
Il prototipo è datato 1967, anno in cui Pio Manzù ideò questa poltrona per La Rinascente, nata da un progetto mai editato di sedile ergonomico per macchina sportiva. Partendo dalle linee guida originali (dopo aver incontrato Giacomo Manzoni, il figlio del designer), Renato Stauffacher di Alias ha ricreato la sua ergonomia coniugandola con alcune innovazioni tecniche: la base ad esempio, è stata costruita grazie a un modello digitale, a sua volta realizzato con l’ausilio di alcune immagini d’archivio.
La curvatura della scocca è stata leggermente revisionata fresando il modello 3D della poltrona nel polistirolo, per valutare e realizzare la migliore soluzione possibile e anche il poggiapiedi a quattro razze è stato creato con la stessa tecnica, per essere perfettamente stabile e poco ingombrante. Il risultato è la riscoperta di un’estetica raffinata per un oggetto che sfida i tempi anche grazie all’elegante rivestimento in pelle disponibile in diverse tinte.
È il grado zero della postazione di lavoro, quella formata dallo sgabello e dal tavolino Ergo, progettati dal giovane designer britannico Adam Senior e realizzati in alluminio verniciato, con forme poligonali che si intrecciano a formare strutture resistenti.
Il tavolino è in realtà un leggio disegnato appositamente per sostenere un laptop, mentre lo sgabello, senza schienale, favorisce una posizione semiseduta, ideale per brevi soste davanti allo schermo, e forse non per lunghe sessioni di lavoro. Piacevole nei suoi colori brillanti, Ergo è comunque un progetto interessante per chi volesse ricreare una postazione pc in piccoli spazi.
Via | Thecloset.it
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Non è la prima volta che capita d’imbatterci in sgabelli e sedute dalla base convessa, che sono stati progettati per obbligare chi li utilizza a cercare, tendendo i muscoli, l’assetto ideale per mantenere l’equilibrio, facendo uno sforzo ergonomico che permette al tempo stesso di bruciare calorie e assumere la posizione più corretta.
È stato progettato secondo questo principio anche Hokki, lo sgabello prodotto dalla divisione americana della storica azienda tedesca V/S specializzata, fin dalla sua nascita nel 1898, in arredi scolastici e per ufficio. Il corpo realizzato in polipropilene è particolarmente leggero, mentre il cuscino in schiuma e la base in gomma prevengono eventuali scivolamenti. Particolarmente adatto per i bambini, è prodotto in quattro colori, su cui spicca l’arancio brillante che vedete nella gallery.
Via | Decomodes.com

Ultimamente stiamo assistendo al proliferare di sedute alternative di concezione ergonomica: studiate dai designer per i designer, possono essere sgabelli, rocking chair, palloni o poltroncine.
Il giovane designer Evan Dewhirst per esempio, dice di aver pensato a chi lavora davanti al tavolo da disegno. Mai seduto ma neanche in piedi, il disegnatore infatti ha bisogno di un punto d’appoggio comodo, che gli permetta, anzi, lo costringa ad una postura corretta, che gli consenta un ampio raggio d’azione, e che magari contempli un modo per sgranchirsi le gambe.
Da questo ragionamento è nato Buoy Chair, sgabello formato da una boa marina imbrigliata ad un corpo d’alluminio e a un sedile di sughero. La posizione è semiseduta e l’instabilità della boa costringe il corpo a trovare il suo punto d’equilibrio. E voi su cosa sedete mentre lavorate?
Via | Besttopdesign.com

Trovare una seduta comoda ed ergonomica per chi lavora tutto il giorno davanti a una scrivania non è impresa da poco. Conosco diversi studi e uffici in cui al posto di normali sedie girevoli o poltroncine regolabili sono stati adottati quei palloni giganti che vengono usati nelle palestre per stimolare i muscoli di glutei e addominali.
ergoErgo è uno sgabello, disegnato da Alan Heller, che sfrutta lo stesso meccanismo delle palle da fitness, costringendo chi lo usa a una costante (e, dicono i suoi produttori, benefica) ricontrattazione dell’equilibrio, mettendo in azione più muscoli di quanti si possa pensare d’avere, costringendo la colonna vertebrale a una posizione corretta e migliorando la circolazione sanguigna. E così lavorare tanto non sarà più una buona scusa per evitare la prova costume…
Via | Swiss-miss.com