormai molto più di un ’semplice’ sketchbook o un’agenda per prendere appunti. ‘Colpa’ della storica casa produttrice che, dalla rinascita del marchio, ha introdotto una serie di varianti sempre più ‘targettizzate’.
Guide delle città, formati non troppo convenzionali, persino sostituendo a righe e quadretti i fogli pentagrammati. Fino all’ ‘affronto’ definitivo: il nero della copertina in alcuni modelli non è neanche più disponibile. Scelta di marketing che non sta a noi giudicare. Oggi infatti vi proponiamo l’ennesima variante: le Moleskine Passion.
Come suggerisce il nome, sei agende diverse, ognuna dedicata a una passione. Libri, film, dischi, ricette, vino e benessere: ciascuna realizzata per annotare idee e appuntamenti riguardo lo specifico argomento. Sia l’impaginazione che le cover, sono altrettanto personalizzate. Saranno nei negozi a partire da marzo, intanto potete ordinarle per 19 euro su Unilibro.

Ormai ci siamo. L’attesa sta per finire. Il prossimo 2 febbraio inizia la sesta e ultima stagione di Lost. Quella in cui gli enigmi -si spera- saranno svelati, quella che in fondo aspettiamo dalla prima serie. Cresce l’ansia e crescono esponenzialmente anche i contributi degli appassionati.
Uno dei più validi e meglio realizzati nell’ambito dell’illustrazione è quello di Ty Mattson, capo e fondatore della Mattson Creative, un’agenzia specializzata in brand identity. Dopo aver lavorato con marchi come Coca-Cola, Pepsi e Hasbro, Mattson si è preso una pausa per celebrare la sua dipendenza da Lost.
Il risultato è questa serie di illustrazioni di cui solo i fan apprezzeranno i riferimenti più sottili. Gli altri, in compenso, potranno godersi la qualità dell’operazione, il suo gusto retro e l’ottima capacità di sintesi nello stile del graphic design. La gallery è dopo il salto.
Continua a leggere: Mattson Creative: i nuovi poster di Lost

Stéphane Massa-Bidal è un graphic designer francese che si occupa anche di siti web. Conosciuto in rete come Hulk4598 o Rétrofuturs, i suoi lavori sono un efficace mix di elementi molto lineari, un utilizzo attento dei caratteri tipografici e una evidente passione per i collage e i ritagli di immagini d’epoca.
Per sfuggire probabilmente allo stress della sua attività per il web e -contemporaneamente- ironizzare su la ‘febbre’ da social network che assale ormai un po’ tutti, Massa-Bidal ha pensato di realizzare una serie di poster ironici dedicati ai servizi web più noti.
La serie “Web services covers therapy” è disponibile in poster in formato A2, A3 e A4, in vendita via email. Noi intanto vi mostriamo alcuni dei lavori nella gallery qui di seguito. Il set completo, è sul suo spazio Flickr
Plantation è il nome di una serie progettata con il suo brand Derlot da Alexander Lotersztain, designer nato in Argentina e cresciuto in Australia. Ideata originariamente due anni fa, la serie comprendeva una sedia a dondolo, una sedia con braccioli e una chaise longue. Ora si aggiunge un tavolo, sviluppato in tre versioni.
La descrizione che Lotersztain stesso dà del marchio è piuttosto chiara nell’indicare le intenzioni del suo lavoro: “Derlot rivela tutta la sua purezza nell’approccio al progetto. Ogni prodotto mostra un sostanziale equilibrio che comprende forma, funzione, materiali, costi, ambiente e cliente. Semplici ma intelligenti, indipendenti ma complementari, con appeal internazionale e fascino australiano.”
Ogni pezzo è costruito con compensato marino proveniente da foreste controllate e la produzione è studiata per puntare al minimo spreco di legno possibile. Addirittura, con i pezzi di scarto sono prodotti dei portauova che vengono regalati insieme ai mobili acquistati.
Via | Dezeen.com
Attraverso la serie Cities within Cities dell’illustratore messicano Gibran Julian sembra di poter assistere ai giochi segreti di un bambino. Di poter visualizzare le costruzioni invisibili, i mondi personali che ogni bambino sovrappone alla realtà, quando si presenta ai suoi occhi in tutta la sua noiosa banalità.
E in effetti Cities within Cities è una serie ambientata in Finlandia, realizzata in mixed media, ossia diverse tipologie di immagini che confluiscono in un’unica opera, l’illustrazione digitale che si sovrappone a scatti fotografici. Piccole scene di vita quotidiana, dettagli di luoghi anonimi, angoli indifferenti di città, su cui si innestano i disegni di Gibran Julian, città di tubi, edifici colorati, ponti e astronavi. Proprio come da bambini.
Via | Jawgits

Uno dei momenti più ansiogeni di una vacanza è il recupero dei bagagli dopo un volo, quei minuti di trepidante attesa che si spendono davanti al nastro trasportatore, gli occhi fissi sull’apertura nella speranza di veder ricomparire la propria valigia sana e salva. Chi almeno una volta è stato vittima di un furto o solo della perdita di un bagaglio sa di cosa si sta parlando.
Molto spesso le valigie sul nastro sono tutte uguali, difficili da distinguere a una prima occhiata, impossibile se non vi siete ricordati l’indispensabile targhetta con il vostro nome. MyDotDrops è una serie di trolley ideata dal marchio francese Jump che si ripropone di mettere fine a tutti i problemi di riconoscibilità. I trolley infatti, disponibili in tre misure, possono essere personalizzati con un tocco di pixel art.
Nature Individuelle è una serie di oggetti in terracotta e legno di betulla che l’architetto francese Patrick Nadeau ha disegnato allo scopo di integrare elementi botanici nella vita di tutti i giorni e ha recentemente esposto al Sabz di Parigi.
La sua idea è che i pezzi, modulari e ricombinabili, da piccoli vasi a spalliere per rampicanti, possano dare a chi li utilizza la possibilità di creare il proprio paesaggio.
Certo, se non avete il pollice verde, c’è poco che questi oggetti possano fare. Se invece lo avete, potrebbero darvi un’idea in più. Ma forse, chissà, chi è dotato davvero della capacità di circondarsi di piante rigogliose, non ha bisogno del design per creare il proprio ambiente ideale ed essere felice.
Via | Elleadore.com

Timothy Schreiber, vecchia conoscenza di designerblog, dopo aver studiato architettura e design alla storica Bauhaus di Weimar, ha lavorato a Londra, a Sidney, Pechino e Shangai, dove ha collaborato alla realizzazione del centro acquatico per le Olimpiadi 2008, per tornare infine a Londra. Il suo ultimo progetto, ancora allo status di prototipo, si chiama Jo-8 Nesting Tables ed è un omaggio a Joseph Albers e alla sua celebre serie di tavolini prodotti da Vitra.
Anche Jo-8 è infatti una serie di tavolini a incastro, in alluminio colorato. Studiati per poter essere assemblati in un numero infinito di combinazioni di dimensioni e colori differenti, vengono definiti dal loro stesso ideatore “pop modernisti”. Probabilmente una produzione industriale costringerebbe Schreiber a rivedere le sue ambizioni sul numero di varianti possibili, non credete?
Via | Dezona.com