Bagigio nasce come separè per dividere idealmente gli spazi senza impedire alla luce di passare; ma si tratta in realtà anche di una scultura, funzionale e densa di significato.
Simone Micheli ha ideato questo elemento partendo da due idee, una filosofico-matematica e una fisica, che però intrecciano fra loro concetti vitali: la forma del modulo base, componibile a piacere, è quella del simbolo dell’infinito riprodotto in tridimensionalità, ma è anche una rappresentazione macroscopica di un legame atomico bipolare.
I moduli possono essere bianchi o colorati e si accendono di luce propria, armandosi di fascino e praticità e illuminando gli ambienti con un’atmosfera soffusa.
Grazie alla componibilità e alla forma dei moduli, Bagigio è una soluzione flessibile e adattabile a qualunque spazio.
Via | FurnitureFashion
Formati da elementi modulari che si incastrano l’uno con l’altro, Flake e Flower sono oggetti piuttosto versatili nella decorazione d’interni, che possono essere impiegati come tende, ma anche come lievi separè per dividere degli spazi, o come decorazioni per la tavola.
Sottili e leggeri come un tessuto ma flessibili e indistruttibili, sono realizzati in Tyvek e sono stati progettati dalla designer Mia Cullin per i finlandesi di Woodnotes. Flake e Flower si prestano a composizioni dalle forme infinite, per adattarsi elegantemente ad ogni esigenza.
Via | Livingwithwhite.com

Rughut è il progetto della designer Myung Jieun che compare nella lista dei vincitori del prestigioso Red Dot Award per il design concept nella categoria Interior Accessories. Si tratta di un tappeto che all’occasione può trasformarsi in un rifugio temporaneo.
Formato da frange di morbido tessuto tenute insieme da un elastico color arancio, RugHut da tappeto può diventare con poche semplici azioni una sorta di capanna casalinga, un teepee per giocare o rilassarsi al riparo da sguardi indiscreti.
Basta infatti tirare l’elastico arancione che raccoglie le sottili strisce di tessuto e fissarlo a un gancio sul soffitto. Poiché il gancio non dovrà sopportare carichi di peso, sarà sufficiente fissarlo con un adesivo resistente senza bisogno di intaccare l’intonaco.
Via | Picocool.com
Se mentre lavorate avete l’esigenza di isolarvi completamente dal contesto, se siete costretti a vivere in un ambiente rumoroso, capirete le ragioni per cui lo studio GamFratesi fondato nel 2006 dall’architetto danese Stine Gam e dall’italiano Enrico Fratesi ha progettato Rewrite.
Rewrite è una workstation, un tavolo chiuso in un guscio bianco, grande come un uovo di dinosauro. La scrivania è in legno e ha una forma basica che viene esaltata dalla cupola inusuale, costruita in tessuto e progettata con una forma che tende a isolare acusticamente sia chi sta dentro sia chi è fuori.
Via | Likecool.com
La necessità di arredare le case in maniera flessibile, di poter cambiare forme e ingombri ogni volta che si cambia casa, o che nascono nuove esigenze, spinge molti designer a rivolgere la loro attenzione e la loro progettualità a varie tipologie di elementi modulari.
Che serva per arredare spazi temporanei o per poter cambiare aspetto alle proprie stanze ogni volta che si ha voglia, il sistema modulare Zipte Link permette di montare e smontare strutture per farne basi per tavoli e tavolini così come separè. I suoi elementi sono composti da tubolari di alluminio colorato curvati e saldati in forme romboidali.
Sono stati progettati dal famoso designer inglese Michael Young, trasferito ormai da anni ad Hong Kong, e sono stati presentati la scorsa settimana alla Vienna Design Week nel contesto di un’esposizione intitolata appunto Michael Young - Works in China.
Via | Pichaus.com
Continuiamo a parlare di spazi di lavoro e dopo gli ultimi esempi di scrivanie multiaccessoriate, workstation del tutto autosufficienti e di pannelli modulari ideati per separare le postazioni all’interno di openspace e isolarle anche acusticamente, parliamo ora di meeting rooms.
Le sale riunioni in molte aziende sono diventate luoghi strategici in cui non solo si prendono decisioni, ma, nei casi migliori, si riflette, si scambiano idee, si creano strategie. Si sente il bisogno di luoghi informali, confortevoli in cui incontrarsi.
Lo studio PearsonLloyd di Londra parte da queste considerazioni e realizza, per il brand austriaco Bene, PARCS una collezione di poltrone, divani modulari, divisori e separè ispirati alla circolarità. La sala rotonda ha il soffitto ribassato, per creare un’atmosfera raccolta ed evitare la dispersione dei suoni. Come insegna Artù, una tavola tonda non ha capotavola…
Via | Dezeen.com
PARCS, arredamento da ufficio dello studio PearsonLloyd per Bene

Oltre il vintage, ancora più indietro, il duo svedese Adam & Viktoria esprime con i propri tessuti un gusto antico, da fiabe vittoriane, attraverso decori floreali che fanno venire in mente giardini segreti e boudoir misteriosi.
La loro collezione di piccoli pezzi d’arredamento per Lisa Fontanarosa, di poltroncine e paraventi, complementi tessili, cuscini e arazzi ha i colori di un dipinto pre-raffaellita, e mescola con eleganza motivi scandinavi e orientaleggianti, su velluti e broccati che sembrano davvero provenire da un’altra epoca.
Via | HeySusy

CircleWall è un sistema modulare di fogli di cartone sagomati che possono essere assemblati per creare pareti divisorie dalle dimensioni virtualmente infinite, che siano piccoli separè temporanei o divisori per spazi molto grandi.
Il loro montaggio non prevede l’uso di colle, ma avviene solo per incastro, rendendo gli elementi modulari facilmente smontabili, inoltre CircleWall è realizzato in materiali riciclati e riciclabili e senza l’uso di additivi chimici. Prodotto dal brand americano Cardboardesign, CircleWall è stato disegnato dal product designer statunitense Ben Blanc.
Via | Notcot.org

Probabilmente è piuttosto raro. Probabilmente nelle case di noi comuni mortali non accade d’avere così tanto spazio da doverlo occupare con una lampada che sembra una credenza, ma che, no, è davvero solo una lampada delle stesse dimensioni di un cabinet.
Eppure in un caso simile, nel caso per esempio ci fosse bisogno di un divisorio tra due ambienti, Light Box è una bella soluzione. Lavorato in legno come un mobile vero, è decorato sulle ante con 8.000 buchi rifiniti in resina che, una volta accesa, lasciano trasparire la luce e creano il disegno di un gruppo di arbusti.
La luce si diffonde anche dalla base del mobile e crea così un disegno di luce suggestivo all’interno di una stanza. Un panorama sintetico in grado di riempire gli spazi più vuoti. Light Box è disegnato dagli olandesi di Studio Jo Meesters
Via | Designyearbook

Britmaniaci, anglofolli, esterofili con la valigia pronta, se quest’estate la meta è Londra non perdetevi una visita ai magazzini Selfridges di Oxford Street. E non perché sono su qualsiasi guida, ma perché per festeggiare il centenario della loro nascita fino all’8 Settembre, nel reparto “dining and cookshop” sarà allestita una mostra-shop temporaneo dal titolo suggestivo cenTEAnary.
Tutto ciò che occorre per un perfetto Tea Party in stile sarà in vendita in questo angolo ricostruito di vecchia Inghilterra. In particolare sono state scelte due designer che hanno fatto dell’englishness il loro marchio di fabbrica. La prima è Becky Oldfield che, con il suo marchio Lost and Found, da vecchi tessuti e bandiere vintage realizza cuscini, sedie, coprilumi, separè, tutti a tema Union Jack.
La seconda, Emma Bridgewater ha disegnato un’intera collezione di ceramiche per la cucina con il motivo bianco blu e rosso della bandiera britannica. Inoltre, per la prima volta Selfridges venderà un’intera collezione di pezzi vintage, vasellame, teiere in argento, vecchi cestini da picnic, pezzi Cornish Blue, da articoli con prezzi popolari a vere e proprie rarità d’antiquariato.